Le feste dell'Abruzzo
Le feste tradizionali dell'Abruzzo sono più di 80, e tengono insieme due mondi: i riti dei paesi d'altura, dove si corre e ci si maschera come si faceva da secoli, e le grandi rappresentazioni di Sulmona e Avezzano. Qui trovi le processioni, i carnevali e le sagre una per una, con la loro storia e il paese in cui si celebrano.
Festività Nazionali
Presepe a Teatro a Villetta Barrea - abiti dei nonni
Presepe Vivente di Cerqueto a Fano Adriano - Il Bambinello è l'ultimo nato del paese
Presepe Vivente a Pacentro - Le mammuccije di terracotta e la grotta al castello
Presepe Vivente di Rivisondoli - La prima stalla fu ricavata tra i ruderi di un palazzo bombardato
Feste Patronali
Banderesi a Bucchianico - I fiori di carta crespa e le Some di Sant'Urbano
Farchie di Sant'Antonio Abate a Fara Filiorum Petri
Festa dei Serpari a Cocullo - La catenella coi denti
Festa patronale a Celenza sul Trigno - La pesatura dei bambini col grano e il busto vestito d'oro all'alba
Festa patronale a Giuliano Teatino - Il giglio che rifiorisce e il carro di taralli
Festa patronale di San Pasquale Baylon a Tollo - La sagra Toll'e fave e il piatto di fave e tolle dell'aglio
Festa del Perdono a Ortona - Le chiavi della teca di san Tommaso, metà al Comune e metà alla Chiesa
Festa di San Cetteo a Pescara - Sagra estiva con stand di arrosticini e porchetta
Festa di San Domenico e del Lupo a Pretoro - L'uomo-lupo a carponi e il rito dei serpari
Festa di Sant'Agnese a Corropoli e la benedizione degli agnelli
Festa di Sant'Antonio Abate a Paganica - L'Aia dove un tempo si teneva la fiera degli animali
Madonna dell'Assunta a L'Aquila - Il gioco di luce del 15 agosto a Collemaggio
Madonna di Fontevivoli a Bagno Grande - La statua dell'Addolorata portata in spalla dalle donne del paese
Madonna della Libera a Pratola Peligna e il rito dello strascino
Madonna della Neve a Bugnara - Chiesa eretta sui ruderi di un santuario italico
Madonna di Pietraquaria ad Avezzano - Il calco dello zoccolo lasciato dalla mula sulla via Crucis del Salviano
Maria SS. della Visitazione a Campotosto - La cripta che apre solo il 2 luglio e i canti delle donne
San Bartolomeo Apostolo ad Avezzano e il solenne pontificale
San Berardo a Teramo e l'offerta del cero da parte del sindaco
San Domenico e il Lupo a Palombaro - La pantomima in cui il lupo restituisce il bambino
San Flaviano a Barisciano - La parrocchiale a tre navate e il portale in pietra locale
San Flaviano a Capitignano - La minestra di grano e fagioli cotta nelle caldaie
San Gilberto ad Altino - Le reliquie arrivate da Sempringham e i frammenti rimasti
San Giorgio a Balsorano - Il drappo rosso e dorato alle finestre e il seme dell'annata
San Giovanni Battista a Cansano - La processione fino alla chiesa di San Rocco
San Giovanni da Capestrano a Capestrano - Le bandiere italiana e ungherese sul monumento ai caduti
San Marcello ad Anversa degli Abruzzi - I fuochi in piazza e la benedizione degli animali
Festa di San Michele a Colonnella con la processione della statua con la spada e il drago
San Nicola a Calascio - La porta intagliata e l'Annunciazione di Teofilo Patini
San Pietro Martire e Santa Maria Salomè ad Alfedena - Le statue dei patroni a spalla
San Raniero di Forcona a Bagno e il giro del lago in barca
San Rocco a Cortino - La festa dei cinquantatré abitanti di Macchiatornella
San Satiro ad Avezzano - Diciassette anni senza chiesa dopo il terremoto
San Tommaso a Barrea
San Tussio a Bagno e le ossa del santo nell'urna intarsiata
San Valentino a Fano Adriano e la scampanata manuale
San Vito a Barete - La chiesa di Piazza Duomo e la processione dal percorso mai cambiato
Sant'Antonio a Capistrello
Festa di Sant'Eustachio a Campo di Giove con processione tra stendardi e luminarie
Santa Giusta a Bazzano e la Crocifissione della chiesa
