San Leonardo e San Giacomo a Badia 2026 - La benedizione dei cavalli davanti al Sasso Santa Croce
Fonte: cosasifa.com, letta il 19/09/2026. L'anno e' dedotto e va confermato.
La Cavalcata di San Leonardo, in ladino «Rait de San Linert dles valades ladines y de Südtirol», si tiene il primo fine settimana di novembre a San Leonardo, piccola frazione di Badia, in provincia di Bolzano, in Val Badia. Dopo la messa solenne nella chiesa parrocchiale consacrata ai santi Leonardo e Giacomo, un corteo di cavalli avelignesi e Noriker, carri addobbati e figuranti in costume ladino attraversa il paese; subito dopo la sfilata il decano benedice i cavalli e i loro allevatori di fronte al massiccio dolomitico del Sasso Santa Croce. La manifestazione è organizzata dall'Associazione cavalli Val Badia e dall'Associazione Turistica Badia.
A che cosa serve la cavalcata
Fra tutte le cose che si vedono a Badia il primo fine settimana di novembre — i costumi, i carri, le bande — una sola è la ragione di tutto il resto: «lo scopo principale della manifestazione è quello di dare la benedizione ai cavalli e ai loro allevatori».
Avviene subito dopo la sfilata, ed è il momento più atteso della giornata: il decano benedice gli animali e chi li alleva, di fronte al massiccio dolomitico del Sasso Santa Croce.
Una settimana di lavoro in ogni maso
Quello che si vede la domenica comincia molto prima: «la preparazione dei cavalli, delle carrozze e dei carri comincia già una settimana prima dell'evento presso ogni maso».
Il lavoro è diviso. I cavalli vengono lavati e abbelliti con trecce, fiori e vecchi finimenti tradizionali di proprietà di ogni singolo allevatore; le donne si occupano principalmente dell'allestimento dei carri, decorandoli con fiori e fiocchi.
La Cavalcata è l'occasione per ogni allevatore di presentare i propri cavalli con vesti festose.
Il carro del santo apre la fila
La giornata si apre con la messa solenne nella chiesa parrocchiale di San Leonardo, poi si esce.
Il corteo è condotto dal carro del santo patrono; dietro vengono il decano a cavallo, la corona di fiori e l'emblema della banda musicale, e poi la massa dei cavalli e dei carri addobbati. Le razze sono due, chiamate con entrambi i nomi che hanno: Haflinger — o avelignesi — e Noriker, dette anche noriche.
Un carro porta il modello in miniatura della chiesa di San Leonardo, costruito da artigiani del posto in occasione del ventesimo anniversario della manifestazione. Un altro è il carro con i prodotti agricoli del raccolto appena concluso, che alla fine del corteo vengono venduti, e il ricavato è devoluto in beneficenza.
Attorno sfilano rappresentanti di tutte e quattro le valli ladine in costume tradizionale, insieme a carrozze e carri dei vari sodalizi. Il pubblico può ammirare una varietà di colori dei costumi tradizionali delle valli ladine «vista solamente in poche altre occasioni in Alto Adige».
La Banda musicale di Badia studia e suona pezzi che si accompagnano alle varie andature del cavallo, così che «i cavalli danzeranno dal passo al trotto e galoppo, tutto a ritmo di musica».
Dai carcerati ai cavalli
Che una processione si faccia a cavallo dipende da un cambio di patronato: «considerato all'inizio il patrono dei carcerati, oggi invece è venerato in primis come patrono del bestiame e soprattutto dei cavalli».
Destinato a diventare guerriero, Leonardo decise di seguire l'allora arcivescovo di Reims, Remigio, per aiutare i prigionieri; si dedicò in particolare a quelli di guerra e fondò un monastero benedettino in Francia. Oggi lo si invoca anche come protettore dei contadini, degli artigiani, dei fabbri e dei carpentieri, oltre che dei cavalli e dei cavalieri.
La sua festa è il 6 novembre, e attorno a quel giorno, in tardo autunno, si svolgono processioni di cavalli in tanti luoghi fra la Baviera e l'Alto Adige. La tradizione è antica nella vecchia Baviera, nell'Austria occidentale e in Alto Adige, e manifestazioni simili si ritrovano ovunque le chiese siano consacrate a questo santo.
A Badia la festa prende il nome dalla frazione — San Leonardo — e in ladino si chiama «Rait de San Linert dles valades ladines y de Südtirol», o più brevemente Leonardiritt. L'organizzano l'Associazione cavalli Val Badia e l'Associazione Turistica Badia.
Chiesa del Settecento, due titolari
La chiesa da cui parte il corteo è menzionata per la prima volta in un documento del XIV secolo, ma l'edificio attuale è molto più tardo: fu costruito fra il 1776 e il 1778 da Franz Singer di Götzens, presso Innsbruck, nello stile dei brissinensi Tangl e Penz. È sede del decanato, ed è consacrata ai santi Leonardo e Giacomo — da cui il doppio titolo della parrocchia.
Sulla cupola centrale si ammirano episodi della vita dell'abate San Leonardo; sulla facciata anteriore stanno le statue dei due santi patroni, opere di Antonio Canins di Badia.
Castagne e vino, nel pomeriggio
Nel pomeriggio si tiene il tradizionale «törggelen», cioè il rito della castagnata, accompagnato da un buon bicchiere di vino dell'Alto Adige e da musica tradizionale.
A cucinare sono i Vigili del Fuoco del paese e le associazioni dei contadini, che servono specialità gastronomiche ladine nel centro del paese, nella sala manifestazioni o sotto il tendone. Attorno ci sono i gruppi di ballo locali — fra cui l'associazione «Bal Popular» —, un gruppo di fisarmoniche, le esibizioni di musica ladina e l'Oswald von Wolkenstein Ritt Show, fra abilità equestri, cavalieri e leggende del passato.
Come arrivare alla festa
Arrivare a Badia per la festa di San Leonardo e San Giacomo chiede un po' di strada, e la strada fa parte della festa. Chi viaggia su rotaia scende alla stazione ferroviaria di St. Lorenzen - San Lorenzo di Sebato, a 25 chilometri da Badia, e per l'ultimo tratto serve un mezzo. Il più comodo è l'automobile: uscendo allo svincolo di Bruneck West - Brunico Ovest restano 26 chilometri, che in 24 minuti portano a destinazione.
Nello stesso periodo, poco lontano
Chi passa di qui a novembre trova anche questi appuntamenti.
- San Giovanni Battista a Dobbiaco — giugno
- Sant'Ingenuino e Sant'Albuino a Bressanone — aprile
- Sfilata dei Krampus a Laives — novembre