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Festa di Sant'Anna a Pescolanciano e la sfilata dei fasci di grano 2027

5 min di lettura · Scritto da: Rodolfo de Carvalho
Ultima edizione conosciuta
dal 25 al 26 luglio 2026
Dove Centro storico e Chiesa del Salvatore, Pescolanciano, Pescolanciano

Questa e' l'ultima edizione di cui abbiamo notizia: le date della prossima non sono ancora state annunciate.

Fonte: festivalinitalia.it, letta il 19/09/2026.

La festa di Sant'Anna si celebra a Pescolanciano, in provincia di Isernia, il 25 e il 26 luglio: i pescolancianesi festeggiano la patrona il 26, e la sera del 25 si tiene la sfilata dei covoni di grano, detti nel dialetto locale manuocchi. Le famiglie preparano covoni e mannelli, li abbelliscono con fiori variopinti e li portano sul capo con la spara, a spalla, a mano, dentro tine e cesti o su trattori, carri e carretti; le donne indossano costumi popolari e gli uomini l'abbigliamento un tempo in uso tra i mietitori. Il rito ricorda il terremoto del 26 luglio 1805 e si ripete da oltre duecento anni.

Il terremoto del 1805, e quattro morti soltanto

«All'indomani del sisma, quando dalle due del mattino e per tutto il 26 luglio uno spaventoso terremoto distrusse il paese, ci furono solo 4 vittime. Per tale ragione gli abitanti ringraziarono la Santa del giorno, appunto Sant'Anna, per lo scampato pericolo», ha raccontato il parroco don Pietro Monaco.

Al terremoto seguì un secondo colpo, questa volta sui campi: la festa ha origine nel 1805, quando la zona fu colpita da un terremoto e successivamente da una terribile grandinata. Si credeva che Sant'Anna proteggesse il raccolto mentre i contadini erano dispersi a causa del terremoto, così la festa divenne una sorta di festa di ringraziamento per Pescolanciano e i centri circostanti.

Secondo la tradizione, la Santa Patrona e protettrice delle messi ridusse le conseguenze del sisma per il paese; la festa vera e propria venne probabilmente istituita più tardi, anche a seguito di altri eventi meteorici catastrofici avvenuti negli stessi giorni di luglio. È un'antica tradizione, che gli abitanti del luogo ripercorrono da oltre duecento anni per omaggiare la Santa, protettrice dei cittadini durante il terremoto del 1805, che fece solo quattro morti.

Perché proprio lei: la Grande Madre del grano

Per la tradizione cristiana Sant'Anna è la madre della Madonna, quindi la nonna di Gesù Bambino: in tal senso rappresenta la generatrice per eccellenza, poiché partorì colei che poi diede alla luce il Figlio di Dio. È, dunque, la Madre della Madre, vale a dire la Grande Madre, la più alta rappresentante della fecondità.

Le società coltivatorie hanno sempre creduto nell'esistenza di un rapporto tra fecondità femminile e fertilità agraria, e Sant'Anna, modello di miracolosa maternità e protettrice delle partorienti, è assunta anche a simbolo dell'ubertà del suolo e della prosperità della produzione cerealicola, quale garante del potere fecondante della terra. Per le comunità contadine, Sant'Anna è la Magna Mater Frumenti.

Fin da epoche antiche, nella stagione del raccolto del grano, l'uomo ha dato vita a rituali di ringraziamento, inscenando autentici trionfi delle messi, in origine tesi a glorificare divinità pagane e successivamente cristianizzati per sincretismo. Nel Molise i più noti riti cerealicoli sono quelli dedicati a Sant'Anna, particolarmente venerata a Pescolanciano.

La scheda del Comune di Pescolanciano legge così il rito: in questo rito le messi rappresentano la teofania della Grande Madre — i manocchi, difatti, sono innalzati e trasportati come fossero idoli — e il reale oggetto del culto non è la Santa bensì il Grano.

I manuocchi, e come si portano

A Pescolanciano la festa di Sant'Anna è caratterizzata dalla sfilata dei covoni, detti nel dialetto locale manuocchi, dal latino manuculus.

Le famiglie, con estrema cura e perizia, preparano covoni e mannelli e li abbelliscono con fiori variopinti. Ci sono quelli posti sul capo delle portatrici o dei portatori, che per reggerli in equilibrio utilizzano la spara — il cercine; quelli collocati su piedistalli con braccioli e trasportati col metodo a spalla o con quello a mano; quelli sistemati artisticamente in contenitori, soprattutto tine e cesti da cui fuoriescono bionde spighe mature; e quelli caricati su mezzi di trasporto a ruota, cioè trattori, carri e carretti.

Per la sfilata le donne indossano costumi popolari; gli uomini, il più delle volte, ripropongono l'abbigliamento un tempo in uso tra i mietitori. Alcuni portano i covoni sulla testa, altri a bordo dei carretti, altri si accontentano di qualche spiga, ma senza rinunciare agli abiti d'epoca.

Il 25 e il 26: la statua cambia posto

La sfilata si effettua il 25 luglio, nel tardo pomeriggio o sul far della sera, e in processione i covoni vanno davanti. Durante il corteo una banda suona e i fedeli eseguono l'Inno a Sant'Anna. La processione percorre le vie di Pescolanciano secondo un itinerario prestabilito, quindi termina nella chiesa del Salvatore dove il grano viene benedetto.

Il 26 luglio, dopo l'ultima messa del mattino, una seconda processione gira per il paese; stavolta la statua di Sant'Anna è posta in testa al corteo e i fedeli cantano nuovamente l'inno. In quel giorno gli abitanti, vestiti rigorosamente in abiti d'epoca, sfilano per le vie del paese portando nelle mani mazzi di grano. La sera del 25 ai covoni segue la statua della Santa, che invece li precede nella processione del giorno dopo.

I festeggiamenti si aprono nella mattinata del 25 luglio con il tradizionale giro del complesso bandistico per le vie del paese.

Le mani che intrecciano

Nei giorni precedenti le donne intrecciano spighe di grano per decorare gli angoli del paese, e anche sulle case del borgo compaiono addobbi a tema sulle pareti o sui cancelli.

I covoni li prepara il comitato feste insieme a un nutrito gruppo di giovani: sono spighe di grano che, dopo la mietitura, vengono intrecciate come si faceva un tempo, quasi a voler ripercorrere l'antica festa del grano, quando i contadini portavano i mazzi di spighe sulla testa, in mano, o sui carretti.

«Per far conoscere ai ragazzi come veniva mietuto il grano li abbiamo portati sui campi e illustrato le tecniche di raccolta, dopodiché abbiamo mostrato loro come intrecciare le spighe per comporre gli addobbi per la ricorrenza», ha spiegato Vincenzo Di Salvo, componente del comitato feste.

Come arrivare alla festa

Partecipare alla festa di Sant'Anna a Pescolanciano è davvero semplice. Per chi sceglie i mezzi pubblici la stazione ferroviaria di Pescolanciano-Chiauci è a 700 metri dal centro, cioè a pochissima distanza dal cuore della festa. Se invece si preferisce l'automobile, l'uscita di riferimento è lo svincolo di Pescolanciano: da lì bastano un minuto di guida (un chilometro) per immergersi nei festeggiamenti.

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