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Epifania · Tradizioni

Le tradizioni dell'Epifania in Molise: riti, piatti e usanze del posto

4 min di lettura · Scritto da: Rodolfo de Carvalho

In Molise la vigilia dell'Epifania si chiama Notte della Pasquetta: gruppi di cantori girano di casa in casa intonando melodie augurali. A Toro il canto ha dieci quartine e si chiude, la mattina dopo, con il bacio del Bambino alla prima messa.

Nella stessa notte le ragazze sognano il futuro sposo.

La Pasquetta di Toro

A Toro, la sera del 5 gennaio, si canta la Pasquetta — chiamata anche Pasqua Epifania —, un canto di auguri e di questua.

Il rituale ha le sue parti: un complessino musicale, i cantori e un itinerario per le vie del paese. Si parte da Piazza del Piano e si passa davanti alle chiese e alle case di amici e parenti.

Il testo è fatto di dieci quartine di ottonari a rima baciata: le prime nove raccontano la visita dei Re Magi a Gesù Bambino, la decima augura la buona Pasqua ai padroni di casa.

Un tempo il giro non durava oltre la mezzanotte e si chiudeva con un lauto banchetto notturno offerto ai cantori; da qualche anno si va avanti fino al mattino dell'Epifania.

Il bacio del Bambino

La mattina del 6 gennaio, alla prima messa delle 7.30 in convento, il canto della Pasquetta si ripete: accompagna l'arrivo dei Re Magi e il bacio del Bambino.

A fine messa tutti i fedeli baciano Gesù Bambino — anche chi in chiesa non va di solito —, e con quel rito i cantori concludono la loro fatica notturna.

Santa Croce di Magliano

A Santa Croce di Magliano la vigilia si chiama proprio Notte della Pasquetta: i gruppi di cantori girano di casa in casa e intonano le melodie augurali, e le famiglie offrono loro salumi, dolci e vino nuovo.

La Pasquarella

In Molise la Befana ha un nome suo: Pasquarella. Lo attesta anche una poesia in dialetto molisano di Eugenio Cirese (1884-1955), che racconta l'attesa della pasquarella sotto la ciminiera.

La Befana è la vecchina in abiti umili che vola in sella alla scopa e riempie le calze di dolciumi e carbone dolce; ai bambini che si sono comportati male tocca il carbone. Le famiglie le lasciano un bicchierino di vino e un piatto con qualche boccone.

E c'è la credenza che quella notte gli animali parlino. Alle ragazze, invece, spetta un altro segno: chi sogna un ragazzo nella notte del 5 gennaio riceve una rivelazione sul proprio amore.

U' Marauasce

A Macchia Valfortore, il giorno dell'Epifania, si celebra U' Marauasce: qui il fuoco è il protagonista assoluto.

I falò accesi nelle piazze segnano la fine delle festività natalizie, e sono l'occasione per ritrovarsi e scambiarsi gli auguri. Ad Agnone si tiene l'ultima 'Ndocciata della stagione, e a Oratino si rinnova il rito della Faglia.

I presepi viventi

Il 6 gennaio chiude anche il calendario dei presepi.

In altri comuni restano i presepi e le luminarie, senza animazione. A Termoli, il 6 gennaio alle 11.30, in Piazza Vittorio Veneto si tiene Arriva la Befana, curata dai Vigili del fuoco, dal Lions Club Termoli Tifernus e dalla Misericordia, con la distribuzione di dolci e regali.

I dolci

Il dolce dell'Epifania molisana sono i pepatelli, che il Molise condivide con l'Abruzzo: prendono il nome dal pepe nero, e si fanno con farina, cacao, miele, mandorle e buccia d'arancia.

Ci sono poi le Cancelle, o Pizzelle, chiamate anche Ferratelle, che si preparano per la settimana pasquale, per l'Epifania e per le feste patronali — e in Alto Molise si offrivano anche ai matrimoni. Ad Agnone è tipica la zuppa alla santé, con pane croccante, polpettine di maiale e caciocavallo.

Il 6 gennaio chiude ufficialmente le vacanze di Natale, e il proverbio lo dice: «L'Epifania tutte le feste porta via».

Domande frequenti

Che cos'è la Pasquetta di Toro

È il canto di auguri e di questua che a Toro si intona la sera del 5 gennaio: dieci quartine di ottonari, di cui nove raccontano la visita dei Re Magi.

Che cos'è il bacio del Bambino

È il rito che chiude la Pasquetta: alla prima messa del 6 gennaio, alle 7.30 in convento, tutti i fedeli baciano Gesù Bambino.

Come si chiama la Befana in Molise

Si chiama Pasquarella, nome attestato anche in una poesia in dialetto di Eugenio Cirese.

Che cos'è U' Marauasce

È la festa dell'Epifania di Macchia Valfortore, in cui il protagonista è il fuoco: i falò nelle piazze segnano la fine delle festività natalizie.

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