Le feste della Sardegna
Le feste della Sardegna sono più di 70, e molte non somigliano a niente altro in Italia: le maschere arcaiche come i Mamuthones, le corse a cavallo come l'Ardia, i riti che portano in strada comunità intere. Qui le trovi una per una, dal paese più piccolo alle grandi feste di Cagliari e Oristano.
Festività Nazionali
Carnevali Storici
Boes e Merdules a Ottana - Maschere tradizionali e riti antichi
Mamuthones e Issohadores a Mamoiada - i campanacci che aprono il carnevale
Sa Carrela 'e Nanti a Santu Lussurgiu - Le pariglie
Su Bundhu a Orani - L'unica maschera di sughero
Thurpos a Orotelli - gli orbi con l'orbace nero e la fuliggine
Feste Patronali
Corsa degli Scalzi a Cabras
Festa della Candelora a Serdiana - Sa priorissa manna e le due priorissedas che reggono i doni
Festa di San Michele Arcangelo ad Aritzo con la processione in abito tradizionale
Festa di Sant'Antioco a Sant'Antioco e il pane Coccoi de su Santu
Fuochi per Sant'Antonio Abate a Orosei - La croce d'arance su su pirone e il piatto di s'ossica
Processione di Sant'Efisio a Cagliari
S'Iscravamentu a Orosei - Il rito della Deposizione di Cristo in lingua sarda
Festa del Sacro Cuore di Gesù a Badesi con la banda musicale
Sagra del Redentore a Nuoro e la statua bronzea sul Monte Ortobene
San Biagio a Dolianova - Is pirichitteddus e la benedizione della gola con due candele
San Biagio a Quartucciu - Sa Candelora e su Fogadoni in piazza San Giorgio
San Biagio (su sessineddu) a Gergei - I bambini protagonisti della festa e il falò
San Michele ad Alghero con i giganti catalani e i castellers
San Pantaleone martire a Macomer e la statua che sudò nel 1627
Festa di San Saturnino martire a Cagliari e la processione delle reliquie
Festa di San Sebastiano a Berchidda e il ritiro delle bandiere
San Sebastiano di Roma ad Arbus e il ramo d'arancio sul falò
Festa di San Vincenzo ad Arzana e il carro trainato dai buoi
Sant'Efisio a Capoterra - Il paese rifondato nel 1655 col nome del santo
Santa Caterina d'Alessandria ad Abbasanta - I portici del piazzale e la novena che porta al 25 novembre
Santa Maria Assunta a Cabras e la processione in abito antico lagunare
Folklore e Rievocazioni
Antico Sposalizio Selargino - Un matrimonio vero, con la catena di 66 anelli d'argento
Ardia e Festa della Beata Vergine d'Itria a Noragugume - Gli inseguitori sono l'esercito di Massenzio
Ardia di San Costantino a Sedilo - Corsa di cavalieri e devozione antica
Arrivo dei Coloni ad Arborea - Il carro a buoi rifà il viaggio dalla stazione di Marrubiu
Bastida di Sorres a Borutta - La battaglia dei Doria e il brodo che offriva il vescovo
I Candelieri di Nulvi - I cavi elettrici tagliati nel 1926 per non abbassare i ceri
Cavalcata Sarda a Sassari - Le traccas, carri di fiori
Contendi e cantendi sa batalla a Sardara - La sconfitta che si racconta in lingua sarda
Estate Medioevale Iglesiente a Iglesias - Rievocazione della difesa dei balestrieri del XIV secolo
Falò di Sant'Antonio a Bosa e la croce di fuliggine sulla fronte
Faradda di li Candareri a Sassari - La processione danzante dei ceri votivi
Fuochi di Carnevale in Barbagia - i falò che aprono il carnevale il 17 gennaio
Matrimonio Mauritano a Santadi con le traccas trainate dai buoi
Palio degli Asinelli a Ollolai e lo stendardo Su Palu
Palio dei Comuni a Fonni con la monta a pelo
Palio de sas Carrelas a Bono - Le otto carrelas storiche e la corsa del terzo sabato di agosto
Palio de Sos Ighinados a Pattada e l'estrazione degli asinelli
Palio del Goceano a Bono - La corsa a pelo dei nove Comuni sui 2000 metri di Sas Ischinas
