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Santo Stefano di Nicea a Reggio Calabria 2027 - Il primo vescovo e la colonna del miracolo

4 min di lettura · Scritto da: Rodolfo de Carvalho
Ultima edizione conosciuta
5 luglio 2026
Dove Parrocchia dedicata a Santo Stefano da Nicea nel quartiere di Archi CEP, Reggio di Calabria

Questa e' l'ultima edizione di cui abbiamo notizia: le date della prossima non sono ancora state annunciate.

Fonte: cattedralereggiocalabria.it, letta il 19/09/2026.

Santo Stefano di Nicea è il patrono secondario dell'arcidiocesi di Reggio Calabria, in Calabria, e la sua memoria cade il 5 luglio. La festa solenne, con la processione della statua del santo, si celebra nella parrocchia a lui dedicata nel quartiere di Archi CEP ed è preceduta dal Settenario. Stefano, secondo antiche tradizioni, fu lasciato a Reggio nel 61 d.C. da san Paolo come primo vescovo della città; in cattedrale si conserva la «colonna ardente o del miracolo», legata alla predicazione dell'apostolo.

Una colonna di pietra che prende fuoco

All'interno della Basilica è situata la «colonna ardente o del miracolo», che testimonia il tentativo di san Paolo di diffondere la Parola di Gesù.

San Paolo ottenne di parlare alla folla pagana fino a che fosse durata la fiamma di una lucerna posta su una colonna ma, consumatasi la fiamma, iniziò ad ardere la colonna di pietra, che con la sua luce consentì che la predicazione dell'apostolo si protraesse fino al mattino. La folla, in seguito al prodigio, si convertì al cristianesimo.

Il vescovo lasciato da Paolo nel 61

Santo Stefano di Nicea martire è stato il primo Vescovo della diocesi di Reggio Calabria, secondo antiche tradizioni, lasciatovi nell'anno 61 d.C. da san Paolo come Vescovo e capo dei cristiani reggini insieme a Suera.

Stefano era nato a Nicea, nell'odierna Turchia, nel I secolo d.C., fu notato da San Paolo, «che lo scelse come compagno di viaggio durante il suo tragitto da Cesarea di Palestina a Roma nel 61 d.C.». A Reggio «fu consacrato primo vescovo della città dallo stesso San Paolo», e da lì «la sua opera missionaria si estese anche alle zone limitrofe, contribuendo alla diffusione del cristianesimo in Calabria».

«Costeggiando, giungemmo a Reggio» (At 28,13a): questo versetto fondamentale per la storia e la nascita della Chiesa reggina e calabra è ben scolpito in un'iscrizione sulla fascia superiore del protiro della Basilica Cattedrale.

Diciassette anni, poi la decapitazione

Al termine di diciassette anni di episcopato, nell'anno 79 fu catturato dal preside Jerace; dopo vari tormenti, fu fatto decapitare nella zona a Sud della città; insieme con lui, subirono il martirio il vescovo Suera e le vergini Agnese, Perpetua e Felicita.

Il corpo di Stefano fu nottetempo raccolto dai cristiani e sepolto in un oratorio, a circa un miglio dal luogo del martirio, mentre gli altri martiri furono sepolti lì vicino.

Oggi le sue reliquie sono custodite nella Cattedrale cittadina, dove sono oggetto di grande venerazione da parte dei fedeli.

Il 5 luglio, patrono secondario

La liturgia dell'Arcidiocesi lo celebra come patrono secondario il 5 luglio, e il Martirologio Romano lo registra con una riga: «A Reggio Calabria, santo Stefano di Nicea, vescovo e martire».

Con la Bolla «Cum Rheginensis Ecclesia» del 6 marzo 1980 del Papa Giovanni Paolo II, San Paolo Apostolo è stato dichiarato Patrono Principale dell'Arcidiocesi.

Il Settenario e la processione ad Archi

Nella Parrocchia dedicata a Santo Stefano di Nicea nel quartiere di Archi CEP, guidata dal parroco don Giovanni Giordano, viene celebrata la festa solenne con la processione della statua del santo.

Il pellegrinaggio guidato da don Giovanni Giordano ha aperto il Settenario in onore di santo Stefano di Nicea, riscoprendo la storia e il mandato apostolico del primo vescovo di Reggio Calabria. Nella stessa occasione la comunità parrocchiale «prosegue il proprio percorso di preghiera in questi giorni dedicati alla manifestazione del Cristo in santo Stefano di Nicea».

Un'iscrizione del 1934

DIVO STEPHANO NICÆNO - PRIMO RHEGINORUM JULIENSIUM PONTIFICI - RHEGINI JULIENSES - ANNO MCMXXXIV - AB HOMINUM GENERE REDEMPTO, cioè «Al divino Stefano di Nicea - primo vescovo dei Reggini Juliensi - I Reggini Juliensi - Nell'anno 1934 - dal genere umano redento».

L'Arcidiocesi affonda le sue origini nella predicazione dell'apostolo Paolo a Reggio nel 61 d.C. e ha come primo Vescovo Santo Stefano di Nicea Martire, lasciato dall'apostolo stesso a proseguire la sua opera di evangelizzazione del territorio reggino. Grazie a lui e a Suera «Reggio divenne così il centro di irradiazione del Vangelo in tutta la Calabria».

Come arrivare alla festa

Partecipare alla festa di Santo Stefano di Nicea a Reggio Calabria è davvero semplice. Per chi preferisce la comodità del treno, la stazione ferroviaria di Reggio di Calabria Centrale si trova a 1,4 chilometri dal centro: si arriva nel cuore dell'evento con una breve passeggiata. Per chi si mette al volante, lo svincolo di Spirito Santo dista 2,0 chilometri, cioè 3 minuti di strada.

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