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Le tradizioni dell'Epifania in Molise: riti, piatti e usanze del posto
In Molise la vigilia dell'Epifania si chiama Notte della Pasquetta: gruppi di cantori girano di casa in casa intonando melodie augurali. A Toro il canto ha dieci quartine e si chiude, la mattina dopo, con il bacio del Bambino alla prima messa.
Nella stessa notte le ragazze sognano il futuro sposo.
La Pasquetta di Toro
A Toro, la sera del 5 gennaio, si canta la Pasquetta — chiamata anche Pasqua Epifania —, un canto di auguri e di questua.
Il rituale ha le sue parti: un complessino musicale, i cantori e un itinerario per le vie del paese. Si parte da Piazza del Piano e si passa davanti alle chiese e alle case di amici e parenti.
Il testo è fatto di dieci quartine di ottonari a rima baciata: le prime nove raccontano la visita dei Re Magi a Gesù Bambino, la decima augura la buona Pasqua ai padroni di casa.
Un tempo il giro non durava oltre la mezzanotte e si chiudeva con un lauto banchetto notturno offerto ai cantori; da qualche anno si va avanti fino al mattino dell'Epifania.
Il bacio del Bambino
La mattina del 6 gennaio, alla prima messa delle 7.30 in convento, il canto della Pasquetta si ripete: accompagna l'arrivo dei Re Magi e il bacio del Bambino.
A fine messa tutti i fedeli baciano Gesù Bambino — anche chi in chiesa non va di solito —, e con quel rito i cantori concludono la loro fatica notturna.
Santa Croce di Magliano
A Santa Croce di Magliano la vigilia si chiama proprio Notte della Pasquetta: i gruppi di cantori girano di casa in casa e intonano le melodie augurali, e le famiglie offrono loro salumi, dolci e vino nuovo.
La Pasquarella
In Molise la Befana ha un nome suo: Pasquarella. Lo attesta anche una poesia in dialetto molisano di Eugenio Cirese (1884-1955), che racconta l'attesa della pasquarella sotto la ciminiera.
La Befana è la vecchina in abiti umili che vola in sella alla scopa e riempie le calze di dolciumi e carbone dolce; ai bambini che si sono comportati male tocca il carbone. Le famiglie le lasciano un bicchierino di vino e un piatto con qualche boccone.
E c'è la credenza che quella notte gli animali parlino. Alle ragazze, invece, spetta un altro segno: chi sogna un ragazzo nella notte del 5 gennaio riceve una rivelazione sul proprio amore.
U' Marauasce
A Macchia Valfortore, il giorno dell'Epifania, si celebra U' Marauasce: qui il fuoco è il protagonista assoluto.
I falò accesi nelle piazze segnano la fine delle festività natalizie, e sono l'occasione per ritrovarsi e scambiarsi gli auguri. Ad Agnone si tiene l'ultima 'Ndocciata della stagione, e a Oratino si rinnova il rito della Faglia.
I presepi viventi
Il 6 gennaio chiude anche il calendario dei presepi.
- Montenero di Bisaccia: il presepe vivente, arrivato alla quarantaduesima edizione, va in scena anche il 1°, il 3 e il 4 gennaio; il giorno dell'Epifania il corteo dei Magi parte alle 14.30, la scena comincia alle cinque del pomeriggio e la Natività si compie a mezzanotte;
- Guardialfiera: presepe vivente dalle 17.30 alle 19;
- Larino: dalle sei di sera;
- Bagnoli del Trigno e Pesche: gli ultimi presepi storici esposti.
In altri comuni restano i presepi e le luminarie, senza animazione. A Termoli, il 6 gennaio alle 11.30, in Piazza Vittorio Veneto si tiene Arriva la Befana, curata dai Vigili del fuoco, dal Lions Club Termoli Tifernus e dalla Misericordia, con la distribuzione di dolci e regali.
I dolci
Il dolce dell'Epifania molisana sono i pepatelli, che il Molise condivide con l'Abruzzo: prendono il nome dal pepe nero, e si fanno con farina, cacao, miele, mandorle e buccia d'arancia.
Ci sono poi le Cancelle, o Pizzelle, chiamate anche Ferratelle, che si preparano per la settimana pasquale, per l'Epifania e per le feste patronali — e in Alto Molise si offrivano anche ai matrimoni. Ad Agnone è tipica la zuppa alla santé, con pane croccante, polpettine di maiale e caciocavallo.
Il 6 gennaio chiude ufficialmente le vacanze di Natale, e il proverbio lo dice: «L'Epifania tutte le feste porta via».
Domande frequenti
Che cos'è la Pasquetta di Toro
È il canto di auguri e di questua che a Toro si intona la sera del 5 gennaio: dieci quartine di ottonari, di cui nove raccontano la visita dei Re Magi.
Che cos'è il bacio del Bambino
È il rito che chiude la Pasquetta: alla prima messa del 6 gennaio, alle 7.30 in convento, tutti i fedeli baciano Gesù Bambino.
Come si chiama la Befana in Molise
Si chiama Pasquarella, nome attestato anche in una poesia in dialetto di Eugenio Cirese.
Che cos'è U' Marauasce
È la festa dell'Epifania di Macchia Valfortore, in cui il protagonista è il fuoco: i falò nelle piazze segnano la fine delle festività natalizie.