Palio della Stella a Oristano e la stella forata a sei o otto punte
Prendas de Jerru a Gadoni - Le fascine di quattro metri che bruciano le negatività
Rievocazione del Giudicato di Arborea a Oristano e la promulgazione della Carta de Logu
Rito del Salto del Fuoco a Macomer, il salto tra i fuochi tenendosi per mano
S'Ardia di San Costantino a Pozzomaggiore e i tre giri attorno alla Chiesa
Sa Battalla a Sanluri
Sa Sartigliedda a Oristano - I bambini sui cavallini della Giara
Sartiglia del Gremio dei Contadini a Oristano - Corsa alla stella con spade e stocchi
Sartiglia del Gremio dei Falegnami a Oristano - La corsa alla stella con spada o stocco
Su Prugadoriu a Seui - Le offerte po is animas
Sagre ed Enogastronomia
Fiera delle Ciliegie a Bonnanaro e la raccolta a mano
Girotonno a Carloforte - Il musciame tagliato come bresaola e il belu, la trippa di tonno
Porcino d'Oro ad Arzana e la gara culinaria tra i ristoranti
Rassegna dei vini novelli a Milis con degustazioni di Vernaccia e vini biologici
Sagra degli Agrumi a Muravera - La sfilata dei costumi e delle etnotraccas
Sagra del Carciofo a Samassi - Gli ovuli arrivati dalla Provenza e le casse chiuse col fil di ferro
Sagra de sa Pratzira e de sa Petza de Craba a San Vito - La capra allo spiedo e la focaccia ripiena
Sagra delle Fragole ad Arborea con la degustazione di fragole e panna
Sagra dei Legumi ad Albagiara - I tappeti artistici di legumi e i Mamuthones
Sagra della Lumaca a Gesico e la Corsa delle Lumache
Sagra dei Ricci a Buggerru - Pasta ai ricci di mare e fritto misto di paranza
Sagra del riccio di mare ad Alghero - La canna tagliata a croce e lu miral per vedere il fondo
Sagra del Torrone a Tonara - Centocinquanta albumi per cento chili e la legna di agrifoglio
Mercatini di Natale
Tutti i Mercatini di Natale d'Italia »
Mercatini di Natale ad Alghero - Le casette sotto le antiche mura e il villaggio di Babbo Natale nella Torre di piazza Sulis
Mercatini di Natale ad Arzachena - Lo Spazio DeCo di via Ruzittu e i prodotti a denominazione comunale
Mercatini di Natale a Bari Sardo - Il villaggio di Babbo Natale in piazza di Chiesa
Mercatini di Natale a Bosa - Le casette illuminate lungo il corso Vittorio Emanuele
Mercatini di Natale a Cagliari - Le casette fra piazza Yenne e il Corso e il castello di Babbo Natale
Mercatini di Natale a Fonni - Il paese più alto
Natale nel Cuore della Sardegna a Nuoro - I venti comuni della Barbagia e dell'Ogliastra sotto un unico cartellone
Mercatini di Natale a Stintino - Cento statue adottate
I mercatini di Natale in Sardegna
In Sardegna i mercatini di Natale sono otto, dalle mura di Alghero ai mille metri di Fonni, e durano quasi tutti un mese: dall'8 dicembre al 6 gennaio. Ma la cosa che li distingue non sono le bancarelle: è che il Natale, qui, lo costruisce la comunità pezzo per pezzo — a Stintino le statue del presepe sono adottate una per una, a Fonni ogni rione fa il suo, e venti comuni dell'interno stanno sotto un cartellone unico.
Gli otto, uno per uno
- Alghero (Sassari): le casette in Largo San Francesco sotto le antiche mura, il villaggio di Babbo Natale nella Torre di piazza Sulis e la pista di pattinaggio al Quarter.
- Arzachena (Gallura): il villaggio dal 19 novembre, e lo Spazio DeCo di via Ruzittu aperto ogni sabato e domenica.
- Bari Sardo (Ogliastra): dal 14 dicembre al 4 gennaio, col Villaggio di Babbo Natale in piazza di Chiesa.
- Bosa (Oristano): un mese intero, dal 6 dicembre al 6 gennaio, lungo il corso Vittorio Emanuele.
