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Carnevale · Tradizioni

Le tradizioni del Carnevale in Valle d'Aosta: riti, piatti e usanze del posto

4 min di lettura · Scritto da: Rodolfo de Carvalho

Nella Coumba Freida le Landzette sfilano con i cappelli napoleonici e i costumi coperti di perline, paillette e specchietti: gli specchi servono ad allontanare le forze maligne. A Verrès, invece, il Carnevale lo inaugura la maschera di Catherine di Challant.

A Pont-Saint-Martin si brucia il diavolo.

Le Landzette della Coumba Freida

Il Carnevale della valle del Gran San Bernardo e della Valpelline ha per protagoniste le Landzette.

I loro costumi colorati sono decorati con perline, paillette e specchietti — e gli specchi allontanano le forze maligne — e in testa portano i cappelli napoleonici: commemorano il passaggio dei soldati di Napoleone al Colle del Gran San Bernardo, lungo la via Francigena, nel maggio del 1800.

Le maschere un tempo erano di legno; le Landzette tengono in mano i crini di coda di cavallo e portano una cintura con campanella. Gli antropologi le interpretano come strumenti simbolici contro gli spiriti maligni, e la tradizione dice che raffigurano gli spiriti degli antenati: il rito sta per la fertilità e il rinnovamento della natura. Non a caso è definito un rito ancestrale, con origini che una fonte fa risalire al XV secolo. Anche altrove la festa si fa in quota: gli altri carnevali di montagna hanno figure e nomi diversi.

Una questua di comune in comune

La Coumba Freida dura oltre una settimana e si sposta di comune in comune e nei diversi hameaux.

È una questua rituale: i gruppi mascherati locali si chiamano bènda in francoprovenzale, e sono preceduti dai musicanti, i joueur, e da una guida detta gueudda. Ogni comune della Combe ha il proprio carnevale, simile ma mai identico, e a Etroubles le Landzette ballano per le vie del paese ed entrano nelle case.

Un tempo non aveva data fissa: andava dall'Epifania al martedì grasso, e cominciava il 7 gennaio con le mascherate improvvisate.

Catherine di Challant

Il Carnevale di Verrès rievoca una vicenda di seicento anni fa, quella di Catherine di Challant: la castellana «amica del popolo», che si ribellò alla legge salica con l'appoggio della gente.

Ogni anno la sua maschera inaugura il Carnevale. Il corteo storico è preceduto da una fiaccolata e conta 250 figuranti in costume, con gli eventi in costume nel paese e nel castello. La festa dura tre giorni.

Il diavolo di Pont-Saint-Martin

Il Carnevale di Pont-Saint-Martin rievoca la leggenda legata a San Martino di Tours: quella del Diavolo beffato.

Mette in scena la sconfitta del male, e vi compare anche la leggenda della ninfa del Lys. Alla fine il diavolo viene bruciato.

Camentràn

In patois valdostano il Carnevale si dice anche camentràn, come a Courmayeur e ad Aymavilles.

La parola deriva da quadragesima e indica l'entrare in Quaresima; in alcune aree, però, indica il pupazzo di paglia che si brucia il martedì grasso — quel pupazzo ricorda il diavolo bruciato a Pont-Saint-Martin. A Courmayeur la festa si chiama proprio Lo Camentran e unisce colori, suoni e sapori della tradizione.

Il Carnevale dei Piccoli

Il Carnevale dei Piccoli nasce nel 1962.

Per quei giorni il comune è amministrato da una «mini giunta comunale», eletta fra i bambini di quinta elementare. Il carnevale dei bambini si festeggia anche a Saint-Vincent e a Morgex.

Sulla neve

A Pila si tiene una fiaccolata di carnevale sulle piste da sci, e a Cervinia torna la Dama Bianca.

Se nevica a Carnevale

C'è un proverbio in patois che collega la neve della domenica grassa alla fertilità della terra.

Il senso è semplice: se nevica a Carnevale, la terra sarà generosa tutto l'anno.

Domande frequenti

Chi sono le Landzette

Sono le maschere della Coumba Freida e della valle del Gran San Bernardo: costumi con perline, paillette e specchietti, cappelli napoleonici, crini di coda di cavallo e una cintura con campanella.

Perché le Landzette portano i cappelli napoleonici

Perché i costumi commemorano il passaggio dei soldati di Napoleone al Colle del Gran San Bernardo, nel maggio del 1800, lungo la via Francigena.

Chi era Catherine di Challant

È la castellana «amica del popolo» che si ribellò alla legge salica con l'appoggio della gente: la sua maschera inaugura il Carnevale di Verrès.

Che cosa significa camentràn

È il nome del Carnevale in patois: deriva da quadragesima e indica l'entrare in Quaresima. In alcune zone indica il pupazzo di paglia bruciato il martedì grasso.

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