San Prospero a Reggio Emilia e il concerto di campane 2026
Fonte: festivalinitalia.it, letta il 02/09/2026. L'anno e' dedotto e va confermato.
La festa di San Prospero si celebra il 24 novembre a Reggio Emilia: Prospero fu vescovo della città nel V secolo ed è il patrono della città e della Diocesi. Le celebrazioni ruotano attorno alla Basilica di San Prospero, dove sotto l'altare maggiore riposa il corpo del santo, e sono scandite dal concerto delle campane curato dall'associazione Campanari reggiani. Nella piazza antistante la basilica la Pro Loco della montagna reggiana porta caldarroste fumanti, castagnacci, miele e vin brulé, mentre un grande mercato con ambulanti provenienti da tutta Italia si estende fino a via Roma.
Il vescovo che fece calare la nebbia
Tutti a Reggio conoscono la leggenda. Prospero, per nascondere la città ai barbari e salvarla dal saccheggio, fece calare la nebbia.
Il mito è noto; sulle origini del santo, invece, si sa poco e niente. Quello che è certo è che Prospero fu vescovo di Reggio Emilia: eletto attorno al 480, resse la cattedra reggiana per ventidue anni. Assistette all'invasione degli Eruli guidati da Odoacre, e anche a quella degli Ostrogoti. Le cronache del tempo parlano di lui come di un uomo savio, integro nella fede, accorto e intelligente, e insieme di un politico astuto e lungimirante.
Se la tradizione vuole che abbia miracolosamente fatto calare la nebbia sulla città, dunque, probabilmente è perché il vescovo si adoperò per mediare con i barbari, evitando che Reggio venisse toccata dalla loro marcia.
Prospero di Aquitania e il vescovo di Tarragona
Di chi fosse davvero si è discusso a lungo.
Anticamente lo si confuse con Prospero di Aquitania, segretario e notaio di papa Leone fra il 440 e il 461, che però era un laico, con moglie e famiglia. Poi, nel 1943, Juan Serra Vilarò attribuì a San Prospero un'origine spagnola, identificandolo nel vescovo di Tarragona che, a causa dell'invasione musulmana, si rifugiò in Italia per morire a Camogli nel 711.
Di lui parlano due omelie del X secolo, una dedicata alla vita e una alla traslazione del corpo, riportate nella Bibliotheca Hagiografica Latina e nel Libro dei miracoli di M. Mercati del 1896. Il suo nome vuol dire vegeto, florido, felice. Il Martirologio Romano lo registra in una riga sola: «A Reggio Emilia, san Prospero, vescovo».
Dalle acque di Sant'Apollinare al Castello
Il corpo di Prospero ha viaggiato parecchio prima di fermarsi dov'è adesso.
Fu tumulato nella chiesa di Sant'Apollinare, nelle vicinanze della città, che venne poi ricostruita e dedicata allo stesso Prospero all'inizio dell'VIII secolo. Dopo la metà del X secolo, essendo la chiesa invasa dalle acque, il vescovo Ermenaldo nel 962 trasportò il corpo nella Cattedrale di Santa Maria, nel centro della città, in attesa di costruirne una nuova. Il progetto fu realizzato dal suo successore, il vescovo Teuzone, nel 979; e nel 997 papa Gregorio V, di passaggio per Reggio diretto a Pavia, consacrò il nuovo tempio nella zona di Castello. Lo si era costruito per porre al riparo le reliquie del patrono all'interno della cinta muraria del Castrum Vescovile.
Nel XVI secolo la chiesa fu ricostruita nelle forme attuali, e il corpo riposa sotto l'altare maggiore. Nello stesso secolo il vecchio monastero fuori le mura venne abbattuto per la «tagliata», cioè l'abbattimento degli edifici adiacenti alle mura per circa 600 metri, voluto per ragioni difensive.
Il culto, intanto, si era allargato. Fra l'XI e il XIV secolo si contavano, nelle province di Parma, Bologna, Lucca e in altre città oltre a Reggio, ben trentuno chiese o cappelle dedicate a lui; dopo il Concilio di Trento il culto si restrinse verso Reggio, e quelle intitolazioni scomparvero man mano.
Sei leoni di marmo rosso
Al limite del sagrato, davanti alla basilica, sono collocati sei caratteristici leoni in marmo rosso di Verona. Le sculture sono del 1503 e vengono tradizionalmente attribuite allo scultore reggiano Gaspare Bigi; la loro destinazione originale era sostenere sei colonne, per costruire tre pronai davanti alle tre porte della basilica. Quei pronai non si fecero mai, e i leoni rimasero. Furono sistemati nella posizione attuale nel 1748.
Non è raro trovare bambini a cavalcioni su questi animali: un'usanza abituale per intere generazioni di reggiani, diventata una vera e propria tradizione nonostante sia stata vietata dal Comune.
La facciata risale alla metà del Settecento, opera di Giovanni Battista Cattani, e ospita undici statue di santi protettori e dottori della Chiesa. A destra si erge il campanile ottagonale, rimasto incompleto, ideato da Cristoforo Ricci e riveduto nel progetto da Giulio Romano. Dentro, l'interno a tre navate e croce latina ospita opere pittoriche di autori cinquecenteschi nelle navate laterali, mentre il presbiterio è ornato da un ciclo pittorico della fine del Cinquecento; alla base c'è un coro ligneo del 1545, intagliato e intarsiato dai De Venetiis. Sopra l'altare maggiore, dove sono conservate le reliquie, gli affreschi della volta sono di Camillo Procaccini.
Caldarroste e ambulanti fino a via Roma
Il 24 novembre Reggio Emilia celebra il suo patrono con un programma che intreccia liturgia, tradizioni popolari e iniziative culturali. Il cuore delle celebrazioni ruota, come da tradizione, attorno alla Basilica di San Prospero.
A scandire i momenti più significativi della giornata è il concerto delle campane, curato dall'associazione Campanari reggiani. Nella piazza antistante la basilica la Pro Loco della montagna reggiana porta caldarroste fumanti, castagnacci, miele e vin brulé. Le vie del centro si animano con un grande mercato che si estende fino a via Roma e alle principali direttrici urbane, con ambulanti provenienti da tutta Italia: via Santa Liberata offre specialità locali, piazza Fontanesi ospita i prodotti agricoli e le eccellenze del territorio, e il mercato di via Emilia Santo Stefano riporta in strada commercianti e botteghe del quartiere.
Intanto associazioni, scuole e comunità religiose sono presenti con attività, laboratori e iniziative per tutte le età; i «Giochi antichi» della Uisp portano in piazza Martiri del 7 luglio un'atmosfera vicina a quella delle feste di una volta; e il «Prosperino» torna fra piazza Prampolini e piazza San Prospero.
Come arrivare alla festa
Partecipare alla festa di San Prospero a Reggio Emilia è davvero semplice. Per chi preferisce la comodità del treno, la stazione ferroviaria di Reggio Via Fanti si trova a 1,3 chilometri dal centro: si arriva nel cuore dell'evento con una breve passeggiata. Per chi si mette al volante, lo svincolo di Centro commerciale L'Ariosto dista 3,0 chilometri, cioè 4 minuti di strada.
Nello stesso periodo, poco lontano
A novembre, nei paesi vicini, ci sono anche queste feste.
- San Martino di Tours ad Alseno — novembre
- Fiera di San Rocco a Faenza — novembre
- San Donnino a Fidenza — ottobre