Festa della Madonna Incoronata a Santa Croce di Magliano 2027 - I tre giri degli animali intorno a San Giacomo e la treccia di formaggio
Ricorrenza a data fissa. La fonte indica queste date come ancora da confermare.
La Festa della Madonna Incoronata, detta anche Festa dello Scarciacappa, si tiene a Santa Croce di Magliano, in provincia di Campobasso, l'ultimo sabato di aprile, in dialetto «u lut'm sabb't d'abbrìl». Le vie del paese si riempiono di greggi, buoi e cavalli che compiono tre giri intorno alla chiesa di San Giacomo prima della benedizione, mentre i cavalieri portano a tracolla la treccia di formaggio. Il culto si lega al santuario dell'Incoronata di Foggia e all'apparizione della Madonna nel bosco del Cervaro nel 1001.
Le vie invase dagli animali
Già dal mattino la banda musicale anima le strade, e lungo il corso principale si ritrovano i bambini con i loro piccoli animali preparati per la benedizione: cani e gatti «di casa», tenuti al guinzaglio. Dopo la messa in onore dell'Incoronata nella chiesa di Sant'Antonio di Padova il corteo si fa più intenso, e le vie del centro storico vengono completamente invase da greggi di pecore e capre, da buoi e cavalli: una vera e propria irruzione della natura nel centro abitato.
Sfilano carretti con bambini trainati da cavallini e un autocarro sormontato dall'immagine della Madonna e dalla bandiera italiana, con un cartello che dice «L'arca di Noè»: sopra ci sono gabbie con animali da cortile, a completare la rappresentazione del mondo animale legato al lavoro agricolo e alla vita quotidiana. Il suono è quello dello scalpitio dei cavalli, dei versi delle bestie, dei campanacci e delle fruste che schioccano, dette «sagliocche», che sono strumento di comando e di guida. Non mancano brevi momenti di tensione, quando qualche animale si avvicina troppo agli spettatori.
Tre giri intorno a San Giacomo
Il corteo si dirige verso la chiesa di San Giacomo Apostolo, dove il sacerdote attende sul piazzale. Prima di essere benedetti, gli animali devono compiere tre giri rituali intorno alla chiesa, e la benedizione comincia dai più piccoli, quelli condotti dai bambini; poi tocca a cavalli, mucche, pecore, capre e buoi delle masserie, arrivati da Santa Croce e dai paesi vicini.
I tre giri non sono un ornamento inventato per la festa. La tradizione racconta che la sera dell'ultimo venerdì di aprile tornava in paese la compagnia santacrocese di ritorno dal pellegrinaggio a piedi al santuario della Madonna di Volturara, e che appena arrivata percorreva tre giri intorno alla chiesa di San Giacomo, dove il viaggio si concludeva. Gli stessi tre giri li compivano le compagnie della transumanza, che guidavano gli animali di passaggio per Santa Croce di Magliano prima di continuare il loro lungo cammino.
I preparativi cominciano giorni prima: i proprietari delle fattorie lavano, puliscono e abbelliscono le bestie che porteranno in processione, ornandole con fiocchi e nastri colorati. L'animale ornato diventa una specie di alter ego del padrone e deve rappresentarlo nel migliore dei modi; gli studiosi che hanno descritto la festa parlano di icone devozionali viventi, curate e adornate al pari dei simulacri religiosi.
La treccia di formaggio a tracolla
I cavalieri sono vestiti a festa e portano a tracolla la treccia, un formaggio a pasta filata modellato a forma di nastro intrecciato, prodotto con pasta di caciocavallo. Alla sua preparazione si dedicano soprattutto le donne, ed è il prodotto stesso del lavoro comune fra uomo e animale: una collana preziosa da esibire in segno di abbondanza e di auspicio per le attività produttive.
La treccia viene benedetta insieme agli animali e, al termine della processione, spezzata e distribuita in piccoli pezzi fra parenti e amici, in una condivisione collettiva di un cibo significativo per tutta la comunità. È il simbolo gastronomico del paese, ed è stata inserita nell'Arca del Gusto di Slow Food.
