Festa del Perdono a Ortona 2027 - Le chiavi della teca di san Tommaso, metà al Comune e metà alla Chiesa
Questa e' l'ultima edizione di cui abbiamo notizia: le date della prossima non sono ancora state annunciate.
Fonte: festivalinitalia.it, letta il 20/09/2026.
La Festa del Perdono si celebra a Ortona, in provincia di Chieti, la prima domenica di maggio. Il sabato una Dama porta in corteo da Palazzo Farnese alla Concattedrale le chiavi d'argento che aprono la teca del busto di san Tommaso, e la domenica il Corteo del Dono attraversa la città con le offerte. Le chiavi sono cinque, divise fra il Comune e la Chiesa dal 1599.
Il Perdono, cioè l'indulgenza
Ogni anno la prima domenica di maggio, in Ortona si festeggia il Perdono, così chiamato dall'acquisto delle indulgenze a cui la festività di san Tommaso apostolo è connessa.
La concessione ha una storia lunga e documentata. Dal 1479 al 1949 si susseguirono con frequenza i documenti pontifici con la concessione delle indulgenze, documenti tutti conservati nella Biblioteca diocesana di Ortona, e dopo il Concilio Vaticano II la concessione passò ai vescovi, che continuarono sulla strada già percorsa dai pontefici.
Oggi funziona così: l'arcivescovo di Lanciano-Ortona, la vigilia della prima domenica di maggio, concede l'indulgenza plenaria per i fedeli che si recano a pregare sulla tomba dell'Apostolo e che sono in grazia di Dio; l'indulgenza può essere lucrata da tutti i fedeli che, confessati e comunicati, visitano la tomba dell'Apostolo nella prima domenica di Maggio. In quella circostanza viene esposto per tre giorni il busto d'argento di san Tommaso alla venerazione dei fedeli.
Anche la data ha una ragione pratica: lo spostamento della data fu concesso dal Pontefice per venire incontro alle esigenze dei fedeli perché, nell'approssimarsi della stagione estiva, folle di pellegrini si recavano sulla tomba dell'apostolo per pregare.
Il furto sventato del 1475
Tutto quello che riguarda le chiavi nasce da una notte in cui qualcuno provò a portare via le ossa del patrono. Nel 1475, alcuni gentiluomini ortonesi tentarono di rubare il corpo di san Tommaso per offrirlo al signore di Venezia.
Il complice stava dentro la chiesa. Il sacerdote, che custodiva l'unica chiave della cassetta contenente le reliquie dell'Apostolo, divenne complice dei delinquenti, che una notte tentarono il furto sacrilego, ma l'intervento miracoloso del Santo li fece desistere.
Da quel momento la città cambiò sistema. Dopo quell'episodio fu costruita una inferriata di protezione dinanzi all'altare dell'Apostolo e la custodia delle chiavi rappresentò un incarico prestigioso e oneroso nello stesso tempo, e le chiavi furono divise: una in chiesa e l'altra nel palazzo municipale.
Le reliquie, del resto, a Ortona erano arrivate a loro volta da lontano: l'Apostolo Tommaso nel 1258 è arrivato qui come bottino di guerra, e come accadde a Venezia con San Marco, a Ortona arrivarono le reliquie di san Tommaso apostolo.
Una catena con due lucchetti, dal 1599
Un secolo dopo il tentato furto la protezione fu rinforzata, e ci pensò il Comune di tasca propria. Il 15 agosto 1599, i due sindaci di Ortona, in segno di affetto verso san Tommaso, e dietro richiesta del Vescovo, decisero di comprare, a proprie spese, una catena con due grossi lucchetti per meglio proteggere la cancellata posta dinanzi all'altare dell'Apostolo.
Le chiavi che ne uscirono furono cinque, e vennero divise fra le autorità civili e quelle religiose: consegnarono due chiavi a due consiglieri eletti, una ai due sindaci, due a monsignor vescovo. Il principio è quello che conta ancora oggi: la Chiesa e il Comune, per proteggerle, le hanno chiuse in un'urna con lucchetti e catene: metà chiavi ce l'ha il Comune di Ortona e metà la Chiesa.
