Fiera di San Gianuario a Marsico Nuovo 2027 - Tradizione religiosa e agricola del 26 agosto
Questa e' l'ultima edizione di cui abbiamo notizia: le date della prossima non sono ancora state annunciate.
Fonte: festivalinitalia.it, letta il 21/09/2026.
Nel borgo di Marsico Nuovo, adagiato nel cuore della Val d'Agri in provincia di Potenza, la festa patronale di San Gianuario Vescovo e Martire si tiene dal 23 al 27 agosto. Accanto ai festeggiamenti religiosi, che culminano nella solenne processione del 26 agosto lungo il centro storico, si tiene un'importante fiera di merci e bestiame, autorizzata nel 1808 da Gioacchino Murat. San Gianuario è celebrato a Marsico Nuovo tre volte l'anno.
Un vescovo venuto dall'Africa
L'erudito del Seicento Ferdinando Ughelli racconta di un vescovo di Cartagine inviato nell'Italia meridionale nel 347 per sconfiggere il residuo paganesimo in Lucania, giunto in Italia accompagnato dai diaconi Felice e Onorato. Accusato dal magistrato Leonzio di turbare l'ordine pubblico, fu condannato a morte; sfuggito inizialmente alla condanna, si rifugiò a Marsico, dove era già conosciuto per la sua missione.
Le tracce iconografiche lo presentano spesso con un libro in mano, per la sua funzione di evangelizzatore della Basilicata e come dispensatore della verità della fede.
Il bosco dell'Arioso e il colpo di scure
Fu ucciso in un'imboscata nel bosco dell'Arioso, fra Abriola e Marsico: fu raggiunto e catturato sul Monte Arioso, dove venne decapitato con un colpo di scure insieme ai suoi due diaconi. Il corpo venne sepolto in una fossa ai piedi di un albero, ricoperto di pietre e terra, sul luogo stesso del martirio.
Una tradizione popolare narra che dopo la decapitazione la testa del santo si sollevò da terra e parlò ai carnefici, e dal punto in cui cadde sarebbe sgorgata una sorgente. Il luogo della sepoltura originaria, sul Monte Arioso, è ancora oggi riconosciuto da un tumulo denominato macera: ogni anno, il 17 agosto — nove giorni prima della solennità — vi si celebra una messa.
Due buoi liberi, e un giogo conservato in chiesa
Il santo apparve in sogno a una pia donna marsicana indicandole il luogo. Il giorno seguente, quando la città venne minacciata da una forte tempesta, il vescovo decise di andare in processione verso il posto descritto dalla donna insieme all'abate di Santo Stefano: il corpo venne ritrovato nel bosco, sotto un faggio.
Si affidò il carro che trasportava il corpo a due buoi, lasciandoli liberi di muoversi, e secondo la leggenda fu la sorte a condurli a Marsico, davanti all'abbazia. Un antico giogo è custodito nel Santuario, insieme al corpo del santo. La riesumazione del corpo è collocata nel 1045.
Il Santuario che lo conserva ha una facciata in stile romanico, con un portale in pietra su cui sono scolpite in bassorilievo figure di vescovi e abati medievali, e un interno articolato in tre navate. Dentro sono esposti il busto ligneo del Santo, opera di Giacomo Colombo del XVIII secolo, il busto di Santo Stefano attribuito alla scuola del maestro Melchiorre da Montalbano, numerose tele sei-settecentesche — alcune dipinte da Nicola Pecchenedda — una scultura lignea della Madonna con Bambino del XIV secolo e un affresco medievale proveniente dalla chiesa di San Francesco. La porta bronzea, realizzata nel XX secolo da Antonio Masini di Potenza, illustra la storia del patrono. La cattedrale è stata ufficialmente intitolata anche a San Gianuario.
Nel 1502 Gonzalo Fernández de Córdoba incendiò Marsico e i suoi soldati rubarono un braccio di san Gianuario.
Tre feste in un anno
«Uno dei pochi santi celebrati tre volte l'anno»: tanto è forte il legame con la comunità che il patrono torna nel calendario a ogni stagione. Le tre feste cadono il 26 gennaio, per ricordare la traslazione dal monte Arioso a Marsico Nuovo; il 26 aprile, data nella quale avevano inizio le tradizionali processioni del paese; e il 26 agosto, in ricordo del martirio.
I festeggiamenti di agosto rappresentano il momento centrale.
La fiera autorizzata da Gioacchino Murat
La parte agricola della festa ha una data d'archivio: la tradizione della fiera affonda le radici nel 1808, quando fu autorizzata da Gioacchino Murat. Per secoli è stata un appuntamento commerciale di rilievo per il bestiame, i tessuti e i prodotti in pelle, e ancora oggi richiama espositori da tutta la Basilicata.
Il giorno che la apre è il 23 agosto, e in origine era la giornata dell'acquisto del bestiame, che veniva condotto in paese dagli allevatori. Da lì la fiera si distende fino al 27, intrecciandosi con i riti: quella di Marsico Nuovo è una tradizione secolare che mette insieme fede, storia e identità della comunità lucana, con i concerti, gli spettacoli musicali e i fuochi pirotecnici che animano le piazze del borgo.
Dalla Civita al Casale, con i fuochi
Il santo si trova in cattedrale dall'inizio della novena. La mattina del 26 il vescovo di Marsico, che oggi siede a Potenza, vi celebra la messa solenne; poi comincia il percorso: dalla sommità della Civita il santo giunge al Casale, la terza collina di Marsico, per poi tornare nella piazza Umberto I e attraversare il viale. Dagli anni 2000 c'è un'aggiunta: la statua viene lasciata nella cappella di San Donato, dove rimane fino al trasporto in Cattedrale il 27 agosto — ultimo giorno di festa, in cui si celebra il patrono Sant'Augustale.
Nella vigilia si tiene generalmente una serata di musica lirica o di banda in cassa armonica; il 26 un concerto di musica leggera, che ha visto protagonisti artisti rinomati del panorama musicale italiano; e a chiudere ci sono i celebri fuochi di San Gianuario, che animano le piazze del borgo insieme agli spettacoli.
Come arrivare alla festa
Raggiungere la festa di San Gianuario a Marsico Nuovo richiede un po' di viaggio, ma l'esperienza ripaga il tragitto. Chi viaggia su rotaia scende alla stazione ferroviaria di Padula, a 24 chilometri da Marsico Nuovo, e per l'ultimo tratto serve un mezzo. Il più comodo è l'automobile: uscendo allo svincolo di Brienza Sud restano 13 chilometri, che in 12 minuti portano a destinazione.
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