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Epifania · Tradizioni

Le tradizioni dell'Epifania in Friuli-Venezia Giulia: riti, piatti e usanze del posto

5 min di lettura · Scritto da: Rodolfo de Carvalho

In Friuli-Venezia Giulia l'Epifania è la notte dei pignarûi, i falò votivi accesi fra il 5 e il 6 gennaio dai monti al mare. Dalla direzione del fumo e dalle faville si legge l'anno che comincia, e in cima alla pira brucia un fantoccio di strega.

Se il fumo va a levante l'annata sarà abbondante; se va a ponente, si emigra.

I pignarûi

I falò epifanici si accendono al calare della dodicesima notte, con fieno, legno, sterpaglia e anche roba vecchia. Sono falò votivi, retaggio di un rito propiziatorio a Beleno, e sono legati agli usi celtici e precristiani: servivano a tenere lontani gli influssi malefici.

In cima alla pira si mette spesso un fantoccio con le fattezze di strega — la vècia — accompagnato dai petardi: sta per l'inverno, per il vecchio anno e per le negatività trascorse, e bruciandolo si fa spazio al nuovo e alla primavera. L'Epifania, in Friuli, corrispondeva anticamente all'inizio dell'anno solare, e il periodo si lega alla rinascita della vita dopo l'inverno.

Il verdetto del fumo

Il Pignarûl era considerato capace di profetare il destino dell'annata, e il proverbio friulano lo dice in due direzioni.

A Tarcento l'interpretazione tocca al Vecchio Venerando, che dal fumo trae il verdetto sui mesi a venire; nelle comunità il rito si accompagna a pronostici, canti e filastrocche.

I cento nomi del falò

Poche cose in Friuli hanno tanti nomi quanto questo fuoco.

I grandi fuochi

Le cidulis

Nei paesi della Carnia si conserva il tîr des cídulis: da un'altura si lanciano rotelle di legno infuocate, accompagnandole con una filastrocca beneaugurante o canzonatoria. A Comeglians e Pesariis sono i giovani a farle rotolare, e le frasi che le accompagnano riguardano soprattutto l'amore.

Le messe dello Spadone e del Tallero

Il 6 gennaio, a Cividale del Friuli, si celebra la Messa dello Spadone; a Gemona del Friuli, la Messa del Tallero. Tutte e due sono seguite da rievocazioni storiche con i figuranti in costume.

A Ugovizza i canti sacri si eseguono in italiano e in sloveno: i ragazzi portano una grande stella di legno o di cartone argentato, e i piccoli magi scrivono sulle porte le iniziali dei Tre Re e l'anno. A Tarvisio, la sera del 5 gennaio, le befane distribuiscono i dolci in piazza Unità, portandoli nelle gerle. A Grado le Varvuole arrivano a bordo delle batele, le tipiche imbarcazioni lagunari; a Trieste l'Epifania comprende la processione dei fedeli greco-ortodossi al Molo Audace e il Clanfin della Befana.

La cena del 5 gennaio

Nella gastronomia epifanica friulana la cena del 5 conta più del pranzo del 6, e ha un obbligo: la salsiccia, chiamata luganega, luania, luiania o luliana.

Attorno ai falò si beve il vin brulè aromatizzato con cannella e chiodi di garofano, e si mangia la pinza: una focaccina di farina di mais con pinoli, fichi secchi e uvetta, che sta per l'abbondanza. Nel sud e nell'ovest della regione è il dolce dell'Epifania per eccellenza.

Domande frequenti

Che cosa sono i pignarûi

I pignarûi sono i falò votivi che in Friuli si accendono fra il 5 e il 6 gennaio. Vengono da un rito propiziatorio a Beleno, e in cima portano spesso un fantoccio di strega.

Come si legge il fumo del pignarûl

Se il fumo va verso levante il proverbio annuncia un'annata abbondante; se va verso ponente, prevede l'emigrazione. A Tarcento il verdetto lo dà il Vecchio Venerando.

Che cos'è il tîr des cídulis

È il lancio di rotelle di legno infuocate da un'altura, che si pratica nei paesi della Carnia accompagnandolo con filastrocche beneauguranti.

Cosa si mangia all'Epifania in Friuli

La cena del 5 gennaio prevede obbligatoriamente la salsiccia. Attorno ai falò si beve vin brulè e si mangia la pinza, focaccina di farina di mais con pinoli, fichi secchi e uvetta.

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