Santa Petronilla ad Acciano - La statua piccola portata a spalla solo dalle donne
Santi Cosma e Damiano a Cagnano Amiterno - La processione muove dalla chiesa sulla collina sopra Torre
La Squilla a Lanciano - La campanella della Torre civica e il baciamano all'anziano di casa
Folklore e Rievocazioni
2 Giugno 1424 - La Battaglia di Bazzano e le Bone Novelle a L'Aquila - Le donne che tornarono con le buone novelle
Battaglia tra Turchi e Cristiani a Tollo - Acqua, spaghetti e cocomeri al posto dell'olio bollente
Bulla indulgentiarum a Cerchio - La pergamena del 1300 in cui il paese compare per la prima volta
I Caldoreschi nell'anno del Signore 1450 a Pacentro - Processi ai Templari e streghe al rogo, e alla fine un matrimonio
Certame de la Contea a Popoli Terme - Il Palio della Balestra fra i quattro rioni
Corsa degli Zingari a Pacentro - Scalzi giù dalla Pietra Spaccata fino all'altare della Madonna
Corteo Storico Farnesiano a Ortona - L'acquisto del feudo per 54.000 ducati e la prima pietra di Palazzo Farnese
Corteo Storico Medioevale «Contrade e Borghi» a Scurcola Marsicana - Il giuramento al messo angioino
Le farchie a Fara Filiorum Petri - Canne intrecciate e rami di salice rosso per il rito del fuoco
Il fascino del Medioevo a Spoltore - Gli armati che difendono il castello dai mercenari di Rodolfo di Sassonia
Festa del Narciso a Rocca di Mezzo - Centinaia di migliaia di narcisi infilati uno a uno nella notte
Festa della Pace 1559 a Teramo - Rievocazione storica con i quattro quartieri e sbandieratori
I focaracci ad Avezzano - I fuochi accesi per far voltare la Madonna verso la città
Gara del Solco a Rocca di Mezzo - Tre chilometri di aratura al buio verso una sola luce
Giostra dei Borghi più Belli d'Italia a Sulmona - I comuni d'Abruzzo in gara a piazza Maggiore
Giostra Cavalleresca d'Europa a Sulmona - Sette città d'Europa e le lance che si spezzano sugli scudi
Giostra Cavalleresca a Sulmona - Gli anelli da sei centimetri e il percorso a otto in piazza Maggiore
Ju Catenaccio a Scanno - I nastri che fermano il corteo e il colore delle trecce
Malmozzetto - La spada e la rosa a Prezza - Rievocazione storica e rappresentazione teatrale
Il Mastrogiurato a Lanciano - Il giuramento in latino e le chiavi delle porte della città
Notarisco Anno Domini 1514 a Notaresco - Corteo storico e palio ispirati ai capitoli comunali
La Notte delle Streghe a Castel del Monte - Il rito delle sette sporte e i panni bruciati al crocevia
Palio del Barone a Tortoreto e la sfida tra i rioni per il Drappo
Palio delle Botti a Corropoli - Le botti si pesano e si marchiano prima della gara
Rievocazione del Toson d'Oro a Vasto con corteo di cavalieri e sbandieratori
Sagra dei Saraceni a Villamagna - Il miracolo del 1556 e la patrona Santa Margherita
Sagre ed Enogastronomia
Festa delle Castagne di Senarica a Crognaleto - Il marrone lu Nzite e la più piccola repubblica del mondo
Sagra della Castagna Roscetta a Canistro - L'acqua Santacroce che sgorga dai castagneti
Sagra dei Ceci e dello Zafferano a Navelli e il Palio degli Asini
Sagra delle Lenticchie a Santo Stefano di Sessanio e le zuppe rustiche
Sagra del Maccheroncino di Saragolla a Garrufo - Il ragù di gallo e il pane del centurione
Sagra della Porchetta a Campli e la degustazione della crosta
Sagra del Tartufo a Campovalano - La necropoli aperta di notte e il rito funebre rifatto ogni ora
Vicoli di Gusto a Roccavivi - Le cantine come punti tappa e la pecora al cotturo
I presepi viventi in Abruzzo
In Abruzzo il Natale si racconta con quattro presepi viventi, e in due di loro chi fa Gesù bambino non viene scelto: è l'ultimo nato del paese. Succede a Rivisondoli e a Cerqueto, e dice bene che cosa sono questi presepi — non uno spettacolo che il paese mette in scena, ma il paese stesso messo dentro una storia. Si tengono fra il 26 dicembre e il 5 gennaio, ognuno in una data sola o poche.