È da lì che nasce il rito. Da allora, il giorno che precedeva la festa del Perdono, un delegato del Sindaco portava in corteo le chiavi poste su un cuscino e le consegnava in cattedrale al Vescovo della città per l'apertura ufficiale, e ancora oggi le chiavi custodite dalla Municipalità, unite a quelle consegnate all'autorità ecclesiastica, hanno consentito di aprire la teca in cui è custodito il busto di San Tommaso.
Un passaggio importante lo fece il Novecento: nel 1925 il podestà Romolo Bernabeo rese più solenne il corteo delle chiavi, che si formava a Porta Caldari, con il gonfalone del Comune, due vigili urbani in grande uniforme e un messo comunale che reggeva sulle mani un ricco cuscino con sopra le chiavi custodite dal Comune.
La Dama porta le chiavi da Palazzo Farnese
La forma che il corteo ha oggi è degli anni Settanta, e ha un'ambientazione precisa. Nel 1977 fu progettato un corteo storico in costume che, negli anni Ottanta, fu ambientato storicamente alla fine del 1500, quando Margherita d'Austria, figlia naturale di Carlo V, era padrona di Ortona, dove morì nel 1586.
Da allora le chiavi non le porta più un messo, ma una ragazza scelta ogni anno. Una dama, selezionata tra tutte le ragazze della città, vestita in costume medioevale, porta le chiavi in cattedrale, e attorno a lei ci sono i figuranti: il corteo storico va da Palazzo Farnese, residenza di Margherita d'Austria, alla Concattedrale, per le vie del centro storico, con figuranti in costume rinascimentale — nobili, cavalieri, sbandieratori, musici, armigeri — che accompagnano la Dama che reca le chiavi del Reliquiario a busto di san Tommaso apostolo, in argento.
La Dama si elegge in teatro, prima della festa, e con lei sfilano le damigelle dei quartieri: il gruppo storico è quello «della Dama delle Chiavi d'Argento e delle Nove Damigelle dei Quarti e delle Contrade», con figuranti in abito cinquecentesco, un gruppo musicale di trombe, chiarine e tamburi con ritmi del tardo rinascimento, danzatori, armigeri e acrobati. I costumi si cuciono in un laboratorio sartoriale su fonti storiche, con i ricami realizzati a mano.
Le chiavi d'argento che aprono la teca dov'è custodito il busto argenteo dell'Apostolo Tommaso sono conservate dal popolo e dalle autorità religiose: Chiesa e comunità sono custodi dello stesso grande tesoro.
Il dono: prima il pane, poi le primizie
La domenica ha invece un corteo tutto suo, che non è di costumi ma di offerte. La domenica del Perdono comincia al mattino, con il Corteo del Dono, che rappresenta la vera anima popolare della città, quella che, storicamente, offre al suo Santo quello che può: un tempo era solo il pane.
Com'era fatto quel dono lo racconta una descrizione d'anteguerra: le donne, sbucando in fila dai vicoli di Terra vecchia, reggevano sul capo, protetto dal cercine, tavolate di pagnotte. Dagli anni Settanta il dono ha subito una svolta ed è diventato una sfilata, realizzata in costume.
Oggi il rito è questo: alcuni rappresentanti del popolo recano le offerte al Santo patrono delle primizie dei prodotti che si coltivano e che si fabbricano nel territorio ortonese, e il corteo attraversa tutto il centro cittadino — da piazza San Giuseppe a via dei Martiri Ortonesi, via della Libertà, corso Vittorio Emanuele e corso Matteotti — per arrivare in cattedrale a San Tommaso. Alla fine c'è la processione con il reliquiario a busto dell'apostolo.
Come arrivare alla festa
Raggiungere la Festa del Perdono a Ortona è facilissimo. Chi viaggia su rotaia trova la stazione ferroviaria di Ortona a un passo dal centro, 2,4 chilometri dai luoghi della manifestazione. In automobile si esce al casello di Ortona, e da lì restano 4,1 chilometri e 6 minuti.
Altre feste in provincia di Chieti
Qui intorno, altre feste che meritano una deviazione.
- Alla Corte de La Madama ad Ortona — agosto
- Banderesi a Bucchianico — maggio
- Festa patronale a Tollo — maggio