Festa di San Vincenzo ad Arzana e il carro trainato dai buoi 2027
Il giorno esatto cambia ogni anno e non e' ancora stato reso noto.
Fonte: ogliastraweb.it, letta il 19/09/2026.
La festa di San Vincenzo Ferrer si celebra ad Arzana, in provincia di Nuoro, nell'ultima domenica di agosto. Il sabato, dopo la messa nella chiesa di San Giovanni Battista, il simulacro del santo esce in processione su un carro trainato dai buoi, allestito con tappeti, fiocchi e fiori, e in circa un'ora di camminata raggiunge la chiesa campestre a lui dedicata, accompagnato dai cavalieri, dai suonatori di launeddas, dai gruppi folk e dai fucilieri. L'ultimo giorno, all'alba, il comitato fa «su giru de sa Corona» e chiede un'ultima offerta di porta in porta, ma solo dove la porta è già aperta.
Su giru de sa Corona
Nell'ultimo giorno di festa, esattamente la mattina all'alba, inizia quello che viene chiamato «su giru de sa Corona»: il comitato passa di porta in porta per chiedere un'ultima offerta ai paesani, ma solo dove trova la porta già aperta può chiedere un contributo, altrimenti passa oltre.
E chi entra deve dire una frase precisa. Per chiedere l'offerta bisogna ripetere «Deus in c'intrit Santi Fisente», ossia «che in questa casa possa entrare San Vincenzo», come augurio.
Più sentito del patrono
Nonostante San Vincenzo non sia il patrono del paese, è a lui che Arzana sembra particolarmente devota da un tempo immemorabile: per gli arzanesi quello di agosto è il mese de «Sa Festa», e la ricorrenza è così sentita da essere considerata più importante della festa in onore di San Giovanni Battista, il santo patrono.
Le notizie scritte sono poche e antiche: i documenti storici danno testimonianza dei festeggiamenti in suo onore già nel 1601, anche se non sappiamo se allora avesse la stessa priorità di adesso. Con tutta probabilità il culto di San Vincenzo Ferrer fu introdotto in Sardegna dagli spagnoli, ma di come e perché sia cominciata proprio ad Arzana la sua venerazione non è dato saperlo. Di certo c'è la chiesetta a lui consacrata nella parte alta del paese, e il fatto che nella sua storia Arzana abbia conosciuto il culto di molti santi ormai quasi dimenticati — da Sant'Antonio da Padova a San Pietro da Uèli, dalla Madonna della Neve a San Martino.
Il carro trainato dai buoi
Il Santo viene trasportato su un carro trainato dai buoi, allestito con tappeti, fiocchi e fiori, e il percorso richiede circa un'ora di camminata, dalla chiesa di San Giovanni Battista fino alla chiesa a lui dedicata, una chiesa campestre con una sola navata circondata dal verde.
Dietro non ci sono solo i fedeli: partecipano i cavalieri, i suonatori di launeddas, i gruppi folk di Arzana e di altri paesi invitati dal comitato, e infine i fucilieri, questi ultimi assenti per molto tempo. I cavalli sono bardati con fiori e campanelle, uomini e donne indossano i vestiti tradizionali. Il lunedì successivo la statua viene riportata, sempre in processione e con gli stessi partecipanti, alla chiesa patronale di San Giovanni Battista, dove è custodita per tutto l'anno.
All'arrivo alla chiesetta ci sono la benedizione, il canto dei Gossos e un rinfresco offerto dal vicinato di San Vincenzo.
La leva dei trentenni
L'organizzazione della parte laica ha una regola anagrafica.
È previsto da anni ormai che se ne occupi la leva dei trentenni, insieme alla parrocchia e alla Pro Loco del paese. In passato funzionava diversamente, e quel che si sa viene dalle testimonianze orali tramandate di padre in figlio: l'obriere, ossia colui che organizzava i festeggiamenti, veniva sempre scelto dalla Chiesa, e nei casi di feste importanti se ne nominavano due, spesso fratelli. Poi il criterio cambiò ancora: dal 1860 la Chiesa autorizzava i comuni a effettuare la scelta, che finiva per ricadere sempre su persone di spicco del paese, probabilmente per la responsabilità di gestire le offerte donate in onore del santo.
L'inizio della festa non lo annuncia una campana: è segnalato dal suono dei petardi, «is coetus», una sorta di segnale di avviso per richiamare tutta la comunità alla partecipazione.
Alla processione con l'abito del matrimonio
C'era un modo, un tempo, per mostrare al santo quanto lo si prendesse sul serio.
Era usanza, un tempo, partecipare alla processione con l'abito del proprio matrimonio: un modo di accostarsi al culto del santo mostrandosi con rispetto e serietà.
Da sempre, del resto, l'aspetto religioso si univa a quello civile, con l'allestimento di un mercato che permetteva di acquistare o scambiare oggetti di uso comune.
Il palio che partiva da Funtana Bona
In passato, oltre alle solenni processioni del sabato e della domenica, il lunedì c'era l'immancabile Palio, una corsa a cavallo che partiva dalla zona di Funtana Bona, fra Arzana ed Elini, e finiva all'ingresso del paese. Il martedì, dopo la festa, is oberis, al suono delle bìsonas, facevano la raccolta delle offerte casa per casa.
Gossos, tenores e gara poetica
La parte musicale della festa è quella che tiene sveglio il paese fino a tardi.
Fra gli appuntamenti c'è la gara poetica, con i poeti accompagnati dai Tenores di Arzana, fra i momenti più legati alla tradizione isolana. La processione è accompagnata dal suono ipnotico delle launeddas, e nel programma trovano posto le esibizioni di costumi, canti e balli tradizionali con i gruppi folk invitati dai paesi vicini.
Il triduo di preghiera comincia il sabato, con la messa celebrata nella chiesa di San Giovanni Battista e a seguire la processione verso la chiesa campestre. La festa si tiene nell'ultima domenica di agosto.
Come arrivare alla festa
La festa di San Vincenzo ad Arzana si raggiunge con un viaggio non brevissimo, e vale la pena affrontarlo. Chi viaggia su rotaia scende alla stazione ferroviaria di Elini-Ilbono, a 3,4 chilometri da Arzana, e per l'ultimo tratto serve un mezzo. Il mezzo più comodo è l'automobile: chi esce allo svincolo di Villanova Strisaili ha davanti un percorso di 14 chilometri che in 14 minuti porta a destinazione.
Eventi nei dintorni
A poca distanza, altre feste che vale la pena conoscere.
- Porcino d'Oro ad Arzana — novembre
- Sagra del Redentore a Nuoro — agosto
- San Pantaleone martire a Macomer — luglio