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La cavalcata dei Cavalieri della Stella a Messina 2027 - L'unico ordine guidato da un principe eletto ogni anno
Questa e' l'ultima edizione di cui abbiamo notizia: le date della prossima non sono ancora state annunciate.
Fonte: rievocazionistoriche.cultura.gov.it, letta il 01/09/2026.
La Cavalcata dei Cavalieri della Stella si tiene a Messina il 6 gennaio, giorno dell'Epifania, che era la festa solenne dell'antico Ordine della Stella. Il corteo parte dalla chiesa dei Catalani e si snoda lungo le vie Garibaldi e I Settembre fino a Piazza Duomo, con una quarantina di figuranti in abiti e armature rinascimentali. Unico tra tutti gli ordini cavallereschi, quello della Stella di Messina era guidato da un Principe (anziché da un Granmaestro) eletto annualmente.
Un principe al posto del granmaestro
Gli ordini cavallereschi hanno quasi tutti la stessa architettura: un granmaestro in cima, a vita. Quello di Messina no, ed è un caso isolato.
Unico tra tutti gli ordini cavallereschi, quello della Stella di Messina era guidato da un Principe (anziché da un Granmaestro) eletto annualmente, riconoscibile nelle cerimonie per l'ampia tonaca che indossava con la grande stella decagona sul petto, affiancato da una coppia di Maestri.
E non era una carica onorifica: quel principe era capo delle forze armate messinesi e secondo solo al Viceré di Sicilia in caso di guerra del Regno.
Anche l'esistenza stessa dell'ordine era un'anomalia: la creazione d'un ordine cavalleresco è una prerogativa delle monarchie, oppure strumento d'un obbiettivo religioso, ma Messina non intraprendeva nessuna crociata e non aveva una corte monarchica; eppure, proprio come diverse repubbliche marinare nel loro periodo di maggior splendore, creò dei propri cavalieri sotto l'insegna della Stella d'Oro.
L'ordine aveva un numero chiuso e una struttura fissa: soltanto i rampolli della più scelta nobiltà messinese — o coloro che ne venivano investiti per meriti — nel numero fisso d'un centinaio potevano fare parte dell'Ordine della Stella, e ciascun cavaliere aveva diritto a un quartetto di scudieri, gli Armigeri.
Il calcolo dà la forza militare disponibile: in totale 500, ossia i 100 Cavalieri titolati e i 400 Armigeri.
L'armamento è descritto pezzo per pezzo: i Cavalieri scendevano in battaglia con spada, daga e due pistole, mentre i loro scudieri imbracciavano i moschetti e le picche.
Ma l'addestramento era doppio, e questa è l'altra particolarità: le discipline dell'Accademia andavano in due direzioni completamente differenti: quella della spada e quella della penna. Da una parte giuravano di difendere Messina e d'essere sempre pronti ad armarsi in qualunque evenienza; dall'altra erano coltissimi e s'impegnavano nelle arti, soprattutto la letteratura e in particolare la poesia, piazzandosi come intellettuali di prim'ordine.
Quanto all'abito, cambia col tempo. Le descrizioni siciliane più tarde parlano d'una cappa bianca con la stella ricamata nella sinistra del petto; lo statuto secentesco descrive invece una tunica rossa smanicata, cappello nero ad ampia falda con piume rosse e bianche. Una cosa però non manca mai: onnipresente era il collare con la stella d'oro smaltata di bianco che pendeva al centro del petto.
La cometa apparsa il giorno della fondazione
L'atto di nascita ha una data precisa — l'ordine equestre, che era anche Accademia, nasce il 7 dicembre del 1595 — e un racconto che lo accompagna: gli storici del tempo descrivono che addirittura, in concomitanza della fondazione dell'Ordine, apparve nel cielo di Messina una stella cometa.
A fondarlo fu la massima autorità cittadina: la fondazione ufficiale dell'Ordine della Stella, nel 1595, la si deve all'allora Stratigoto di Messina — cioè il garante della giustizia e della buona relazione con la monarchia siculo-ispanica — Giovanni III Ventimiglia, Marchese di Geraci e Principe di Castelbuono, e fortemente voluta dall'élite mamertina, ufficializzata dalla ratifica del re Filippo d'Asburgo.
La ragione dichiarata era militare, ma non solo: ufficialmente ciò che portò alla formazione di questo sodalizio militare fu la minaccia ottomana, che proprio poco tempo prima si era affacciata dallo Ionio facendo correre alle armi Messina, ma trattavasi chiaramente d'una manifestazione di potenza.
