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Santa Marina a Castel Colonna 2027 - La monaca creduta uomo e la reliquia da Venezia

6 min di lettura · Scritto da: Rodolfo de Carvalho

Santa Marina è la patrona della parrocchia di Castel Colonna, borgo del Comune di Trecastelli, in provincia di Ancona, nelle Marche, e si festeggia a luglio. Le celebrazioni si tengono nella chiesa parrocchiale di San Mauro Abate, nella piazza del Castello, dove alla santa è dedicata una cappella con una statua in gesso e un reliquiario che contiene un frammento della sua pelle, donato dal Patriarcato di Venezia nel 2016. Marina, vissuta in Bitinia fra il 725 e il 750 circa, entrò da ragazza in un monastero maschile travestita da monaco e visse tutta la vita col nome di Marino.

La patrona che visse da monaco

A Castel Colonna, Santa Marina è patrona della parrocchia, e la sua storia non somiglia a nessun'altra. Santa Marina, nota anche come Marina la Monaca o Marina di Bitinia (ca. 725-750), nacque in Bitinia (attuale Turchia) da genitori cristiani.

Rimasta orfana di madre, seguì il padre Eugenio in un monastero maschile in Libano, travestendosi da monaco e assumendo il nome di Marino. Dentro quel monastero visse da uomo, e nessuno lo seppe finché fu viva.

L'accusa che non volle smentire

Il passaggio che il paese ricorda è quello dell'ingiustizia accettata. Fu ingiustamente accusata di aver reso incinta la figlia di un locandiere.

Per non rivelare il suo segreto, accettò l'espulsione senza difendersi, allevò il bambino in condizioni di povertà e, dopo anni di umili servizi fuori dal monastero, fu riammessa nella comunità. Alla sua morte, i monaci scoprirono che era una donna e riconobbero la sua santità per l'estrema umiltà e pazienza dimostrate. Da quella vicenda viene il patrocinio che ancora la definisce: è invocata contro le calunnie e per le difficoltà familiari.

Il frammento di pelle arrivato nel 2016

Il corpo della santa non è qui: le sue reliquie furono traslate a Venezia nel XIII secolo e sono venerate nella chiesa di Santa Maria Formosa. Un pezzo, però, ha fatto la strada al contrario.

Nella chiesa di San Mauro Abate le è dedicata una cappella, che ospita una statua in gesso (raffigurante la santa in abito monacale con un giglio in mano) e un reliquiario contenente un frammento di pelle della santa, donato dal Patriarcato di Venezia nel 2016 in occasione del restauro della chiesa.

Fu il momento in cui l'altare venne arricchito dalla presenza delle reliquie di Santa Marina — patrona del paese — del Beato Pio IX e di Santa Maria Goretti, trasferite nella chiesa proprio durante i lavori. La chiesa era stata riaperta il 24 aprile 2016, dopo un restauro conservativo commissionato dal parroco don Paolo Campolucci e dal vice parroco don Filippo Savini e seguito dall'architetto Tonino Sartini.

La chiesa dove si celebra

La chiesa che accoglie la festa risale al XVI secolo o al primo decennio del XVII secolo ed è stata costruita durante il dominio dei Della Rovere, quando l'antico borgo di Tomba, oggi Castel Colonna, era sotto il controllo dei duchi di Urbino. Inizialmente era dedicata al Santissimo Sacramento e probabilmente fondata dai monaci Benedettini.

La parrocchia è più antica dell'edificio: le sue origini potrebbero risalire al XIII secolo, nel XV secolo le venne riconosciuto il titolo di Priorato, ma solo a partire dal Seicento si hanno notizie documentate sulla successione dei parroci; l'attuale chiesa divenne sede parrocchiale a metà Ottocento, in seguito all'abbandono della precedente costruzione situata fuori dalle mura. Il titolare, San Mauro Abate, celebrato il 15 gennaio, appartiene alla grande tradizione benedettina.

La sua struttura interna, a tre navate, è piuttosto rara per un edificio di dimensioni così contenute, e il campanile, di pregevole e insolita fattura, potrebbe essere l'unico elemento superstite della struttura originaria. Nel 1920 don Ottaviani finanziò personalmente l'ampliamento, incorporando la sagrestia e predisponendo la costruzione delle due navate laterali; alla sua morte i lavori rimasero incompleti fino al secondo dopoguerra.

Tra le opere resta un Crocifisso ligneo pregevolmente intagliato, risalente al periodo tra il XVI e il XVII secolo, e alcuni dipinti di pregio, tra cui il quadro della Madonna della Misericordia del cagliese Gaetano Lapis. La Madonna col Bambino attribuibile allo stesso pittore, invece, oggi non è più qui: è conservata nella Pinacoteca Diocesana in piazza Garibaldi, a Senigallia. Resta in chiesa la statua della Madonna, probabilmente risalente al XVIII secolo, collocata nella navata destra prima della Cappella del Santissimo. Il presbiterio è di sobria semplicità, con l'unica decorazione dell'abside costituita dal simbolo dell'Agnello, e sopra l'ingresso principale si trova la cantoria.

Il borgo a forma di nave

Chi arriva per la festa entra in un castello con una porta sola. Castel Colonna si trova nel Comune di Trecastelli e sorge su una piccola altura a ridosso delle colline che dividono le valli dei fiumi Nevola e Cesano; ha l'aspetto di una piccola fortezza a forma di nave. Il borgo conserva intatta la struttura urbanistica medievale, con l'antico camminamento di ronda e la cinta muraria sormontata dalla Torre Malatestiana, dove nel 1975 venne ripristinata la merlatura guelfa a coda di rondine, sorretta da «beccatelli a sporto», sopra i quali si aprono le «piombatoie o caditoie».

Il borgo si chiamava Tomba di Senigallia e ha assunto la denominazione attuale nel 1921 con Regio Decreto, in omaggio a Vittoria Colonna, consorte di Carlo Malatesta e nipote di papa Martino V. Sotto l'arco dell'unica porta d'ingresso è murata la lapide con la dedica a Vittoria Colonna, con due fregi che riportano la Rosa Malatestiana a quattro petali. Sotto i piedi dei fedeli, intanto, ci sono le Grotte Malatestiane: una parte fu utilizzata per costruire il rifugio antiaereo durante la seconda guerra mondiale.

Il territorio rientra nelle «Terre di Frattula», sulla sponda destra della Valle del Cesano, terre che nel Medioevo furono cedute alle abbazie dalle famiglie nobili e gestite dai monaci di Fonte Avellana, che a loro volta le affidarono ai contadini mantenendone la direzione agronomica. Nel 2026 la Regione Marche ha riconosciuto il Comune di Trecastelli, con la municipalità di Castel Colonna, quale Borgo Storico delle Marche.

Come arrivare alla festa

La festa di Santa Marina a Castel Colonna si raggiunge con un viaggio non brevissimo, e vale la pena affrontarlo. Chi viaggia su rotaia scende alla stazione ferroviaria di Marotta Mondolfo, a 14 chilometri da qui, e per l'ultimo tratto serve un mezzo. Il mezzo più comodo è l'automobile: uscendo al casello di Senigallia aspetta un percorso di 11 chilometri che in 17 minuti porta a destinazione.

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