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Le tradizioni del Carnevale in Valle d'Aosta: riti, piatti e usanze del posto
Nella Coumba Freida le Landzette sfilano con i cappelli napoleonici e i costumi coperti di perline, paillette e specchietti: gli specchi servono ad allontanare le forze maligne. A Verrès, invece, il Carnevale lo inaugura la maschera di Catherine di Challant.
A Pont-Saint-Martin si brucia il diavolo.
Le Landzette della Coumba Freida
Il Carnevale della valle del Gran San Bernardo e della Valpelline ha per protagoniste le Landzette.
I loro costumi colorati sono decorati con perline, paillette e specchietti — e gli specchi allontanano le forze maligne — e in testa portano i cappelli napoleonici: commemorano il passaggio dei soldati di Napoleone al Colle del Gran San Bernardo, lungo la via Francigena, nel maggio del 1800.
Le maschere un tempo erano di legno; le Landzette tengono in mano i crini di coda di cavallo e portano una cintura con campanella. Gli antropologi le interpretano come strumenti simbolici contro gli spiriti maligni, e la tradizione dice che raffigurano gli spiriti degli antenati: il rito sta per la fertilità e il rinnovamento della natura. Non a caso è definito un rito ancestrale, con origini che una fonte fa risalire al XV secolo. Anche altrove la festa si fa in quota: gli altri carnevali di montagna hanno figure e nomi diversi.
Una questua di comune in comune
La Coumba Freida dura oltre una settimana e si sposta di comune in comune e nei diversi hameaux.
È una questua rituale: i gruppi mascherati locali si chiamano bènda in francoprovenzale, e sono preceduti dai musicanti, i joueur, e da una guida detta gueudda. Ogni comune della Combe ha il proprio carnevale, simile ma mai identico, e a Etroubles le Landzette ballano per le vie del paese ed entrano nelle case.
Un tempo non aveva data fissa: andava dall'Epifania al martedì grasso, e cominciava il 7 gennaio con le mascherate improvvisate.
Catherine di Challant
Il Carnevale di Verrès rievoca una vicenda di seicento anni fa, quella di Catherine di Challant: la castellana «amica del popolo», che si ribellò alla legge salica con l'appoggio della gente.
Ogni anno la sua maschera inaugura il Carnevale. Il corteo storico è preceduto da una fiaccolata e conta 250 figuranti in costume, con gli eventi in costume nel paese e nel castello. La festa dura tre giorni.
Il diavolo di Pont-Saint-Martin
Il Carnevale di Pont-Saint-Martin rievoca la leggenda legata a San Martino di Tours: quella del Diavolo beffato.
Mette in scena la sconfitta del male, e vi compare anche la leggenda della ninfa del Lys. Alla fine il diavolo viene bruciato.
Camentràn
In patois valdostano il Carnevale si dice anche camentràn, come a Courmayeur e ad Aymavilles.
La parola deriva da quadragesima e indica l'entrare in Quaresima; in alcune aree, però, indica il pupazzo di paglia che si brucia il martedì grasso — quel pupazzo ricorda il diavolo bruciato a Pont-Saint-Martin. A Courmayeur la festa si chiama proprio Lo Camentran e unisce colori, suoni e sapori della tradizione.
Il Carnevale dei Piccoli
Il Carnevale dei Piccoli nasce nel 1962.
Per quei giorni il comune è amministrato da una «mini giunta comunale», eletta fra i bambini di quinta elementare. Il carnevale dei bambini si festeggia anche a Saint-Vincent e a Morgex.
Sulla neve
A Pila si tiene una fiaccolata di carnevale sulle piste da sci, e a Cervinia torna la Dama Bianca.
Se nevica a Carnevale
C'è un proverbio in patois che collega la neve della domenica grassa alla fertilità della terra.
Il senso è semplice: se nevica a Carnevale, la terra sarà generosa tutto l'anno.
Domande frequenti
Chi sono le Landzette
Sono le maschere della Coumba Freida e della valle del Gran San Bernardo: costumi con perline, paillette e specchietti, cappelli napoleonici, crini di coda di cavallo e una cintura con campanella.
Perché le Landzette portano i cappelli napoleonici
Perché i costumi commemorano il passaggio dei soldati di Napoleone al Colle del Gran San Bernardo, nel maggio del 1800, lungo la via Francigena.
Chi era Catherine di Challant
È la castellana «amica del popolo» che si ribellò alla legge salica con l'appoggio della gente: la sua maschera inaugura il Carnevale di Verrès.
Che cosa significa camentràn
È il nome del Carnevale in patois: deriva da quadragesima e indica l'entrare in Quaresima. In alcune zone indica il pupazzo di paglia bruciato il martedì grasso.