Le Carresi a Ururi 2027 - I 19 metri in più imposti al carro che arriva primo
Questa e' l'ultima edizione di cui abbiamo notizia: le date della prossima non sono ancora state annunciate.
Fonte: icpi.cultura.gov.it, letta il 20/09/2026.
Le Carresi si corrono a Ururi, comune della provincia di Campobasso, in Molise, ogni 3 maggio. Tre squadre — i Giovanotti, i Fedayn e i Giovani — si sfidano con carri trainati da buoi su un percorso di circa 4 chilometri dalla masseria Pantoni fino al paese, dove il carro che giunge per primo è obbligato a seguire il percorso di via del Piano e via Tanassi, di 19 metri più lungo rispetto a un altro percorso che, invece, possono scegliere di seguire gli altri carri. Il carro che vince ha l'onore, il giorno seguente, di portare in processione il Santissimo Legno della Croce.
Prima degli ultimi 200 metri, cioè, la strada si sdoppia, e chi è in testa deve prendere quella lunga.
Il traguardo non è una linea ma un imbocco: vince il carro che per primo infila con metà timone via Commerciale, il vicolo che porta alla chiesa di Santa Maria delle Grazie. Spesso, scrivono, è l'incrocio fra via Tanassi e via Trinità a decidere l'esito della corsa.
La benedizione e i colori delle squadre
Prima di partire c'è il passaggio in chiesa: i carri vengono condotti alla Chiesa della Madonna delle Grazie dove ricevono la benedizione, poi si recano verso un luogo extraurbano da cui prenderà il via la corsa.
I colori delle tre squadre sono: «i Giovanotti, con i colori giallo-rosso, i Fedayn, con i colori giallo-verde e i Giovani, con i colori bianco-celeste».
Il premio non è una coppa, è la reliquia attorno a cui ruota tutta la festa. Un tempo le due cose stavano nello stesso giorno: «originariamente la corsa e la celebrazione del Santissimo Legno della Croce avvenivano in un'unica giornata, il 3 maggio; da alcuni decenni, invece, il 3 maggio è il giorno interamente dedicato alla corsa dei carri, mentre il giorno seguente si celebra il Santissimo Legno della Croce».
La reliquia è un frammento della Croce di Cristo: secondo la tradizione un pezzo di legno appartenuto alla croce sulla quale fu crocifisso Gesù, portato in Italia da sant'Elena. Per Ururi il 3 maggio, festività del Legno della Croce, è la ricorrenza più importante del luogo.
Un documento del 1879 che non la nomina
La carrese di Ururi è più giovane di quel che sembra. «È difficile risalire al primo anno di questa tradizione, ma i primi documenti ufficiali risalgono alla fine dell'Ottocento»: intorno al 1880-1890 le famiglie più abbienti di Ururi, che avevano le terre e i buoi necessari al lavoro dei campi, decisero di partecipare, ispirate dalla corsa che si teneva già da secoli nella vicina San Martino in Pensilis. La tradizione non fa risalire la prima corsa a prima del 1885, e il primo documento scritto che la nomina è del 1889.
La conferma arriva per assenza, ed è la prova più elegante. L'adattamento del cerimoniale a Ururi e Portocannone «avvenne non prima dell'anno 1879», perché la «Memoria sull'Organismo Agrario del Circondario di Larino» — redatta nel dicembre del 1879 dall'aretino Vittorio Romanelli, giunto in Molise per la commutazione dei terraggi in natura in canoni in denaro — descrive con attenzione la corsa di San Martino in Pensilis e la sfilata dei carri di Larino, ma delle carresi di Ururi e Portocannone non fa parola. Per Ururi, del resto, «non esiste alcuna documentazione scritta» più antica: è tradizione orale.
La lingua arbëreshë del paese
C'è poi una cosa che riguarda il paese e non la corsa: «Ururi è conosciuto nel territorio per la sua origine peculiare, di cui è testimone l'arbëreshë, la stessa lingua della popolazione albanese che si insediò nel territorio a partire dalla seconda metà del XV secolo.»
Le carresi della diocesi di Larino
La corsa di Ururi non è isolata. «Le corse dei carri trainati da buoi si svolgono annualmente nel periodo compreso tra il 22 aprile ed il lunedì successivo alla solennità della Pentecoste, in quattro centri dell'antica diocesi di Larino: Chieuti, San Martino in Pensilis, Ururi e Portocannone» — anche se una scheda turistica ne conta tre, lasciando fuori Chieuti. Le date si susseguono: San Martino in Pensilis il 30 aprile, Ururi il 3 maggio, Portocannone il lunedì successivo alla Pentecoste. A Larino, invece, «non ha luogo una corsa ma una sfilata di oltre cento carri».
Il nome dice esattamente quello che succede: «il termine "Carrese" sta proprio ad indicare la "corsa dei carri", ossia una gara di velocità tra due o più carri trainati da coppie di buoi», e «ogni carrese nasce dalla devozione di ciascuna comunità locale verso il proprio Santo Patrono».
Sul perché siano proprio i buoi a correre, la spiegazione va oltre la gara: «il bue rappresenta la forza della natura imprevedibile, che l'uomo tenta di misurare e governare», in una stagione «in cui la natura si risveglia e si passa dalla staticità invernale alla dinamicità della bella stagione e dei raccolti». La corsa è un rito collettivo «che celebra il legame profondo fra uomini e animali, fra terra e cielo, fra memoria e presente», e ogni primavera rinnova valori che il paese si riconosce: rispetto, solidarietà, dedizione e passione.
Come arrivare alla festa
Raggiungere le Carresi a Ururi richiede un po' di viaggio, ma l'esperienza ripaga il tragitto. Chi viaggia su rotaia scende alla stazione ferroviaria di Ururi-Rotello, a 7,0 chilometri da Ururi, e per l'ultimo tratto serve un mezzo. Il mezzo più comodo è l'automobile: chi esce allo svincolo di Rotello - Santa Croce di Magliano ha davanti un percorso di 5,8 chilometri, sei minuti di guida.
Nello stesso periodo, poco lontano
Nella stessa provincia, altre feste da mettere in calendario.
- San Pardo a Larino — maggio
- Parata dei Fucilieri di San Nicola a San Giuliano del Sannio — maggio
- U' Maje ad Acquaviva Collecroce — maggio