- Cagliari: una quarantina di casette fra piazza Yenne e il corso Vittorio Emanuele II, più il Castello di Babbo Natale a San Michele.
- Fonni (Nuoro): il paese più alto della Sardegna, con un presepe per ogni rione.
- Nuoro: «Natale nel Cuore della Sardegna», il cartellone che unisce venti comuni.
- Stintino (Sassari): dall'8 dicembre al 6 gennaio, col presepe diffuso «La Betlemme d'Europa».
Le cento statue adottate di Stintino
A Stintino il presepe si chiama «La Betlemme d'Europa», le statue sono più di cento e a grandezza naturale, sparse per tutto il paese in dodici tappe dal porto Minori al porto Mannu. E ognuna è stata adottata dagli stintinesi: una famiglia, un'associazione, e in un caso un intero condominio. Nell'elenco non c'è gerarchia fra le figure sacre e le altre — i pastori con le pecore, i vitellini, gli asinelli bianchi dell'Asinara, il pescatore, il tonno e il tonnarotto, la barca a vela latina, gli angeli, i musicanti, e le maschere del carnevale sardo scolpite in pietra dagli artigiani di Mamoiada, Ottana e Orotelli: il mamuthone, l'issohadore, il boe, il merdùle, sa filonzana, i thurpos. Accanto arrivano personaggi dalla Grecia, dalla Serbia, dal Benin, e una volta dalla Campania è arrivata la popolana Carmela del presepe napoletano, con un vero vestito di tessuto, messa al coperto per non farla rovinare dalle intemperie. Il progetto è nato nel 2008, lo cura l'associazione «Il Tempo della Memoria», e l'inaugurazione è all'Immacolata, dopo una processione con fiaccolata.
Un presepe per ogni rione, a mille metri
Fonni sta sulle pendici settentrionali del Gennargentu a mille metri: è il paese più alto della Sardegna, ha impianti di risalita sul Bruncu Spina e sul Monte Spada, e una storia di pastori transumanti. Il programma si chiama «Natale nel Cuore di Fonni» e arriva all'Epifania, ma il suo centro è il Presepe nel Rione, che coinvolge il paese da oltre vent'anni: ogni quartiere fa la sua Natività, e i quartieri qui sono i quattro rioni storici — Su Piggiu, Ghinio, Pupuai, Logotza — dove Su Piggiu è la zona del primo insediamento, attorno all'anno Mille, e Logotza è cresciuto dopo la Basilica dei Martiri del Seicento. I presepi non si somigliano: si va da quelli etnici a quelli fatti con materiali di recupero, e si incontrano camminando, perché affiorano dalle rocce, nelle vecchie case, negli angoli antichi. La colonna sonora sono le voci dei tenores e dei cori polifonici. Una sera, nella piazza davanti alla chiesa dei Martiri, il presepe vivente è animato da coppie in costume arrivate da ventitré paesi della Sardegna, che portano i doni dentro una capanna di frasche: per qualche ora quel presepe è un censimento degli abiti tradizionali dell'isola.
Venti comuni sotto un cartellone
«Natale nel Cuore della Sardegna» non è una festa di paese: è un cartellone unico promosso dalla Camera di Commercio di Nuoro, che tiene insieme venti comuni — Bari Sardo, Bitti, Bosa, Budoni, Desulo, Dorgali, Fonni, Gavoi, Isili, Lanusei, Macomer, Nuoro, Nurri, Orosei, Seui, Siniscola, Sorgono, Tertenia, Torpè e Tortolì — e sette territori, dalla Barbagia all'Ogliastra. L'impegno dichiarato è di oltre 400.000 euro di risorse regionali, e il programma mette assieme mercatini tematici, spettacoli itineranti, concerti e iniziative gastronomiche.
Come si chiama il Natale, in sardo
In Sardegna il Natale ha un nome proprio: Pasca 'e Nadale, o Paschixedda, che è un diminutivo — perché la festa più grande resta *Sa Pasca Manna*, la Pasqua. Nell'Ottocento e nel primo Novecento era il momento in cui la famiglia si ricomponeva, coi pastori che tornavano dalla transumanza per la *nott'e xena*, la notte della vigilia; quel pasto era frugale, e nel Logudoro all'inizio del Novecento è documentato il digiuno fino alla messa di mezzanotte, con un piatto di pasta al sugo di noci pestate per chi voleva mangiare senza profanare la vigilia. Il giorno dell'abbondanza era il 25.