Lo Scarciacappa e i buoi bianchi
Al termine delle benedizioni si apre la processione della statua della Madonna dell'Incoronata, annunciata dal suono incessante delle campane e preceduta da un gruppo di cavalli. In testa va lo Scarciacappa: nella statua ha il volto estasiato dall'apparizione, mentre nella processione è un uomo coperto da una veste nera, con il viso completamente oscurato, e la veste è di stracci. Avanza guidando una coppia di buoi aggiogati, con l'aratro capovolto, sul quale sono appesi un paiolo e una lanterna, a ricordo dell'evento miracoloso.
Il buio nel quale avanza rievoca l'oscurità dell'inverno, la stagione sospesa da cui scaturisce la rinascita primaverile; ma potrebbe anche riferirsi all'accecamento provocato dallo splendore della Madonna, uno splendore che sembra trasferirsi nel luminoso bianco dei buoi. È una figura dalle valenze demoniache, che compie la sua uscita dagli inferi guidata da questi candidi animali, rinnovando il contrasto fra la morte e la vita.
Dal bosco del Cervaro a Santa Croce
Il culto si lega al santuario dell'Incoronata di Foggia. Il racconto di fondazione parla di un prodigio avvenuto nel bosco del Cervaro, all'alba dell'ultimo sabato di aprile del 1001: la Madonna appare su una grande quercia, incoronata da due angeli, e indica a un cacciatore — il conte di Ariano Irpino — la statua che la rappresenta, chiedendogli di edificare in quel luogo una chiesa che possa contenerla. Il primo ad assecondare la richiesta è un contadino, detto in Puglia Strazzacappa e in Molise Scarciacappa, cioè con la cappa stracciata, che offre il proprio olio per fare, con la pentola di rame, la «caldarella», una lampada da appendere a un ramo dell'albero. In un'altra versione della leggenda, ad apparire con il capo ricoperto da tre corone sono un pastore transumante e un nobile.
La devozione dei molisani ha le sue radici nella transumanza: il santuario foggiano, centrale rispetto ai tratturi del tavoliere pugliese, era luogo privilegiato di sosta e di festa dei pastori, prima del ritorno nelle terre d'origine. Il simulacro dell'Incoronata di Foggia è ligneo, di stile bizantino, e rappresenta una madonna dal volto scuro; la statua portata in processione a Santa Croce di Magliano, invece, ha il volto bianco.
Le origini della festa si sono sovrapposte nel tempo e restano in parte oscure. Secondo gli studi di ricercatori e appassionati, sarebbe il risultato di due feste distinte celebrate in momenti diversi: la celebrazione dedicata alla Madonna dell'Incoronata e la benedizione degli animali.
Il quadro, i fuochi e il riconoscimento
La giornata ha anche una parte civile che la comunità cura con attenzione. Si benedicono la treccia e il quadro celebrativo; nel pomeriggio si tiene il Solenne Giro Processionale, accompagnato dalla musica della banda «Città di San Severo»; alla fine arrivano la consegna del quadro celebrativo e lo spettacolo pirotecnico. L'evento è curato dall'associazione I Cavalieri dell'Incoronata APS, insieme alla parrocchia di Sant'Antonio di Padova.
E non è una festa che riguarda soltanto chi la vive: l'Istituto Centrale per la DemoEtnoAntropologia l'ha riconosciuta come Patrimonio immateriale d'Italia.
Come arrivare alla festa
Raggiungere la Festa della Madonna Incoronata a Santa Croce di Magliano richiede un po' di viaggio, ma l'esperienza ripaga il tragitto. Per chi sceglie il treno, la stazione ferroviaria più vicina è quella di Bonefro-Santa Croce, a 15 chilometri: conviene organizzarsi per coprire l'ultimo tratto. In automobile si esce allo svincolo di Santa Croce di Magliano sud, e il tragitto è di 2,2 chilometri per 3 minuti di guida.
Che altro succede in provincia di Campobasso
Nella stessa zona, altre feste con una loro storia.
- Sant'Antonio di Padova a Santa Croce di Magliano — giugno
- San Giorgio a Campobasso — aprile
- Le Carresi ad Ururi — maggio