San Cristoforo a Gallarate 2027 - La benedizione degli autoveicoli e il quadro con l'Arno in piena
Questa e' l'ultima edizione di cui abbiamo notizia: le date della prossima non sono ancora state annunciate.
Fonte: comunitasancristoforo.it, letta il 20/09/2026. L'anno e' dedotto e va confermato.
Ogni 25 luglio Gallarate, città dell'Alto Milanese in provincia di Varese, celebra il patrono San Cristoforo. Alla vigilia, nell'area mercato di via Torino, si mettono in fila automobili, moto e camion per la benedizione degli autoveicoli, preceduta da un momento di preghiera al santo protettore dei viandanti; il giorno dopo la messa solenne in basilica, con l'offerta dei ceri da parte del Comune, i vespri e la benedizione alla città. Nella basilica di Santa Maria Assunta si conserva una tela restaurata che raffigura il santo col bambino sulle spalle e lo sfondo della piazza di Gallarate allagata dalle acque.
Il gigante che traghettava i viandanti
Secondo la leggenda Cristoforo era «un soldato dell'esercito romano convertitosi al cristianesimo, che decise di dedicare la propria vita ad aiutare i viandanti ad attraversare un fiume». Un giorno caricò sulle spalle un bambino, «il cui peso aumentò progressivamente durante il passaggio»; arrivato all'altra sponda, «scoprì di aver trasportato Gesù Bambino, portando simbolicamente con lui il peso del mondo».
La leggenda occidentale, diffusa da Jacopo da Varagine, racconta molto di più. Lì Cristoforo è un gigante che «si era proposto di servire il signore più potente»: si mette al servizio di un re, poi di un imperatore, poi del demonio, ed è proprio quest'ultimo a rivelargli che il signore più potente è Cristo. Va allora da un santo eremita e, su suo consiglio, «prese dimora vicino a un fiume, dove traghettava i pellegrini». Una notte lo sveglia un fanciullo che chiede di essere traghettato, «ma più avanzava nelle acque più il carico diventava pesante e il fiume impetuoso». Sull'altra sponda il fanciullo gli rivela di essere Gesù, e «come prova fece germogliare il bastone al quale Cristoforo si appoggiava». Solo dopo Cristoforo «si fece battezzare e andò a predicare in Licia».
La tradizione fa i nomi di chi lo istruì: convertito «per mano del vescovo antiocheno Babila», fu «consigliato da un monaco – che lo educò nella nuova fede» a ritirarsi presso il fiume, dove «esercitava la sua carità nel sostegno ai viandanti che dovevano attraversare le acque pericolose». Prima di tutto questo, secondo la vulgata occidentale, «era un uomo solitario che viveva nei boschi lontano da tutto e tutti».
Licia, 250, sotto Decio
Cristoforo deriva «dal tardo nome greco Χριστοφορος (Christophoros), composto da Χριστός (Christós, "Cristo") e φέρω (phérō, "portare")», e significa quindi «portatore di Cristo».
La tradizione colloca il martirio in Licia, l'attuale Turchia, nel 250, «anno in cui ci fu la persecuzione dell'imperatore Decio». Il culto è «documentato nella Chiesa d'Oriente a partire dalla metà del quinto secolo», mentre la leggenda che si conosce in Occidente arriva più tardi, con Varagine.
Da quella narrazione derivano i patronati: viandanti, pellegrini e automobilisti, e «in generale di chi ha a che fare con il trasporto: pellegrini, pendolari, viandanti, ferrovieri, barcaioli o semplici viaggiatori». Cristoforo è inoltre invocato «contro le inondazioni e i pericoli legati ai corsi d'acqua», e «la sua devozione è viva nei pressi dei corsi d'acqua».
Un quadro con il torrente dentro
A Gallarate il fiume ha un nome: è il torrente Arno, che attraversa la città e le cui acque in passato «sono state capaci di grandi danni». La devozione locale è «di antica data, associata anche alla minaccia delle acque del torrente Arno».
In basilica è conservata una tela «recentemente restaurata» che raffigura il santo «con il bambino sulle spalle, con lo sfondo della piazza di Gallarate allagata dalle acque», mentre il torrente Arno invade la città. L'opera «custodisce la memoria delle esondazioni che in passato hanno segnato Gallarate» e richiama la tradizionale intercessione del santo contro le calamità.
Sempre nella basilica di Santa Maria Assunta si conserva una reliquia del patrono, oltre a quelle dei Santi Almachio e Teodoro «che si trovano nella cripta». Di Cristoforo resta «una porzione di osso conservata in una teca, riposta in una tarsia, chiusa, a fianco dell'altare maggiore».
I ceri del Comune e la reliquia dal sagrato
Il cuore religioso della giornata è la messa solenne in basilica, presieduta dal prevosto e «concelebrata dai sacerdoti della città». Dentro la funzione c'è un gesto che è civile quanto religioso: l'offerta dei ceri. Sono «le Autorità Cittadine» a consegnarli «in omaggio al Santo Patrono», ed è il sindaco a donarli «a nome della città». È «uno dei momenti più significativi della festa patronale», «un'antica tradizione che lega l'amministrazione cittadina alla devozione popolare».
La giornata si chiude con i vespri e, subito dopo, con il prevosto che «benedirà la città dal sagrato con la Reliquia del Santo», «momento centrale e profondamente sentito della festa».
In occasione della patronale «sono stati restaurati i busti dei santi (dottori della Chiesa) e con il tempo verranno restaurati anche gli stendardi che una volta venivano portati nelle processioni».
Le auto in fila nell'area mercato
«Uno dei momenti più caratteristici è la benedizione degli autoveicoli, che si tiene nell'area mercato di Via Torino», la sera prima della festa. Lì si tiene «un momento di preghiera dedicato a San Cristoforo, patrono dei viandanti», seguito «dalla tradizionale benedizione degli autoveicoli». Non partecipano solo le automobili: «automobilisti, motociclisti e camionisti partecipano per ottenere la benedizione dei propri mezzi».
È «il segno tangibile del legame tra il santo e la sua funzione di protettore di chi viaggia». Le due giornate «intrecciano devozione, tradizione pubblica e momenti di festa nel centro urbano».
Come arrivare alla festa
Arrivare a Gallarate per la festa di San Cristoforo non è complicato. Per chi sceglie i mezzi pubblici la stazione ferroviaria di Gallarate è a 900 metri dal centro, cioè a pochissima distanza dal cuore della festa. Se invece si preferisce l'automobile, l'uscita di riferimento è il casello di Gallarate: da lì bastano 2 minuti di guida (900 metri) per immergersi nei festeggiamenti.
Altre feste in provincia di Varese
Qui intorno, altre feste che meritano una deviazione.
- Maria SS. Assunta ad Angera — agosto
- San Giovanni Battista a Busto Arsizio — giugno
- San Fortunato a Lonate Pozzolo — settembre