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Festa di Sant'Antonino a Piacenza e l'offerta del cero 2027

5 min di lettura · Scritto da: Rodolfo de Carvalho
Ultima edizione conosciuta
4 luglio 2026
Dove Piazza Cavalli, Piacenza

Questa e' l'ultima edizione di cui abbiamo notizia: le date della prossima non sono ancora state annunciate.

Fonte: festivalinitalia.it, letta il 03/09/2026.

La Fiera Patronale di Sant'Antonino si tiene a Piacenza, capoluogo dell'omonima provincia in Emilia-Romagna, ogni 4 luglio, giorno in cui la città celebra il suo patrono, martire della Legione Tebea. È una giornata che intreccia la solenne celebrazione eucaristica in Basilica, l'offerta del cero da parte del sindaco e la consegna del premio Antonino d'oro, con la grande fiera delle bancarelle che dall'alba a mezzanotte invade le vie del centro storico. Piacenza ha due feste patronali: questa e quella del 13 novembre, giorno del ritrovamento delle reliquie.

Un soldato della Legione Tebea

Antonino di Piacenza è stato un militare romano della Legione Tebea, ed è venerato come santo dalla Chiesa cattolica, che lo commemora il 4 luglio. La tradizione riporta che il santo fu catturato nei pressi di Travo, località della Val Trebbia dove subì il martirio per decapitazione nel 303.

La sua esistenza è ricordata nel De laude Sanctorum di Vittricio di Rouen, risalente alla fine del IV secolo, nel Martirologio Geronimiano e nel Martirologio Romano, che lo riporta alla data del 30 settembre, probabile data di nascita. Nell'archivio della basilica si conservano anche le Gesta Sanctorum Antonini, Victoris, Opilii et Gregorii PP. X, di fine IX-inizio X secolo, che nella Vita sancti Antonini martyris Placentiae patroni et protectoris narra la storia del santo.

Diverse ricognizioni delle reliquie sono state eseguite nel corso dei secoli: intorno all'anno Mille (a opera del vescovo Sigifredo), nel 1510, nel 1562, nel 1569 e nel 1615, per finire con l'approfondito studio di Giovanni Battista Scalabrini tra il 1878 e il 1879.

Fu nominato patrono di Piacenza, ruolo condiviso con santa Giustina, e gli fu intitolata la prima cattedrale della città, l'attuale Basilica di Sant'Antonino — la cui prima costruzione fu voluta nel IV secolo da San Vittore, primo vescovo di Piacenza. Quella basilica, con il celebre Portico del Paradiso, è uno dei luoghi simbolo della città, e custodisce anche la pala con i Santi Antonino e Vittore e la reliquia della Sacra Spina; a Robert de Longe si devono le quattro grandi tele con Scene della vita di Sant'Antonino, del 1693. Nella stessa basilica si trova una cassa alla cui sommità siedono Sant'Antonino, il giovane patrono di Piacenza, col vessillo e San Vittore, opera di un maestro che fu assiduamente attivo a Piacenza fra 1687 e 1715.

L'iconografia lo rappresenta nelle sue vesti di soldato romano, spesso a cavallo, con il vessillo recante lo stemma della città di Piacenza, un dado bianco su fondo rosso, come nei due dipinti del XVI secolo conservati nella basilica omonima. Gregorio X è stato l'unico Papa piacentino, ed era canonico della basilica del Patrono.

La statua che gira di un quarto ogni ora

A Piacenza è a lui dedicata una statua, posta sulla rotonda davanti al Pubblico Passeggio, che compie un quarto di giro ogni ora grazie a un automatismo.

Due feste, non una

La città ha due feste patronali: la prima il 4 luglio con l'omaggio delle autorità amministrative e religiose locali e la seconda il 13 novembre, giorno del ritrovamento delle reliquie.

Le reliquie, ritrovate intorno all'anno 388 per opera del vescovo Savino, sono custodite nella Basilica a lui dedicata.

Lodi all'alba, lavanda, cero e Antonino d'oro

La giornata del 4 luglio inizia all'alba con le Lodi mattutine nella basilica di Sant'Antonino, e prosegue con la benedizione della lavanda, un simbolo di purezza e protezione, e con la colazione comunitaria che riunisce i fedeli. La lavanda resta a disposizione nel corso della giornata per raccogliere aiuti destinati a una missione in Burundi.

La Banda Ponchielli si esibisce in corteo, da piazzale Genova a piazza Sant'Antonino.

Il momento centrale è la messa solenne presieduta dal vescovo di Piacenza-Bobbio, al termine della quale si compiono due gesti tradizionali: la tradizionale offerta del cero in onore del patrono da parte del sindaco, a nome dell'intera città, e la consegna del premio Antonino d'oro, riconoscimento istituito nel 1986 e assegnato ogni anno a persone, enti o realtà che si sono distinti per il bene di Piacenza.

Nel programma della giornata c'è anche una messa celebrata in memoria del beato don Giuseppe Beotti, di don Giuseppe Borea e di tutti i martiri della fede e della Resistenza: don Giuseppe Borea era nato proprio il 4 luglio ed era parrocchiano di Sant'Antonino.

In occasione della festa del Santo Patrono, i residenti del Comune di Piacenza hanno diritto all'ingresso gratuito per visitare i Musei di Palazzo Farnese.

La fiera: spunta all'alba, chiusura a mezzanotte

Alla dimensione religiosa, che ruota attorno alla Basilica di Sant'Antonino, si affianca la grande fiera popolare delle bancarelle, un mercato straordinario che dalle prime ore del mattino fino a tarda notte anima Piazza Cavalli, Corso Vittorio Emanuele e le principali vie cittadine.

Centinaia di operatori del commercio su aree pubbliche raggiungono Piacenza per esporre lungo le vie del centro — abbigliamento, artigianato, prodotti tipici, oggettistica e dolciumi — e le operazioni di spunta iniziano all'alba presso il Palazzetto dello Sport di Via Alberici.

La fiera richiama visitatori da tutta la Provincia di Piacenza e dai territori limitrofi di Lombardia, Liguria e Piemonte, di cui la città è storica porta d'accesso.

Le Manifestazioni Antoniniane

Attorno alla festa del patrono il Comune di Piacenza e la Diocesi organizzano le Manifestazioni Antoniniane, un cartellone di eventi culturali che accompagna la cittadinanza verso il 4 luglio: concerti d'organo, gospel e musica classica, mostre storiche negli spazi della Basilica, spettacoli teatrali, incontri-dialogo e la tradizionale rassegna della canzone dialettale piacentina, che porta in Piazza Cavalli le voci e le melodie della tradizione locale.

Come arrivare alla festa

Raggiungere la festa a Piacenza è davvero semplice. Per chi sceglie i mezzi pubblici la stazione ferroviaria di Piacenza è a 1,6 chilometri dal centro, cioè a pochissima distanza dal cuore della festa. Se invece si preferisce l'automobile, l'uscita di riferimento è il casello di Piacenza Ovest: da lì bastano 6 minuti di guida (4,1 chilometri) per immergersi nei festeggiamenti.

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