Il ceppo che deve durare fino all'Epifania
Il gesto centrale è il fuoco. La sera del 24 il camino si alimentava con un grande ceppo conservato apposta — su truncu 'e xena — che doveva ardere per tutte le festività, fino all'Epifania: non si doveva spegnere, ma nemmeno bruciare del tutto, e che restasse acceso era presagio di salute e prosperità. Attorno a quel focolare gli anziani raccontavano ai bambini i contos de fochile, i racconti del focolare, che non erano tutti rassicuranti: fra le figure ricorrenti c'erano Maria Mangrofa, la strega mangiatrice di bambini di Orosei, e Maria Puntaoru. E c'era un gioco, su barrallicu: una trottola a quattro facce, una lettera per faccia — T per *tottu*, tutto; N per *nudda*, niente; M per *metadi*, metà; P per *poni*, metti — e la faccia su cui si fermava diceva che fare del bottino di noci, castagne e frutta secca. Alle famiglie che non potevano permettersi un pranzo la collettività portava sa mandada, una riserva di salumi, latticini e dolci.
Il canto che si esegue solo qui e a Maiorca
Ad Alghero, la notte della Vigilia, nella Cattedrale di Santa Maria si canta «Lo Senyal del Judici», il canto della Sibilla: un canto medievale in lingua catalana che, sul modello del *Dies irae*, annuncia il giudizio finale nella valle di Giosafat. Viene eseguito ininterrottamente dal Medioevo solo ad Alghero e a Maiorca, è patrimonio immateriale dell'Umanità dell'Unesco, e ad Alghero si esegue dal XIV secolo durante la *Missa del Gall*; il testo è documentato da una trascrizione del canonico Antonio Michele Urgias del 1828. Una volta, mentre si cantava, due chierichetti impugnavano l'uno la spada e l'altro lo scettro. Il resto del Natale algherese sta dentro il Cap d'Any de l'Alguer, e l'albero di Porta Terra lo costruiscono gli studenti del Liceo Artistico su un'opera dell'artista Tonino Serra.
I dolci, i canti, e i due presepi
Sulla tavola arrivano sa tunda, il pane rotondo con noci e uvetta; su bacchiddu 'e Deu, il pane allungato che somiglia al pastorale del vescovo; e le pabassinas, i biscotti glassati a rombo con mandorle, sapa, uvetta, noci e nocciole. Dei canti, *Su Ninniedhu* è una ninna nanna per Gesù Bambino intonata «a duru duru», sul ritmo del ballo sardo; e nel 1927 don Pietro Casu scrisse le «Cantones de Nadale», nove canti, uno per ogni giorno di Novena, in sardo anziché in latino — una scelta che andava contro gli usi in vigore fino al Concilio Vaticano II. Dei presepi: a Olmedo è fatto interamente di pasta di pane, con oltre centosessanta personaggi lavorati dalle artigiane del posto, e sta nella chiesa romanica di Nostra Signora di Talia; a Calangianus cambia quartiere ogni anno e si monta dentro vecchie case e cantine di granito, con i mestieri scomparsi come il quadrettaio, che tagliava il sughero in quadretti.
Domande frequenti
Quali sono i mercatini di Natale in Sardegna?
Otto: Alghero, Arzachena, Bari Sardo, Bosa, Cagliari, Fonni, Nuoro e Stintino.
Che cos'è «La Betlemme d'Europa» di Stintino?
Il presepe diffuso del paese: più di cento statue a grandezza naturale, in dodici tappe, e ognuna è adottata da una famiglia, un'associazione o un condominio di Stintino.
Qual è il paese più alto della Sardegna?
Fonni, a mille metri sulle pendici del Gennargentu: a Natale ogni suo rione storico costruisce il proprio presepe.
Che cos'è su truncu 'e xena?
Il grande ceppo che la sera della vigilia si metteva nel camino e doveva ardere fino all'Epifania: tenerlo acceso era segno di salute e prosperità.