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Da quando la torta mimosa è il dolce dell'8 marzo
Il legame fra la torta mimosa e l'8 marzo si costruisce in due tempi: prima il fiore, scelto come simbolo della giornata nel 1946, poi il dolce che lo imita, nato a Rieti negli anni Cinquanta e diventato famoso dopo il concorso di Sanremo.
C'è anche una terza versione, e sposta tutto indietro.
Prima viene il fiore
Il punto di partenza non è un dolce ma una pianta. La tradizione italiana della mimosa regalata alle donne parte dal 1946, promossa da Teresa Noce, Teresa Mattei e Rita Montagnana.
Da allora, nel simbolismo italiano, l'8 marzo è collegato a quel fiore. Tutto quello che viene dopo — la torta compresa — si aggancia a un simbolo già stabilito.
Poi arriva la torta
Il dolce è attribuito al pasticcere Adelmo Renzi, ristoratore di Rieti.
Renzi si era formato in importanti ristoranti romani ed era tornato a Rieti per insegnare all'istituto alberghiero. Aprì il Ristorante del Teatro Flavio, frequentato durante le pause degli spettacoli, e fra le sue creazioni c'erano tortine frangipane, bavarese al caffè e la torta mimosa.
La notorietà arrivò quando la portò a Sanremo, per un concorso di pasticceria: e Sanremo è rimasta la «città natale» del dolce.
L'ideazione risale a Rieti, nel 1950.
Il nome, e perché funziona per l'8 marzo
Il nome viene dall'aspetto: i cubetti di pan di Spagna disposti sulla superficie ricordano i grappoli di mimosa.
È questo che rende la torta adatta alla ricorrenza — riproduce in pasticceria il fiore che dal 1946 accompagna la giornata. Il dolce, però, nasce come specialità da ristorante e arriva alla notorietà per un concorso che con l'8 marzo non c'entrava.
La teoria di Tortona
Una seconda rivendicazione, meno nota, sposta origine e data.
Colloca la nascita a Tortona, in Piemonte, in un concorso del 1936 per un dolce dedicato alla Festa della Donna, e vuole che la torta vincitrice sia stata battezzata «Clara» in onore di Clara Zetkin, la socialista tedesca che nel 1910 aveva proposto la Giornata della donna.
Quella data anticipa di dieci anni il momento in cui la mimosa è diventata il simbolo italiano dell'8 marzo.
Una terza rivendicazione, isolata, porta il nome della pasticciera fiorentina Mafalda Tantini.
Che cosa è oggi
È il dolce iconico dell'8 marzo, il dolce tradizionale italiano servito di solito in quella giornata, e la descrivono come molto facile da preparare.
La base classica è sempre la stessa: pan di Spagna, crema — pasticcera o diplomatica — e bagna.
- Due pan di Spagna, da 18 o 20 cm: uno tagliato in tre strati, l'altro privato della crosta e ridotto a dadini piccoli.
- Una bagna con acqua e zucchero e un liquore: Grand Marnier, maraschino o rum.
- Una crema ottenuta amalgamando delicatamente la panna alla crema pasticciera.
- La copertura di dadini che imita il fiore, talvolta rifinita a cupoletta con un rametto di mimosa o completata con fragoline di bosco.
La torta riposa in frigorifero da un'ora a un paio d'ore prima di essere servita.
Curiosità in pillole
- Il pan di Spagna della ricetta classica cuoce a 160 gradi per 40-50 minuti; altre versioni indicano 180 gradi per 30.
- Una crema pasticcera da 850 g richiede mezzo litro di latte intero e cinque tuorli.
- Il secondo pan di Spagna non finisce dentro la torta: serve tutto per la superficie.
Domande frequenti
Da quando la torta mimosa è il dolce dell'8 marzo?
Il fiore è simbolo della giornata dal 1946; la torta nasce a Rieti negli anni Cinquanta e diventa nota dopo il concorso di Sanremo.
Chi l'ha inventata?
Il pasticcere Adelmo Renzi, del Ristorante del Teatro Flavio di Rieti. Altre versioni indicano la fiorentina Mafalda Tantini o un concorso a Tortona nel 1936.
Perché si chiama mimosa?
Perché i cubetti di pan di Spagna sulla superficie ricordano i grappoli del fiore.