Santa Benedetta a Monacilioni 2027 - La cassa diventava pesante sulle spalle di chi non era del paese
Fonte: santabenedettamonacilioni.it, letta il 19/09/2026.
La festa di Santa Benedetta si celebra a Monacilioni, in provincia di Campobasso, in Molise, la terza domenica di maggio, e la organizza il Comitato Festa insieme alle istituzioni. Il 4 gennaio, giorno in cui il martirologio romano la ricorda, se ne solennizza il nome. Il sabato precedente si celebrano anche i festeggiamenti in onore di Santa Rita da Cascia, con la processione per le strade del paese.
Leggera solo per i monacilionesi
Il racconto che a Monacilioni si tramanda da generazioni riguarda il peso di una cassa, e cambia a seconda di chi la porta.
Tramandata, da generazione in generazione, è anche la notizia che la Cassa contenente il Corpo di Santa Benedetta, durante il viaggio verso Monacilioni, diveniva pesante e intrasportabile sulle spalle di persone dei paesi delle località attraversate, mentre diventava leggera e facile a portarsi quando era prelevata dai cittadini di Monacilioni.
Il paese lo racconta anche in forma più netta: quando il suo corpo poggiava sulle spalle di gente di altri paesi, diveniva pesante come piombo e non si riusciva a spingerlo avanti di un sol passo, mentre ogni volta che sotto di esso c'era gente di Monacilioni diveniva leggero come una piuma.
Un corpo chiesto a Roma nel 1752
La storia di questo paese e quella della sua santa cominciano insieme, alla metà del XVIII secolo.
Monacilioni e Santa Benedetta costituiscono, ormai, due sinonimi, l'uno dell'altro. Una simbiosi che si è instaurata alla metà del XVIII secolo, quando l'arrivo della Santa apre un nuovo e radioso capitolo nella storia del piccolo centro, perché la popolazione, umile ma fedele, si vota integralmente alla sua venerazione, intrecciando le vicissitudini politiche, sociali ed economiche del paese con il culto profondo e orgoglioso per la Santa Protettrice.
Il corpo venne da una catacomba romana: fu prelevata dalle catacombe di Priscilla a Roma, per concessione Vaticana — Benedetto XIV era il Papa regnante e il Cardinale Guadagni, vicario di Sua Santità, era il custode delle reliquie dei Santi Martiri — e per interessamento dell'Arciprete don Giuseppe Giuliano, con la mediazione dell'Abate don Gennaro de Simone, natio di Sant'Elia a Pianisi e molto vicino al Cardinale Guadagni.
A prenderla andò il paese: il Popolo, che desiderava ardentemente ottenere il corpo di un Santo martire per la comune venerazione, fu accontentato di così grande splendore e partì numeroso ed entusiasta, agli inizi dell'anno, alla volta di Roma, insieme al Sacerdote don Donato Groppoli. Il viaggio di ritorno, a piedi, durò molti giorni per le soste necessarie al riposo. Nei borghi attraversati, tra la folla esultante, la Santa compì miracoli e concesse grazie.
Le spoglie sono lì da allora: le spoglie della Martire sono conservate e custodite a Monacilioni dal remotissimo 1752, e in una delle cappelle laterali della crociera è conservato il corpo di S. Benedetta, traslato da Roma nella prima metà del secolo XVIII.
Una matrona romana e il calice del sangue
Di questa santa il paese conserva anche gli oggetti che stavano nel loculo.
L'invitta eroina Santa Benedetta è ricordata nel martirologio romano al 4 gennaio. Fu una religiosa matrona romana che dedicò la sua vita a un apostolato di fede verso Cristo e di amore verso il prossimo, fino alla più atroce persecuzione dei Cristiani ispirata da Giuliano l'Apostata, quando la Santa subì il martirio in un mesto vespro del 4 gennaio, si reputa nell'anno 362 d.C.
