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Antica Fiera del Castello a Mussomeli 2026 - Cinquecento capi di bestiame ai piedi del castello
Questa e' l'ultima edizione di cui abbiamo notizia: le date della prossima non sono ancora state annunciate.
Fonte: anticafieradelcastello.it, letta il 20/09/2026.
L'Antica Fiera del Castello si tiene a Mussomeli, in provincia di Caltanissetta, tra la fine di agosto e i primi giorni di settembre, ai piedi del Castello Manfredonico. È una fiera del bestiame che porta «circa 500 capi appartenenti a diverse specie tra ovicaprini, bovini, equini e suini», e insieme un corteo storico in costumi medievali che rievoca l'arrivo in città di Federico III d'Aragona nel 1374. È mezza giornata dedicata al maniero, con tanto di sfilata in abiti storici, mentre all'esterno, ai piedi della dimora di Manfredi, la grande protagonista è l'antica fiera.
La più antica fiera del bestiame di Sicilia
È «una delle più antiche e prestigiose fiere del bestiame in Sicilia», «il più antico appuntamento del genere in Sicilia», e oggi è riconosciuta «come uno degli appuntamenti fieristici zootecnici più importanti dell'Isola».
Il programma è quello di una fiera vera: un concorso a premi per la selezione delle razze ovicaprine, seminari tecnico-scientifici, esposizioni di macchine e attrezzature agricole e la presenza di aziende agroalimentari e produttori di eccellenze locali. Arrivano allevatori e imprenditori agricoli da tutta la Sicilia.
I premi hanno i nomi delle razze: il «Premio della razza Valle del Belice, Siriana, Comisana, Barbaresca», con la «consegna targhe ricordo agli allevatori in fiera», e in contemporanea il concorso premio «Capra Siriana». Accanto ci sono l'esposizione di «animali, mezzi e attrezzature antiche» e le giornate «dedicate all'antica Fiera del bestiame e delle attrezzature agricole».
La fiera rievoca «un'epoca in cui, all'ombra delle mura della fortezza, contadini, allevatori e artigiani si incontravano per concludere affari, intrecciare relazioni e celebrare la vita di comunità». Da allora, «di generazione in generazione, la Fiera ha accompagnato lo sviluppo dell'agricoltura e della zootecnia locale, diventando un simbolo identitario».
Istituita nel 1912
«La manifestazione affonda le sue radici nel 1912, quando Don Desiderio Sorce, castaldo del principe, decise di istituire una festa dedicata alla Madonna della Catena, la cui preziosa statua in alabastro era custodita un tempo nella cappella del castello». «La festa con la relativa fiera fu istituita nel 1912 e vi partecipano allevatori provenienti da ogni parte della Sicilia»: «una storia lunga oltre un secolo».
Il re «Semplice» accolto nel 1374
Il corteo storico, invece, guarda molto più indietro: «rievoca lo storico arrivo in città di Federico III d'Aragona, detto "il Semplice", che nel 1374 fu accolto nel castello con onori regali insieme alla sua consorte Antonia del Balzo».
La sfilata è «una scenografica sfilata in costumi medievali che attraversa il centro storico, guidata da sbandieratori, tamburieri, musici e giocolieri», con personaggi che rappresentano «principi, dame, cavalieri e guitti». Il percorso è scritto strada per strada: «via Madonna di Fatima, Via Palermo, piazza Umberto, via Scalea, piazza Roma, piazza Caltanissetta, per poi proseguire fino al maniero». Per le vie ci sono anche «artisti di strada», e con loro «giullari, arcieri, cavalieri con cavalli, tamburi, danzatrici medievali».
Il Castello animato
«Il Castello Manfredonico si trasforma nel cuore pulsante dell'evento» e «si accende con il fascino del "Castello animato"», uno spettacolo che «fa rivivere l'atmosfera del medioevo tra mangiafuoco, trampolieri, dame e cavalieri, musici e danze popolari».
È lì che la rappresentazione tocca il culmine, nel vecchio maniero che «quel giorno rivive i fasti del passato», davanti ai residenti e ai turisti «che affollano lo spiazzo davanti al Castello». Chi vuole vedere l'interno può approfittare dell'«apertura serale e percorso di visita all'interno delle storiche sale».
Il 2 settembre, la Madonna delle Catene
«Il 2 settembre, giorno conclusivo, è interamente dedicato alla Madonna delle Catene, protettrice dei carcerati».
Il luogo è insolito: «nella suggestiva scuderia del castello, addobbata come una chiesa, si svolgono le funzioni religiose che richiamano pellegrini e fedeli da ogni parte dell'isola». Nel pomeriggio «sfila la processione per le strade di campagna», e la giornata culmina «con la processione serale lungo il viale del Castello». Poi si chiude «con i fuochi d'artificio e un grande falò all'interno del castello».
Focaccia col pecorino, ricotta e Vastedda
La specialità con il nome del paese è «la celebre focaccia di Mussomeli ripiena di pecorino e carne macinata».
Il resto arriva dai casari: «realizzazione e degustazione della ricotta e tuma di latte ovino», e «realizzazione e degustazione della Vastedda del Belice, presidio Slow Food». Ci sono poi il Villaggio Slow Food Sicilia, la cucina dal vivo con prodotti tipici siciliani a chilometro zero e «i formaggi realizzati secondo le ricette della tradizione».
Per il resto, la manifestazione «apre con la tradizionale fiera agricolo-artigianale, per proseguire nel pomeriggio con il corteo storico», e mette in programma «uno spazio ludico per bambini a contatto con gli animali», una mostra fotografica sulla storia della fiera, laboratori, spettacoli artistici e musica. Succede tutto «tra la fine di agosto e i primi giorni di settembre», quando Mussomeli «si trasforma in un palcoscenico a cielo aperto».
Come arrivare alla festa
La festa a Mussomeli si raggiunge con un viaggio non brevissimo, e vale la pena affrontarlo. Per chi sceglie il treno, la stazione ferroviaria più vicina è quella di Acquaviva-Casteltermini, a 10 chilometri: conviene organizzarsi per coprire l'ultimo tratto. In automobile si esce allo svincolo di Serradifalco, e il tragitto è di 29 chilometri per 33 minuti di guida.
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