Rivisondoli, 1951: la stalla ricavata fra le macerie
Il presepe di Rivisondoli è il più antico presepe vivente d'Italia dopo quello di Greccio, il presepe di san Francesco del 1223. Nacque nel 1951, quando il paese usciva dalla Seconda guerra mondiale, che da quelle parti era passata «con brutale violenza». Bisognava trovare una stalla, e la scelsero simbolicamente: un edificio sventrato dalle bombe, i ruderi del settecentesco palazzo Mascio. Anche l'angelo fu una scelta: il ruolo venne affidato a una ragazza che si era miracolosamente salvata dalla strage di civili operata dall'esercito tedesco.
E c'è una domanda, riportata dalla cronaca di quei giorni, che dice tutto di come nacque. «I doni del Bambino Gesù a chi li diamo?», si chiesero quelli di Rivisondoli. E i pastori risposero: «Agli orfani di Pietransieri. È una parte del nostro cuore che va sulla montagna di Pietransieri». L'idea era di un giornalista originario del posto, Renato Caniglia; la prima rappresentazione si tenne sul sagrato della chiesa parrocchiale, in uno spazio che poteva ospitare pochi spettatori. Non si è più fermato, tranne durante la pandemia.
Cresceva dividendosi i compiti per età: le donne confezionavano i costumi, i bambini vestiti da pastorelli recitavano, i pastori più anziani recuperavano gli antichi addobbi, i giovani prendevano con serietà i ruoli di soldati romani, Magi e angeli. Della prima edizione resta anche il racconto della sfilata: dalla sommità della gradinata scese per primo un centurione romano alla testa dei soldati, e dietro venivano i tre sapienti — Baldassarre l'egiziano, Melchiorre l'africano e Gaspare il greco — circondati da palafrenieri e staffieri, con un cofanetto fra le mani.
Il velo azzurro, e quattordici quadri sulla piana
Oggi la scena non è più sul sagrato: si è spostata ai piedi del paese, nella Piana di Piè Lucente, alle pendici del Monte Calvario sull'Altopiano delle Cinquemiglia, e l'intero abitato fa da quinta. Il racconto si articola in quattordici quadri viventi, e comincia in un modo che vale la pena sapere prima di andarci: prende avvio dal sogno di un pastore assopito accanto al fuoco dei bivacchi. Poi scendono i pastori dai monti vicini, arrivano i Magi col corteo, e al centro resta la capanna illuminata da un fascio di luce con un angelo sopra. I figuranti sono centinaia, le zampogne suonano, e per riscaldare l'attesa si accendono i coni di fuoco, che rischiarano «a giorno» la piana.
Due ruoli si assegnano con un rito. La Madonnina viene scelta ogni 8 dicembre e riceve il velo azzurro tramandato dalla prima edizione; il Bambinello, per tradizione, è l'ultimo nato del paese. Tutto si tiene il 5 gennaio, la vigilia dell'Epifania, nel tardo pomeriggio.
Cerqueto: tre ettari di montagna al posto del palcoscenico
A Cerqueto, frazione di Fano Adriano in provincia di Teramo, il presepe va in scena ogni 26 dicembre e racconta la storia sacra per intero, dalla Creazione all'adorazione dei Magi. Non ha un palco: ha un pendio di circa tre ettari, il costone di roccia che sovrasta l'abitato alle falde del Corno Grande, con querce secolari e sentieri tortuosi. I figuranti sono circa duecento. La prima edizione è del 1965, il che ne fa la rappresentazione più longeva della provincia, e anche qui il Bambinello è l'ultimo nato del paese.