Il loculo era sigillato e riconoscibile: il suo Corpo, con accanto il calice contenente il sangue versato, fu composto nelle catacombe di Santa Priscilla ed il loculo fu sigillato con una lastra marmorea recante la scritta «Benedicta Martyra». Sia il calice che la lastra marmorea sono conservati all'interno dell'Urna della Santa.
Terza domenica di maggio, e 4 gennaio
Le date di questa santa sono due, e a Monacilioni si celebrano tutte e due.
In paese, ogni anno, vengono celebrate le ricorrenze del 4 gennaio (religiosa: S. Messa; panegirico e processione della statua) e quella della III domenica di maggio (religiosa e civile con processione della statua). Nell'elenco ufficiale del paese la formula è questa: il patrono del Comune è San Rocco, la cui festa viene celebrata il 16 agosto; compatrona è Santa Benedetta V. e M., di cui si solennizza il nome il 4 gennaio e la terza domenica di maggio.
La ricorrenza di gennaio ha una tradizione a tavola: il 4 gennaio si commemora il martirio di Santa Benedetta, subito nell'anno 362, e per la ricorrenza vengono organizzati i conviti, pranzi fatti da famiglie con particolare devozione verso la Santa, a cui possono partecipare tutti.
La festa grande è quella di maggio: da allora Monacilioni onora Santa Benedetta con una grande festa che si celebra ogni anno nella terza domenica di maggio, e i Festeggiamenti vengono celebrati ogni anno la terza domenica di maggio e sono organizzati dal Comitato Festa, che cura sia gli aspetti civili che religiosi, in collaborazione con le istituzioni. In concomitanza con i festeggiamenti di Santa Benedetta Martire, il sabato antecedente vengono celebrati i festeggiamenti in onore di Santa Rita da Cascia, con la processione per le strade del paese.
I quadri di velluto rosso portati dalle fanciulle
Nella processione non sfila l'urna: sfila la statua, e con lei l'oro donato dai fedeli.
Per le vie del paese, durante la processione, non viene portato il Corpo Santo trasportato da Roma nel lontano 1752, ma soltanto la statua.
Le offerte diventano parte del corteo: numerosi sono anche i doni in moneta e in oro offerti durante la processione. L'oro si incornicia in quadri di velluto rosso che si possono ammirare durante la processione, portati da coppie di fanciulle, in cui sono rappresentati momenti di vita e miracoli compiuti dalla Santa. Nel registro del patrimonio immateriale la manifestazione compare proprio così: Monacilioni, 17-05-2009, Santa Benedetta: processione con i quadri votivi.
Anche la chiesa cambia aspetto: nella Chiesa, in occasione di questa festa, vengono appesi dei pannelli rossi sulle pareti laterali, simbolo del martirio subito dalla Santa. I fuochi d'artificio completano la manifestazione, insieme alla messa cantata, alla processione e alla banda.
La statua processionale è del Novecento: nel 1937, per interessamento di don Gennaro Capasso che reggeva con illuminato zelo e carità sacerdotale la Parrocchia di Monacilioni, fu benedetta la statua processionale da S.E. Mons. Agostino Mancinelli, arcivescovo di Benevento. Prima di allora si portava un frammento: veniva portata in processione la reliquia — pezzetto dell'occipite — prelevata nel 1873 da don Teobaldo Teutonico, delegato da S.E. il Cardinale di Benevento.
La Sagra della Soppressata
La parte civile della festa ha un prodotto solo, e si lavora a mano.
Per la ricorrenza vengono organizzati grandi festeggiamenti che comprendono anche la Sagra della Soppressata, che consiste nella vendita delle stesse, intere o in panini accompagnati da bibite, inizialmente regalate dai cittadini e, più recentemente, fatte preparare dal Comitato organizzatore.
Come ogni anno, in occasione della festa patronale di Santa Benedetta Martire (terza domenica di maggio), a Monacilioni in provincia di Campobasso si tiene la Sagra della Soppressata.