Qualcosa, però, c'era già prima: sicuramente esisteva un'Accademia della Stella già nel 1542, ma è difficile comprenderne la natura. E lo statuto ufficiale faceva risalire l'origine molto più indietro, nell'Ordine della Luna Crescente fondato dal re Carlo I d'Angiò nel 1268 proprio a Messina per celebrare il suo trionfo.
Sul perché di quel nome gli eruditi antichi davano tre spiegazioni: un omaggio alla Vergine Santissima dell'Epifania alla quale si recarono in pellegrinaggio i Magi d'Oriente guidati da una stella; oppure la discendenza dalla stella di Orione «progenitore di Messina, stellificato e ammesso da Tolomeo nelle tavole delle Stelle fisse»; oppure ancora l'imitazione dell'ordine militare omonimo istituito nel 1362 da Giovanni II re di Francia. Il motto era «Monstrant Regibus Astra Viam», cioè «Mostrano ai Re le Stelle la Via».
I Magi, e la stella di Orione
La stella dell'insegna non è un ornamento astratto: la Stella, come si evince dall'insegna araldica, è la Cometa dell'Epifania, seguita dai Re Magi per adorare il Cristo Bambino, pertanto essi sono indicati come protettori dell'Ordine, mentre patrona era la Vergine nella forma di Stella Maris.
Il motivo per cui proprio i Magi è spiegato con precisione: i tre sapienti che portano oro, incenso e mirra, per i Cavalieri sono dei modelli in quanto secondo la tradizione sono di origine nobile, e poi sono dei saggi che studiano le stelle, e quindi c'è quest'attenzione alla scienza e alla cultura, e poi in ogni caso vanno ad adorare il Salvatore e quindi c'è la Fede e la difesa della Fede.
Ma sotto la lettura cristiana ne corre un'altra: è assai probabile che, in maniera nemmeno troppo velata, si facesse riferimento al «Sirio d'Orione», ovvero la stella sotto la quale fu fondata Messina, che veniva identificata con la stessa Stella di Betlemme. L'Ordine gestiva anche una Nobile Accademia d'arme e lettere, che forse celava anche conoscenze esoteriche andate perdute.
Il calendario delle uscite pubbliche seguiva questo doppio filo, ed era fitto: l'Epifania (6 gennaio) in quanto festa solenne dell'Ordine, Calendimaggio (1 maggio) per le elezioni senatorie, la Madre della Lettera (3 giugno) celebrata per l'invio della Sacra Lettera della Madonna ai Messinesi, San Giacomo Apostolo (25 luglio) in quanto patrono della cavalleria, le Elezioni dell'Ordine (8 settembre), e San Domenico Soriano (15 settembre) in quanto la sua chiesa in Messina era sede dell'Ordine.
I capelli della Vergine
La festa dell'Ordine, il 6 gennaio, aveva al centro un oggetto prezioso e una reliquia: per l'occasione si portava in processione, sopra una ricchissima bara d'argento del valore di tremila scudi realizzata a spese dell'Accademia, una custodia di cristallo contenente la reliquia dei capelli della Beata Vergine.
Le altre uscite annuali erano due: una splendida mostra-cavalcata facevano i Cavalieri anche in uno dei primi diciassette giorni d'agosto, in occasione della Fiera del San Sepolcro, mentre in ottobre effettuavano «un solenne armeggiare» con giostre e tornei.
Entrare nell'Ordine costava, e le condizioni sono scritte: quando un posto si liberava, chi apparteneva a nobile parentado ed, avendo venti anni, teneva cavalli ed armi, ed atto si trovava agli esercizi di buona cavalleria, poteva a voti essere ammesso a far parte della congrega, pagando in pria la somma di onze trenta. La nobiltà andava documentata: furono ammessi in questa congregazione quei soli, le di cui famiglie provarono con autentiche scritture lunga serie di nobiltà.
Le cariche erano sei e si rinnovavano ogni anno: oltre al Principe c'erano i due Maestri dei Cavalieri, il Gonfaloniere, il Cancelliere e il Tesoriere, e la loro elezione avveniva l'8 settembre di ogni anno ed era caratterizzata da una pomposa cavalcata per la città e da un torneo. Il primo a ricoprire la carica fu lo stratigò della città, nominato il 5 ottobre 1596, con diploma reale costitutivo trasmesso dal segretario di Stato di Filippo II.
Di quelle cavalcate resta una descrizione minuziosa: precedeva l'araldo d'armi a cavallo vestito di broccato cremisi, con istrumenti di trombe e taballi: indi seguivano i Cavalieri, nobilmente e riccamente ornati su generosi destrieri, a due a due, portando in petto ognuno la stella d'oro smaltata a bianco, e nel fine … cavalcava il Principe dell'Accademia.
