San Pantaleone martire a Macomer e la statua che sudò nel 1627 2027
Questa e' l'ultima edizione di cui abbiamo notizia: le date della prossima non sono ancora state annunciate.
Fonte: itinerarinelgusto.it, letta il 19/09/2026.
La festa di San Pantaleo si celebra a Macomer, in provincia di Nuoro, il 27 luglio, e i festeggiamenti durano tre giorni. La mattina il simulacro del santo esce in processione per il centro storico e per il Corso Umberto, accompagnato dalle confraternite, dai gruppi folk in costume tradizionale e dai cavalieri, i cui cavalli portano al collo Sas chiglias, il collare di campane. San Pantaleo è il patrono del paese, e la sua statua è ritenuta miracolosa perché, secondo la tradizione, nell'anno 1627 avrebbe sudato.
Il pomeriggio del 30 maggio 1627
Il racconto ha una data, un'ora e dei testimoni: fu il primo pomeriggio del 30 maggio 1627 quando alcuni forestieri accompagnati da macomeresi entrarono a visitare la Chiesa e, osservando l'immagine di San Pantaleo, videro il volto del Santo grondante di sudore; e, asciugato il sudore, videro il volto mutare di colore, ora pallido, ora rosso intenso.
Di quel giorno resta anche una carta: il documento che descrive il Miracolo fu ritrovato nella seconda metà del Settecento nell'archivio parrocchiale, e fu redatto nella forma dell'attestazione giurata. Ed è da lì che nasce la festa di oggi: il ricordo di questo importante evento si rinnova ogni anno con festeggiamenti civili e religiosi.
La chiesa che lo custodisce è stata costruita nel XVI secolo ed è avvolta da un'antica tradizione; dentro, accanto alla statua, si conserva un retablo del Quattrocento di autore sconosciuto.
Il medico di Nicomedia
San Pantaleone, martire cristiano, visse all'epoca dell'imperatore romano Caio Valerio Massimiano, tristemente famoso per la ferocia con cui perseguitò i cristiani. Nasce a Nicomedia, città appartenente alla provincia romana della Bitinia — l'attuale città turca di Izmit —, dove esercitava la professione di medico.
Nei primi anni del IV secolo la persecuzione non risparmiò neanche Pantaleone: la sentenza fu eseguita il 27 luglio del 305, mediante decapitazione. E non fu solo la fede a condannarlo: a condannare Pantaleone sarebbero state anche le qualità taumaturgiche attribuite alla fermezza della sua fede cristiana, che accompagnavano l'esercizio della sua professione medica.
C'è poi una coda che lega Macomer a un altro luogo d'Italia: dopo la sua decapitazione il suo sangue fu raccolto in un vaso custodito prima a Costantinopoli e ora nella cattedrale di Ravello, vicino a Salerno, dedicata proprio a San Pantaleone, dove ogni anno, proprio il 27 luglio, si verifica l'evento della liquefazione del sangue.
Il 27 luglio, e i tre giorni di festa
È il Santo Patrono di Macomer, e si festeggia il 27 luglio con una processione solenne che si snoda per le vie del paese, attraversando il centro storico per poi percorrere la via principale e fare ritorno in parrocchia; al rientro viene officiata la funzione liturgica solenne.
Il mese di luglio, a Macomer, è dedicato ai festeggiamenti in onore del patrono, ed è festa per tre giorni, con la sagra più antica della cittadina. I festeggiamenti religiosi prevedono la processione con il simulacro del Santo, accompagnata dai cavalieri in costume e con la messa solenne, celebrata nell'antica chiesa parrocchiale intitolata proprio al Santo festeggiato.
Alla processione partecipano le due confraternite di Macomer, Santa Croce e Santo Rosario, e quelle di Posada e Birori, il gruppo dei cavalieri e i gruppi folk con il costume tradizionale, e ci sono anche i componenti della compagnia barracellare. Dopo il raduno in piazza Garibaldi, la solenne processione del santo percorre il Corso Umberto nel cuore della comunità macomerese.
La brusca, la striglia e sas chiglias
I cavalieri sono tra i principali protagonisti della giornata, dove folclore, tradizione e appartenenza sembrano essere un tutt'uno. La festa, per loro, comincia il giorno prima: si intravedono i cavalli percorrere le vie del paese, e la sede dell'associazione si affolla di cavalieri che mettono a punto gli ultimi dettagli per il giorno seguente.
Di primo mattino inizia a sentirsi il rumore degli zoccoli assieme a quello della brusca e della striglia; mano mano che sorge il sole aumenta la frenesia dei cavalieri che trasportano i finimenti nelle scuderie e che sellano i cavalli bardati a festa.
È quasi ora di raggiungere la Chiesa: la fierezza del cavaliere è un tutt'uno con quella del cavallo, scandita dall'intonazione de Sas chiglias — il collare di campane che ciascun cavallo porta attorno al collo —, che si alternano agli spari dei fucilieri. Ora che tutte le pariglie sono arrivate in piazza, la processione ha inizio: la gente si ammassa lungo il Corso, è un vociare continuo, il suono deciso della banda musicale si unisce allo scalpitare dei cavalli.
C'è anche una sfilata dedicata: l'associazione cavalieri di Macomer, in occasione dei festeggiamenti per la festa patronale, organizza la Sfilata a cavallo in costume sardo per le vie cittadine, con partenza da via Lussu.
Arti e Sapori nelle ex caserme
Accanto ai riti ci sono sfilate a cavallo con cavalieri in costume, esibizioni di gruppi folcloristici di diverse regioni e concerti che animano le piazze.
E c'è uno spazio per i mestieri: oltre agli spettacoli e ai giochi tradizionali, la manifestazione valorizza l'identità locale attraverso la mostra «Arti e Sapori», allestita nelle ex caserme Mura: uno spazio dedicato a commercianti e artigiani locali che portano il patrimonio gastronomico e artigianale della Sardegna.
Come arrivare alla festa
Partecipare alla festa a Macomer è davvero semplice. Chi viaggia su rotaia trova la stazione ferroviaria di Macomer a un passo dal centro, un chilometro dai luoghi della manifestazione. In automobile si esce allo svincolo di Zona Industriale di Tossilo-Macomer, e da lì restano 5,2 chilometri e 5 minuti.
Eventi nei dintorni
Altre feste della provincia di Nuoro.
- Rito del Salto del Fuoco a Macomer — giugno
- Sagra del Redentore a Nuoro — agosto
- San Vincenzo ad Arzana — agosto