Il procedimento è raccontato passo per passo: si macina la carne di suino (tradizionalmente a mano), si aggiungono lardo, sale e pepe in grani e poi il tutto viene mescolato a mano con gli altri ingredienti e, dopo qualche ora di riposo, insaccato nel budello lavato e trattato con odori; le soppressate vengono appese e riscaldate dal fuoco del camino, anche per la leggera affumicatura. Servono cinque mesi per la completa stagionatura.
Agli stand c'è anche il resto: la comunità ha partecipato alla processione delle immagini votive e alle serate di festa, mentre gli stand hanno proposto la soppressata fatta a mano dai produttori locali e i formaggi di pecora e capra del territorio, in un clima di devozione e convivialità.
La miniera di Chicago, 1903
I miracoli che si raccontano qui riguardano soprattutto chi è partito.
Fra la gente di Monacilioni sono tante le testimonianze di intercessioni operate dalla Santa in vari momenti, più remoti, ma soprattutto recenti, e il primo dell'elenco è lontanissimo: quello del 1903 avvenuto in America del Nord, nei pressi di Chicago: si salvarono dal crollo della miniera, per l'intervento prodigioso di Santa Benedetta, tutti i lavoratori, tra cui numerosi cittadini emigranti monacilionesi.
Gli altri sono di paese: la guarigione di un ammalato, a letto sul punto di morte e circondato dai suoi familiari che invocano la Santa; un ragazzo che si salva dopo essere caduto dalla bicicletta, perché investito violentemente da una macchina; la guarigione del paralitico che, invocando la Santa, cammina spedito dopo essersi liberato dalle stampelle. Tuttora giungono segnalazioni dell'intervento Divino per intercessione della Protettrice.
Il legame con gli emigrati è organizzato: il Comitato ha uno stretto rapporto con l'Estero, in collaborazione con la Società Cattolica di Santa Benedetta, che opera ininterrottamente dal 1909, anno della fondazione, sulla base di uno Statuto e di un Regolamento interno riconosciuti e approvati dall'autorità ecclesiastica. E qualcuno torna apposta: ancora oggi c'è chi, per la festa della terza domenica di maggio, affronta un viaggio di 800 chilometri per venerarla.
La cappella con 320 sepolti sotto il pavimento
Dopo la demolizione della chiesa madre, la santa ha traslocato in una cappella molto più antica.
Dopo la demolizione del «grande tempio», Santa Benedetta ha ritrovato sistemazione nella Cappella di Santa Reparata, che è stata restaurata e benedetta nel 1993, con solenni festeggiamenti che videro la partecipazione di numerosi figli di Monacilioni, accorsi da ogni parte del mondo. In tale circostanza, oltre alla Ricognizione Canonica eseguita dall'Arcivescovo Mons. Di Filippo e dall'Arciprete don Domenico Leccese, fu restaurata l'Urna, che è tornata al suo antico splendore, e rinnovati completamente la veste aurea della Santa, il velo, i guanti e la corona d'oro.
La cappella è vecchissima: la Cappella, originariamente intitolata a Santa Reparata, un tempo extra moenia del Castrum Monacilionis, presumibilmente risale a epoca anteriore al XV secolo. I documenti del 1622 e le descrizioni storiche del 1701, 1703 e 1724 non menzionano l'anno di costruzione, essendo remota nel tempo, ma la descrivono strutturalmente, in ogni particolare.
Le date che si leggono sui pezzi sono precise: il quadro e gli stucchi che dominano il prospetto interno sono datati 1711, mentre sulla campana, che faceva parte del piccolo campanile della Cappella, è incisa la data del 1624, con la scritta «S. REPARATAE • MONACILEONIS • M DC XXIV». Fu benedetta dal Cardinale Orsini il 25 ottobre del 1690, e una lastra marmorea, posta sulla parete a destra, all'altezza dell'abside, ricorda la consacrazione e l'indulgenza concessa dal Cardinale Orsini, poi papa Benedetto XIII, in occasione di una sua visita pastorale nel 1707.