Il lusso, però, a un certo punto fu messo sotto controllo. Gli abiti erano sfarzosi e ricchissimi, confezionati con velluti pregiati, di diverso colore, con goletta, zagaglia, maniche di maglia, pistola, scopettina e pugnale dorato, cappello di feltro con cordone d'oro e penne bianche e rosse. Poi arrivò una riforma, nel 1620, che fissava un tetto di spesa: che li cavalieri non spendano più di onze dieci per loro vestito e cavalli, né possono vestire se non di rasetto piano senza rizzolo a basso, del colore a loro voglia.
Negli stessi decenni arrivarono anche i privilegi: nel 1614 il duca di Osuna volle al suo fianco il Principe dell'Ordine per la rivista generale alle truppe, e con un diploma datato 20 ottobre 1622 il viceré concesse ai Cavalieri la facoltà, in tempo di guerra, d'armarsi non più con «armi gentili» ma con vere armi offensive e difensive, estendendo tre giorni dopo a spada e pugnale per i loro servitori; nel 1632 un altro viceré concesse in perpetuo il titolo di «Illustrissimo», allora in uso solo ai titolati del Regno.
L'ultima marcia, all'Epifania del 1679
La fine dell'ordine coincide con la fine dell'indipendenza della città, e i Cavalieri ci stavano dentro fino in fondo.
Quando nel 1674 Messina ruppe con la Monarchia asburgica al fine d'ottenere la totale indipendenza, furono i Cavalieri Stellati promotori e comandanti.
Il conto arrivò col ritorno degli spagnoli: l'Accademia venne sciolta nel 1678, a meno di un secolo dalla sua inaugurazione, perché alcuni dei suoi componenti — anche se non tutti — promossero la rivolta antispagnola nel 1674, e quindi, al ritorno degli Asburgo, tra le istituzioni soppresse della città venne sciolto anche l'Ordine cavalleresco della Stella.
La loro storia si chiude con una sconfitta che assomiglia a una vittoria: l'ultima marcia dei Cavalieri della Stella, paladini della Repubblica, si svolse nell'Epifania 1679, e fu la loro dignitosissima resa al furente Viceré, con un onore che non poteva che destare rabbia a chi non ne possedeva altrettanto.
La cavalcata di oggi, il 6 gennaio
La rievocazione riprende proprio la principale di quelle uscite: l'associazione ha deciso di ripristinare la Cavalcata storica del 6 gennaio, che era uno degli eventi più importanti promossi dall'Ordine cavalleresco.
Il percorso segue una strada che era il collegamento fra i due poteri: il corteo si snoda lungo la storica via I Settembre, già Via Austria, che collegava il Palazzo Reale alla Cattedrale, per poi continuare verso il Monte di Pietà, uno dei pochi edifici della Messina del tardo Cinquecento che ancora si conserva. In un'altra edizione è partito dalla chiesa dei Catalani, lungo le vie Garibaldi e I Settembre, con arrivo a piazza Duomo.
A sfilare sono oltre quaranta figuranti della Compagnia Rinascimentale della Stella: nobili, dame messinesi, alabardieri, tamburini con preziosi abiti ricostruiti filologicamente, insieme a rappresentanti di altri cortei storici della provincia. I costumi sono fedeli riproduzioni di costumi cinquecenteschi, sia di armigeri, sia di nobili e di dame.
Di quei cavalieri, in città, resta anche un oggetto d'oreficeria: le tre statuine dei Magi di ottanta centimetri, in argento cesellato e sbalzato, conservate nel Museo della Cattedrale, che furono realizzate dai Cavalieri della Stella, insieme a un Bambinello.
Oggi la cavalcata ha trovato un posto fisso nel calendario cittadino: il corteo storico dell'Epifania, antica festa dei Cavalieri della Stella, è diventato un appuntamento fisso che si pone tra gli eventi a conclusione delle feste di Natale, oltreché d'inizio dell'anno nuovo.
Come arrivare alla festa
Raggiungere la cavalcata dei Cavalieri della Stella a Messina è facilissimo. Chi viaggia su rotaia trova la stazione ferroviaria di Messina Centrale a un passo dal centro, 1,2 chilometri dai luoghi della manifestazione. In automobile si esce allo svincolo di Messina Boccetta, e da lì restano 1,4 chilometri e 2 minuti.
Altre feste in zona
A poca distanza, altre feste che vale la pena conoscere.
- Passeggiata dei Giganti a Messina — agosto
- Lo Spettacolare Sbarco di Don Giovanni d'Austria a Messina — agosto
- Vara di Messina — agosto