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Le tradizioni dell'Epifania in Emilia-Romagna: riti, piatti e usanze del posto
In Emilia-Romagna la sera del 5 gennaio si bruciano i fantocci della Vècia e si accendono i falò della Fasagna, riti propiziatori per i raccolti. I Pasqualotti girano di casa in casa cantando, e i bambini recitano le zirudelle in dialetto.
Si dice che quella notte le mura diventino ricotta.
I roghi della Vècia
A San Matteo della Decima, frazione di San Giovanni in Persiceto, dalle cinque del pomeriggio del 5 gennaio ardono in più punti del paese i Roghi delle Befane: fantocci di paglia alti una decina di metri.
Mentre le sagome bruciano, il pubblico grida «A brùsa la Vècia!». La tradizione è legata all'antica usanza contadina ed è promossa dal Cib.
A Faenza, il fantoccio del Niballo viene portato su un carro trainato dai buoi e bruciato in un enorme falò al centro della piazza.
La Fasagna
Nell'Emilia occidentale i falò di inizio anno si accendono nei primi giorni di gennaio, e in provincia di Parma e Reggio Emilia si chiamano Fasagna: un grande momento di festa collettiva. A Bologna e Modena si brucia un fantoccio che raffigura un vecchio, il vciån.
Il rogo è un rito propiziatorio per i raccolti, si celebra spesso la vigilia dell'Epifania e può essere benedetto dal parroco; dal fumo e dalle faville si legge il futuro.
Nelle campagne reggiane il rito era più preciso: si incendiava una mannella di canavoj, legata con la stoppa, e si correva sotto gli alberi da frutta gridando «Fasâgna, fasâgna, totti al brochi 'na cavagna» — cioè che tutti i rami diano un cesto di frutta.
Le zirudelle e i fcén
I ragazzini si travestono da vecchini — i fcén — e vanno di casa in casa recitando le zirudelle, le filastrocche in dialetto, per ottenere in cambio i dolci.
Sulla montagna reggiana, a Gazzano di Villa Minozzo, il giorno prima dell'Epifania la Befana e il Befanotto vagano per le strade e bussano a tutte le porte: recitano filastrocche in rima e svelano le abitudini e i tic dei padroni di casa.
I Pasqualotti
In Romagna l'Epifania si chiamava anticamente Pasquetta o Pasquella, e la notte fra il 5 e il 6 gennaio escono i Pasqualotti: gruppi itineranti che percorrono le vie del paese, cantano canzoni benaugurali, bussano alle porte e salutano i presenti. In cambio ricevono offerte di cibo, vino e denaro.
A Verucchio il 6 gennaio si fa la Pasquella con i Pasquarul, che percorrono le vie del borgo; a Tagliata di Cervia si tengono i canti dei Pasquaroli.
Gli animali che parlano
Una credenza romagnola dice che nella notte del 6 gennaio i morti si reincarnano negli animali della stalla, che acquistano il dono della parola.
E c'è un rischio: se le bestie parlavano male del contadino, le anime dei morti lo trascinavano con sé nell'oltretomba. Per prudenza i contadini riempivano le mangiatoie con il fieno migliore, e molti preferivano passare l'Epifania in casa piuttosto che nella stalla.
La cena e la veglia
Nella Romagna di una volta, la sera del 5 gennaio si faceva la cena lauta dell'Epifania, considerata di buon augurio per l'anno appena cominciato. Seguiva la veglia, durante la quale si mangiava una piadina dolce con la conserva di frutta.
Nelle campagne reggiane, la sera della vigilia, si cucinava ál busilàn, la ciambella, che si serviva il giorno dopo: una fetta si metteva da parte per il primo povero che avesse bussato alla porta. Nella stessa serata i ragazzi preparavano i «bigliettini» con i nomi delle persone del paese.
La Befana
La Befana vola a cavallo della scopa, premia i bambini buoni con dolci e frutta candita e lascia ai capricciosi la calza con cenere e carbone; i bambini le lasciano il latte caldo e i biscotti.
- Piacenza: la Motobefana arriva alle 9.30, e alle 10.30 la Befana distribuisce dolciumi e caramelle in Piazza Cavalli;
- Comacchio: il 5 gennaio si tiene La Tamplà, la marcia delle Befane, con il motto dialettale «A Van la Vecie»; il 6 i bambini ricevono dolci in tutto il centro storico e alle sei di sera la Befana li saluta dal ponte dei Trepponti, con i fuochi d'artificio;
- Cervia: arrivano la Befana e i doni, cantano i Pasquaroli, e alle tre del pomeriggio si fa il primo tuffo in mare dell'anno;
- Misano: il tuffo della Befana;
- Dozza: alle tre del pomeriggio la rievocazione in costume dell'arrivo dei Re Magi, con un corteo itinerante nel borgo e i quadri viventi;
- Rimini: i Re Magi nel centro storico; a Riccione, Cattolica e Bellaria si festeggia in piazza.
Per il ponte dell'Epifania si tengono i mercatini tipici, e nei borghi dell'Appennino si visitano i presepi diffusi.
Domande frequenti
Che cosa sono i roghi della Vècia
Sono i falò del 5 gennaio di San Matteo della Decima, nel Bolognese: fantocci di paglia alti una decina di metri che bruciano mentre il pubblico grida «A brùsa la Vècia!».
Che cos'è la Fasagna
La Fasagna è il falò di inizio anno delle province di Parma e Reggio Emilia: un rito propiziatorio per i raccolti, dal cui fumo e dalle cui faville si traggono i presagi.
Chi sono i Pasqualotti
I Pasqualotti sono i gruppi che in Romagna, la notte fra il 5 e il 6 gennaio, girano per le vie cantando canzoni benaugurali e ricevono in cambio cibo, vino e denaro.
Che cosa sono le zirudelle
Le zirudelle sono le filastrocche in dialetto che i bambini, travestiti da vecchini, recitano di casa in casa per ricevere i dolci.