Il quadro ha una descrizione d'archivio: «Nostra Signora della Misericordia con Bambino in braccia con scherzo di Angioli, nel corno del Vangelo Santa Reparata e San Giovanni Battista e nel corno dell'epistola San Bartolomeo e San Francesco», «dipinto con bonissimo pennello» da certo Castellani, pittore accreditato dapprima presso la curia cardinalizia beneventana, in seguito al Vaticano. Ai lati del quadro ci sono le statue lignee di Santa Reparata e della Madonna delle Grazie, di sconosciuta memoria. Le pareti erano completamente affrescate; dopo il restauro del 1993 gli affreschi sono appena visibili all'altezza del finestrone centrale, sulla porta di accesso e sulla parete a destra nella cappellina di Santa Benedetta.
Sotto il pavimento c'è un cimitero: in Cappella vi sono due cripte, una al centro della navata con accesso dalla botola ben visibile e l'altra al di sotto della pavimentazione, in corrispondenza della cappellina, ex sagrestia, sulla fiancata sinistra dell'abside. Le cripte contengono i resti mortali di 320 persone e due sacerdoti, sepolti in diversi periodi. Molti sono i nominativi dei defunti durante la pestilenza degli anni 1656-1657, e nella seconda riposano le spoglie di don Vincenzo Ambrosiano, ultimo dei sepolti nel 1889: si narra che le sue spoglie, all'indomani del rito funebre, furono trafugate dal cimitero cittadino e trasportate furtivamente nell'attuale cripta da fedeli e credenti del luogo.
La titolare originaria della cappella ha una storia di viaggio anche lei: Santa Reparata, vergine fanciulla di Cesarea in Palestina, l'8 ottobre del 251 ha offerto il suo sangue, decapitata per la fede in Cristo. Nell'anno 800, per grazia ricevuta, il duca di Benevento riuscì a ottenere il permesso di traslare le sacre spoglie nella città sannita ma, durante il tragitto, per una serie di vicissitudini miracolistiche, il Sacro feretro fece ingresso, e vi rimase per sempre, nella città di Teano.
Quando esce l'urna
L'urna della santa lascia la cappella solo per gli anniversari, e si contano.
Nel 1852 e nel 1952 sono state celebrate solennemente le ricorrenze centenarie con processione dell'URNA della Santa. La processione dell'URNA si è ripetuta nel 1977 per il venticinquesimo anniversario del terzo centenario; nel 1993, in occasione della nuova e definitiva sistemazione; nel 2000, in agosto, per l'anno giubilare, e nel maggio 2002 per la ricorrenza del duecentocinquantesimo anniversario della venuta a Monacilioni.
Al primo centenario il paese ottenne anche un privilegio: nel 1852, in occasione del primo centenario della venuta della Santa, viene concessa la grazia dell'Indulgenza Plenaria dal Santo Padre Pio IX, per giorni 15, dalla seconda alla quarta domenica di maggio, per la durata di anni dieci.
Nel paese, del resto, la santa è più di una devozione: la venerazione per Santa Benedetta è espressione non solo di spiritualità, ma anche di appartenenza, di identità individuale e collettiva; è uno specchio nel quale ci si riconosce come persone e come comunità, e il culto della Santa assume un ruolo e un'importanza anche civile oltre che, naturalmente, religiosa.
Come arrivare alla festa
La festa di Santa Benedetta a Monacilioni si raggiunge con un viaggio non brevissimo, e vale la pena affrontarlo. Chi viaggia su rotaia scende alla stazione ferroviaria di Campolieto-Monacilioni, a 9,7 chilometri da Monacilioni, e per l'ultimo tratto serve un mezzo. Il mezzo più comodo è l'automobile: chi esce allo svincolo di Campodipietra - Ielsi ha davanti un percorso di 11 chilometri che in 12 minuti porta a destinazione.
Da vedere qui intorno
Nello stesso mese, qui intorno, si tengono anche queste.
- Santa Cristina a Sepino — gennaio
- La Faglia ad Oratino — dicembre
- Festa della Madonna Incoronata / U Scarciacappe a Santa Croce… — aprile