Festa di San Marco Papa ad Abbadia San Salvatore con il busto reliquiario del 1381 2026
Il giorno esatto cambia ogni anno e non e' ancora stato reso noto.
Fonte: italia-italy.org, letta il 21/09/2026.
La festa di San Marco Papa si tiene ad Abbadia San Salvatore, in provincia di Siena, il 19 settembre. La reliquia del santo — la sacra testa, custodita in un busto di rame dorato del 1381 — è portata in processione per le vie del paese e la giornata si chiude con la benedizione solenne e con uno spettacolo pirotecnico serale sul campo sportivo. San Marco è patrono del paese dalla metà del Novecento, quando ha sostituito San Giovanni Battista.
Il 19 settembre e l'equinozio
La data non è casuale. La festa cade in coincidenza con l'equinozio d'autunno, che rappresentava un momento importante per le comunità antiche, e in modo particolare per quelle montane: segnava la fine della vendemmia e la prossimità del raccolto delle castagne — elemento fondamentale per la nutrizione e la sopravvivenza degli abitanti del luogo — ovvero l'inizio dell'inverno.
Da qui viene anche il contenuto delle preghiere. La popolazione si rivolgeva al Santo con un antico inno in latino per chiedere protezione contro le calamità naturali e raccolti abbondanti, e lo fa da mille anni: si rivolge al Santo di cui possiede la sacra testa per avere i frutti della terra, in particolare le castagne.
Il 19 settembre stanno insieme tre cose: i riti religiosi, la festa popolare e la fiera. Il programma religioso prevede il triduo in onore del santo, la messa solenne al Monastero e la processione con la reliquia di San Marco per le vie del paese, con la benedizione solenne su Abbadia San Salvatore; poi il canto dei vespri e l'ossequio alla Reliquia. La giornata si chiude con lo spettacolo di fuochi d'artificio, che illumina a giorno il campo sportivo e l'area circostante.
Un papa durato pochi mesi
Di Marco si sa poco e si sa con precisione: è stato Papa nel 336 per pochi mesi, dal 18 gennaio al 7 ottobre di quello stesso anno. Visse agli inizi del secolo IV, in epoca costantiniana.
Come sia arrivato quassù è meno certo. Il culto, secondo don Carlo Prezzolini, potrebbe risalire addirittura alla fondazione dell'abbazia del San Salvatore, richiamando il nome di uno dei fratelli che la edificarono, Anto e Marco. Quello che è documentato è che il santo viene nominato per la prima volta nella dedicazione della nuova chiesa abbaziale del 1035; l'antichità del culto è attestata dalla presenza delle sue reliquie nella pergamena di quella consacrazione e nel Missale-breviarium amiatino, conservato nella biblioteca Casanatense di Roma, il più antico libro liturgico che ci sia giunto integro.
La testa dentro il busto d'oro
L'oggetto attorno a cui gira tutto è nel nuovo museo di arte sacra. È un busto reliquiario in rame dorato, datato 1381 e attribuito allo scultore senese Mariano d'Agnolo Romanelli, che custodisce la testa del pontefice.
Nello stesso museo si conserva una delle più antiche vesti liturgiche esistenti: la leggenda vuole che sia appartenuta al Santo, in realtà è una preziosissima seta persiana dell'VIII-IX secolo. Fra le testimonianze artistiche del Santo, Carlo Prezzolini elenca anche la casula, antico piviale del IX secolo.
Del santo restano anche due immagini. Nella cappella del Salvatore, a destra dell'altare maggiore, San Marco Papa è rappresentato con la tiara pontificia mentre indica un messale romano, sorretto da un angioletto e aperto sul Credo; e nella cappella di destra della parte superiore di San Salvatore c'è l'affresco di Francesco Nasini, dipinto nella seconda metà del Seicento. L'abbazia, del resto, è una tappa importante di pellegrinaggio su una variante della via Francigena, dove il culto dei Santi e delle reliquie ha avuto terreno fertile.
Dal mercato Sabbatino alla fiera
Accanto alla parte religiosa c'è un appuntamento laico altrettanto radicato. La fiera nasce da un permesso imperiale: l'Imperatore Guido, nell'anno 892, concesse il permesso per un mercato annuo, chiamato «Sabbatino» perché doveva tenersi il terzo sabato di settembre. Da quel mercato è venuta «la fiera», un appuntamento fisso che coincide con la festa del Patrono.
Stando ai documenti, la fiera risalirebbe alla fine dell'Ottocento o ai primi del Novecento. Oggi occupa il centro urbano con bancarelle e intrattenimenti, e resta l'altra metà della giornata del patrono.
Quando San Marco prese il posto del Battista
San Marco è stato per secoli compatrono dell'abbazia, non del paese: a metà del Novecento sostituisce San Giovanni Battista come patrono di Abbadia San Salvatore.
Come arrivare alla festa
Arrivare ad Abbadia San Salvatore per la festa chiede un po' di strada, e la strada fa parte della festa. Chi viaggia su rotaia scende alla stazione ferroviaria di Monte Amiata, a 24 chilometri da Abbadia San Salvatore, e per l'ultimo tratto serve un mezzo. Il più comodo è l'automobile: uscendo allo svincolo di San Quirico d'Orcia restano 31 chilometri, che in 36 minuti portano a destinazione.
Da vedere qui intorno
Nello stesso mese, qui intorno, si tengono anche queste.
- Bravìo delle Botti a Montepulciano — agosto
- Giostra del Saracino di Sarteano — agosto
- Palio di Siena — agosto