Festa patronale a Giuliano Teatino 2027 - Il giglio che rifiorisce e il carro di taralli
Questa e' l'ultima edizione di cui abbiamo notizia: le date della prossima non sono ancora state annunciate.
Fonte: yesabruzzo.com, letta il 20/09/2026.
A Giuliano Teatino, in provincia di Chieti, la festa patronale del 19 agosto è dedicata a Sant'Antonio da Padova e a San Cataldo vescovo. Ma quello che porta in paese migliaia di devoti è una cosa sola: il «miracolo» della fioritura del giglio.
È il momento dell'anno in cui il borgo si anima di più: gli emigrati tornano, le case si riaprono, le strade si riempiono.
Il fiore messo in mano a giugno
La storia comincia due mesi prima. Nel giorno dedicato al santo, il 13 giugno, viene posizionato un giglio fresco nelle mani della statua: il fiore bianco viene scelto da un bambino che ha appena fatto la prima comunione — il giglio più bello — e benedetto dal parroco. Lo si mette nella mano sinistra di Antonio, nel giorno sacro della sua morte.
Con il passare dei mesi il fiore si secca. E poi, due mesi più tardi, il 19 agosto appunto, due o tre boccioli compaiono sullo stelo rinsecchito.
La notte delle donne al forno
Il resto della festa lo fanno le mani del paese, e si divide per giorni.
Nella notte fra il 16 e il 17 di agosto le donne si ritrovano al forno per impastare: quasi tutte le donne del paese, decine e decine, per un quintale e più di farina, oltre mille uova, decine di chili di zucchero. Ne escono i taralli di Sant'Antonio, che non sono biscottini ma «pani» grandi, quasi ciambelle ovali, ricoperti di glassa e lustrini colorati. Si fanno solo in questo giorno, e la ricetta è segreta e si tramanda da moltissimo tempo.
Il 18 di agosto entrano in scena gli uomini: una decina, quasi sempre la stessa squadra, che devono costruire in una mattina un carro. È fatto di un pianale e di un'intelaiatura di ferro che va ricoperta dai rami dell'alloro, e i taralli vi si appendono sopra con cordicelle, uno accanto all'altro come addobbo, insieme a confettini e carta colorata. La tradizione vuole che sia una famiglia del posto, avendo ricevuto la grazia, a dedicarsi ad allestire il Carro di Sant'Antonio.
Il carro che si smonta
Il giorno della festa il carro esce, con la statua del santo sopra. Tirato da un trattore, attraversa le campagne e le vie del paese, con la banda davanti e i paesani dietro.
Poi arriva in piazza, ed è il momento della benedizione, della preghiera, del ringraziamento, delle offerte. Ed è lì che succede la cosa che rende questa processione diversa da tutte le altre: il carro viene «smontato» tarallo dopo tarallo, e i dolci vengono venduti uno per uno ai paesani — un anno erano mille e ottocento, appesi all'alloro. Il ricavato è donato alla parrocchia di Santa Maria Assunta, la chiesa che ospita la statua, dove il santo viene trasportato da una cappella fino all'altare maggiore.
Intorno, il paese fa il resto: processione, musica e gastronomia, con gli stand allestiti nel centro e i piatti della tradizione.
Una fede che «vi è sempre stata»
Chiedere da quando si faccia non porta lontano: gli abitanti rispondono che questa fede «vi è sempre stata». Da Padova è venuto un frate per la festa, portando le reliquie. La chiesa, a navata unica, conserva un altare maggiore in stucco e alcune statue processionali che si usano proprio durante le feste patronali d'agosto.
Il modo in cui i paesani spiegano tutto questo sta in una frase sola: «Il Santo è una persona cara, uno di famiglia, un amico».
Come arrivare alla festa
Arrivare a Giuliano Teatino per la Festa patronale chiede un po' di strada, e la strada fa parte della festa. Per chi sceglie il treno, la stazione ferroviaria più vicina è quella di Tollo-Canosa Sannita, a 17 chilometri: conviene organizzarsi per coprire l'ultimo tratto. In automobile si esce allo svincolo di Pescara sud - Francavilla al Mare, e il tragitto è di 14 chilometri per 18 minuti di guida.
Da vedere qui intorno
Nello stesso mese, qui intorno, si tengono anche queste.
- Festa patronale a Celenza sul Trigno — agosto
- San Gilberto ad Altino — settembre
- San Domenico e il Lupo a Palombaro — giugno