Pacentro: le mammuccije, e una capanna che cambia posto ogni anno
A Pacentro, nella Valle Peligna, il presepe si chiama «A Pacentro come a Betlemme» e non si guarda da fermi: è itinerante. Il percorso sale dalle contrade basse fino al Castello Cantelmo-Caldora, dove si allestisce la grotta, passando da piazza Umberto I e per via del Colle fra vicoli, archi e scalinate; l'annuncio lo dà un banditore. Lungo la strada riaprono le botteghe della sarta, del fabbro, dell'orafo, del tombolo, dell'intagliatore — e quella delle mammuccije, le statuine del presepe in terracotta. Si cammina mangiando: zuppe di cavolo, patate e fagioli, pecorini alla brace, gnocchi fatti in casa, urritj, zeppole e ferratelle.
Quelle statuine hanno una bottega tutta loro perché a Pacentro la terracotta del presepe è una tradizione tramandata dai maestri del posto. L'ultimo grande artista è stato Giuseppe Avolio, napoletano d'origine, che lasciò ai paesani «una vera e propria scuola nella composizione delle figure e del paesaggio»; oggi l'erede è il professor Francesco Buccitelli, assistito dalla sorella Vera. I personaggi, in cartapesta o terracotta, furono creati per lo più nei primi decenni del Novecento, e c'è una particolarità che cambia tutto: la capanna non ha un posto fisso, e per questo il presepe pacentrano è diverso ogni anno.
Rispetto a quello napoletano è più sobrio, e ha meno mestieri: forse, scrive chi lo ha studiato, perché l'abruzzese «è stato solo pastore e contadino». Le statuette hanno volti austeri, che a stento trattengono «quell'atavico senso di solitudine che è anche frutto dello storico isolamento della regione»: il Bambino è semplice, San Giuseppe ha lo sguardo di un uomo vissuto sui campi, e la Madonna si presenta come una povera contadina.
Villetta Barrea: il paese indossa gli abiti dei suoi avi
Il 29 dicembre, nel cuore del Parco Nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise, il borgo di Villetta Barrea mette in scena il «Presepe a Teatro»: un centinaio di figuranti, dagli anziani ai bambini, indossano gli abiti dei propri avi e rievocano la vita quotidiana del paese di fine Ottocento lungo i vicoli del centro storico. I costumi sono quelli del popolo villettese dell'epoca e, dato il freddo di quei giorni, si ripropongono i caratteristici vestiti in lana pesante. La Natività più classica si fonde con le tradizioni del mondo agro-pastorale.
Quando conviene andare
Qui le date sono poche e fisse, quindi contano più che altrove: Cerqueto il 26 dicembre, Pacentro intorno al 26, Villetta Barrea il 29 dicembre, Rivisondoli il 5 gennaio. Tutti nel tardo pomeriggio o di sera, tutti in montagna e tutti al freddo: Rivisondoli si tiene su una piana innevata illuminata da fiaccole e falò, Cerqueto su un costone di roccia. Chi può scegliere una sera sola scelga il 5 gennaio a Rivisondoli, che è il più antico e il più grande; chi vuole camminare invece di stare a guardare vada a Pacentro, dove il presepe è itinerante.
Domande frequenti
Qual è il presepe vivente più antico d'Italia?
Quello di Greccio, il presepe di san Francesco del 1223. Subito dopo viene quello di Rivisondoli, in provincia dell'Aquila, nato nel 1951: è il più antico presepe vivente italiano dopo Greccio.
Chi fa Gesù bambino nei presepi abruzzesi?
A Rivisondoli e a Cerqueto è per tradizione l'ultimo nato del paese: non viene scelto, lo è per nascita. A Rivisondoli anche la Madonnina si sceglie con un rito — ogni 8 dicembre — e riceve il velo azzurro tramandato dalla prima edizione del 1951.
Che cosa sono le mammuccije?
Sono le statuine del presepe in terracotta della tradizione di Pacentro, tramandata dai maestri del posto. Nel presepe vivente pacentrano hanno una bottega dedicata lungo il percorso, dove si vedono nascere.
Perché il presepe di Rivisondoli è nato in un palazzo bombardato?
Perché nel 1951, per trovare la stalla della Natività, il paese scelse simbolicamente un edificio sventrato dalle bombe — i ruderi del settecentesco palazzo Mascio — e affidò il ruolo dell'angelo a una ragazza sopravvissuta alla strage di civili operata dall'esercito tedesco. I doni del Bambino, quell'anno, andarono agli orfani di Pietransieri.