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Epifania · Tradizioni

Le tradizioni dell'Epifania in Liguria: riti, piatti e usanze del posto

4 min di lettura · Scritto da: Rodolfo de Carvalho

In Liguria l'Epifania si chiama Pasquetta, e i doni non si mettono nella calza appesa al camino ma in una scarpa lasciata fuori dalla finestra. A tavola arriva la lasagna bianca, che due proverbi danno per obbligatoria, e i doni li portano i trei re.

La Befana, in genovese, si chiama Bazâra.

La scarpa in sciö barcon

La tradizione ligure non conosce la calza al caminetto: si lascia la scarpa in sciö barcon, sul davanzale — anche uno scarponcino — ed è un'usanza considerata più antica della calza.

Nella scarpa i bambini trovavano dolcetti, caramelle, castagne secche e mandarini, e i più fortunati i marenghi d'òu, le monete di cioccolato avvolte nella stagnola gialla. Ai cattivi toccava il carbone.

Nel periodo dell'Epifania le pasticcerie liguri espongono le scarpette di cioccolato.

Bazâra

In genovese la Befana si chiama Bazâra, che vuol dire «vecchia sporca e trasandata». È lei che nella notte fra il 5 e il 6 gennaio riempie le scarpe dei bambini.

Pasquetta e i trei re

In Liguria il 6 gennaio si chiama PasquettaPasquëta — perché annuncia la Pasqua, e i doni li portano i trei re, i tre Re Magi.

A Genova il giorno aveva anche una ricorrenza civile: il Doge offriva alla chiesa di San Giorgio un pallio d'oro, e il corteo comprendeva il Doge, gli Anziani, i nobili e il popolo. Nel periodo i genovesi visitavano i presepi di San Barnaba, d'Oregina e della Madonnetta. In alcune zone della regione si accendeva un grosso ceppo nel focolare, dalla Vigilia fino all'Epifania, con funzione purificatoria e propiziatoria per la casa.

Le lasagne bianche

Il proverbio è netto: «A Pasquèta, 'na bonn-a lasagnata a l'è consueta», e un altro dice «Epifàgna gianca lazagna».

Le lasagne dell'Epifania sono gianche, cioè bianche e senza uova, con la sfoglia sottilissima: i genovesi le chiamano mandìlli de sæa, fazzoletti di seta. Si cuociono nel brodo, e il 6 gennaio si mangiano in brodo o al pesto, oppure con il tocco. A Genova si preparavano quasi come un gesto di penitenza, dopo i bagordi delle feste, e la cena dell'Epifania era dedicata all'adorazione dei Magi.

Come secondo si servono le tomaxelle, involtini di carne genovesi, e la cima: tutti e due classici piatti di recupero.

I dolci

Le Befane che arrivano dal mare

Genova

A Genova, in piazza Matteotti, la Befana si cala dalla scala dei Vigili del fuoco e distribuisce calze, caramelle e dolciumi; l'arrivo è accompagnato dalla Banda musicale di Rivarolo, e la festa continua con i balli e il dj set.

Dal Palazzo Ducale si sono calate anche quattro befane acrobatiche, mentre a Ponte Parodi arrivano le Befane del Luna Park con i doni. Il 5 gennaio, in San Lorenzo, si allestisce un presepe vivente con una cinquantina di figuranti, i cui costumi si ispirano alle statuine del Maragliano; il Museo delle Culture del Mondo e il Museo dei Cappuccini propongono attività e incontri, e per le strade si tengono le Botteghe ed Epifania, con i figuranti in costume, alla scoperta degli alimenti genovesi delle feste.

C'era poi la Befana di Cantonê: i regali di riconoscenza che si lasciavano ai vigili urbani.

Domande frequenti

Perché in Liguria si lascia la scarpa e non la calza

Perché la tradizione ligure è quella della «scarpa in sciö barcon», la scarpa lasciata sul davanzale, considerata più antica della calza appesa al camino.

Come si chiama la Befana in genovese

Si chiama Bazâra, che vuol dire «vecchia sporca e trasandata».

Cosa si mangia all'Epifania in Liguria

La lasagna bianca, senza uova, con la sfoglia sottilissima chiamata mandìlli de sæa: si serve in brodo o al pesto. Come secondo, tomaxelle e cima.

Che cos'è la Torta dei Re Magi

È la ciambella lievitata del Ponente ligure, decorata con canditi e granella di zucchero, che richiama la corona dei Re. In alcune versioni nasconde una fava.

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