Sant'Efisio a Capoterra 2027 - Il paese rifondato nel 1655 col nome del santo
Questa e' l'ultima edizione di cui abbiamo notizia: le date della prossima non sono ancora state annunciate.
Fonte: santefisiomartire.it, letta il 19/09/2026.
La festa di Sant'Efisio si celebra ogni anno il 15 gennaio a Capoterra, in provincia di Cagliari, nel giorno in cui la Chiesa cattolica ha fissato la memoria liturgica del santo per l'Arcidiocesi di Cagliari. Dopo la messa il corteo lascia il piazzale della chiesa consacrata al Martire Guerriero, attraversa le vie del centro e rientra in parrocchia. È la festa del paese che nel 1655 fu rifondato con il nome del santo, e ha toni più sommessi del grande pellegrinaggio del 1º maggio che da Cagliari raggiunge Nora.
Il paese che porta il nome del suo patrono
L'editto di rifondazione è datato 9 maggio 1655 e concede salvacondotti e agevolazioni fiscali a chi accetti di trasferirsi nel nuovo abitato, denominato «Villa nueva de San Efis de Caputerra». A rifondarlo fu il barone Girolamo Torrelas, che richiamò famiglie dal Logudoro e dalla Gallura.
Il barone mise il nuovo paese sotto la protezione del santo che in quel frangente era ritenuto da tutti il più potente taumaturgo contro le pestilenze. Sant'Efisio diventa così, letteralmente, padrino di battesimo di Capoterra. Pochi giorni prima dell'editto il simulacro aveva attraversato e benedetto il territorio della baronia, andando e tornando da Cagliari a Nora.
Il 15 gennaio, la festa che ricorda il martirio
I festeggiamenti in onore di sant'Efisio si tengono principalmente due volte all'anno. Il 1º maggio c'è la festa grande, quella del pellegrinaggio; il 15 gennaio cade invece la Memoria Liturgica fissata dalla Chiesa cattolica per la sola Arcidiocesi di Cagliari, e in quel giorno il santo viene festeggiato principalmente a Cagliari, Pula e Capoterra.
Efisio era un ufficiale dell'esercito romano: secondo la tradizione si convertì dopo la visione di una croce splendente nel cielo e, di stanza in Sardegna, divenne difensore del cristianesimo disobbedendo a Diocleziano, che ne comandò il martirio.
È la festa del patrono, e a Capoterra ha un carattere diverso da quella di primavera: una festa dai toni sommessi, organizzata dalle parrocchie, dalle confraternite e dalle Pro Loco per ricordare il 15 gennaio del 303 d.C., data in cui — secondo la tradizione — il soldato Efisio venne giustiziato a Nora per non aver abiurato la fede cristiana. Da alcuni anni, oltre ai devoti, comincia ad avvicinare anche i turisti. Il sindaco di Capoterra la riassume così: «Non c'è il folclore di maggio, a gennaio si ricorda il martirio, ecco perché la festa è prettamente religiosa».
La processione per le vie del paese
Il rito di gennaio si svolge dentro il paese. Dopo la messa, il corteo parte dal piazzale della chiesa consacrata al Martire Guerriero e attraversa corso Gramsci e le vie Pascoli, Martini, Armando Diaz, Carlo Marx e Cagliari, per poi rientrare in parrocchia.
Le celebrazioni si tengono nella chiesa parrocchiale e in quella di Su Loi. Il ricordo del martirio non si ferma però dentro il paese: i fedeli di Capoterra e di Pula lo celebrano anche sulla spiaggia di Nora, dove secondo la tradizione Efisio fu ucciso.
Due chiese per un santo solo
La chiesa parrocchiale di Sant'Efisio, edificio principale del centro storico, è dedicata al patrono. La prima era stata costruita nel 1655, in concomitanza con la rifondazione del villaggio distrutto durante il medioevo: era piccola e molto povera, ma il suo utilizzo continuò per circa duecento anni, finché venne ricostruita completamente nel 1855.
L'altra è la chiesa stazionale di Su Loi, che dal 1860 circa è sede di una seconda parrocchia di Sant'Efisio. Dentro si conservano il simulacro in legno policromato del santo titolare, databile al tardo diciottesimo secolo, e un crocifisso di gusto popolaresco, anch'esso ligneo, di poco più recente.
C'è poi un terzo luogo, nato da una devozione privata: negli anni Trenta del Novecento, per la devozione di Giovanna Cardile, un granaio venne riconvertito in cappella e consacrato a Sant'Efisio, in memoria del passaggio del santo e della peste del Seicento da cui Capoterra venne liberata per voto.
Il passaggio di maggio, sulla costa
Il pellegrinaggio del 1º maggio, lasciata Cagliari, prosegue fino a Maddalena Spiaggia, dove i fedeli accorrono dalla vicina Capoterra — anticamente chiamata Villa Sant'Efisio.
Poco più avanti la processione si ferma in località Su Loi, dove i fedeli si uniscono al corteo e al parroco locale per una breve messa nella chiesetta campestre, anch'essa intitolata a Sant'Efisio, in prossimità della Strada Statale n. 195. Poi il santo riprende il viaggio: la processione più lunga fa tappa a Capoterra, ma — come di consueto — nella parte costiera.
Come arrivare alla festa
Arrivare a Capoterra per la festa di Sant'Efisio chiede un po' di strada, e la strada fa parte della festa. Chi viaggia su rotaia scende alla stazione ferroviaria di Assemini, a 18 chilometri da Capoterra, e per l'ultimo tratto serve un mezzo. Il mezzo più comodo è l'automobile: chi esce allo svincolo di Capoterra - La Maddalena ha davanti un percorso di 3,0 chilometri che in 3 minuti porta a destinazione.
Altre feste in zona
A poca distanza, altre feste che vale la pena conoscere.
- Processione di Sant'Efisio a Cagliari — maggio
- San Biagio a Quartucciu — febbraio
- San Saturnino martire a Cagliari — ottobre