Feste ItalianeIl magazine delle feste d'Italia

Home » Folklore e Rievocazioni

Folklore e Rievocazioni

Bastida di Sorres a Borutta 2027 - La battaglia dei Doria e il brodo che offriva il vescovo

4 min di lettura · Scritto da: Rodolfo de Carvalho
Periodo
Agosto
Dove Borutta (SS), Sardegna, Borutta

Il giorno esatto cambia ogni anno e non e' ancora stato reso noto.

Fonte: rievocazionistoriche.cultura.gov.it, letta il 20/09/2026.

La Bastida di Sorres si tiene a Borutta, in provincia di Sassari, in agosto, per tre giorni, sul colle di San Pietro di Sorres. La rievocazione racconta «la storica battaglia del 1334 tra Doria e Aragonesi», con un accampamento medievale e figuranti in armature d'epoca; accanto c'è «un'antica tradizione chiamata "Sa festa e su brou": una degustazione di brodo di pecora che rievoca l'usanza del vescovo di Sorres di offrire brodo ai suoi abitanti».

I Doria che volevano riprendersi la fortezza

Quello che si mette in scena è «il cuore del XIV secolo, quando i Doria e gli Aragonesi si affrontarono nella celebre battaglia di Sorres»: i «Doria tentarono di conquistare l'antica fortezza di Sorres, caduta in mano degli Aragonesi».

In campo la scena ha un capo preciso: «la battaglia viene fedelmente riprodotta dai figuranti che, vestiti con armature dell'epoca, inscenano lo scontro guidato da Brancaleone Doria». E si combatte col buio: la giornata culmina con la grande battaglia di Sorres in notturna: la vita del 1334 è stata riproposta «per la prima volta al calar del sole».

Tutto succede sul colle di San Pietro di Sorres, «all'ombra» dell'abbazia che dà il nome al posto.

I banditori che vanno ad annunciarla nei paesi vicini

Il venerdì viene allestito l'accampamento medievale nella pineta adiacente al Monastero di San Pietro di Sorres; e la stessa sera entrano in scena i banditori medievali, che si spostano nei paesi limitrofi per annunciare la Bastida.

Alla rievocazione prendono parte otto gruppi nazionali — fra cui Memoriae Milites, i Sagittarii Vagantes, la Corporazione Arcieri di Sanluri, il Popolo dai Mille Colori, la Gioiosa Guardia, la Compagnia dell'Ariete Rampante, i Cavalieri dell'Antica Locanda e la Sala d'Arme Le Quattro Porte — e il gruppo spagnolo Caballeros de Ulver, «per un totale di circa duecento partecipanti in abiti medievali».

«Con il gruppo spagnolo Caballeros de Ulver la Bastida diventa internazionale e allarga i confini della rievocazione ricordando le radici iberiche della battaglia».

Dalla speziale alle polveri da sparo

L'accampamento si visita «dalla speziale alla specialista in pigmenti, dalle armature alle tattiche di guerra, dalle danze alle polveri da sparo, dalla lavorazione delle pelli ai rimedi contro le malattie».

Attraverso le tende dell'accampamento si ripercorre la vita quotidiana del 1334. Intorno ci sono forgiature dal vivo, dimostrazioni di artigianato, arti e mestieri.

Nel campo e nel piazzale della chiesa si susseguono «spettacoli, danze, esibizioni di falconeria e acrobazia, dimostrazioni di artigianato e processi storici», con le ricostruzioni giudiziarie di un gruppo specializzato e «le dimostrazioni di combattimento dei Buhurt». C'è anche «l'investitura di un cavaliere all'interno della cattedrale», e in Piazza Castello la Vestizione del Cavaliere. Si chiude con «lo spettacolo di fuoco e falconeria "Animal Fire"» e con «il Carro delle Illusioni».

La processione che finiva a brodo e carne di vitella

«La festa ha rievocato l'antica liturgia durante la quale si portava in processione il Santissimo Sacramento», con stendardi e croci «attorno al piazzale della cattedrale».

Il rito, una volta, era un cammino: «anticamente la processione, accompagnata dai fedeli e preceduta da cavalieri, giungeva a Sorres, dove il parroco di Borutta celebrava la messa. Al termine della funzione si tornava in paese per consumare brodo e le carni di una vitella».

Oggi, accanto al brodo di pecora, si mangia il resto: i visitatori possono partecipare attivamente alla preparazione di piatti tipici sardi, come dolci e pasta, assaggiare il «Giòddu, la cosiddetta feta greca sarda» e la «birra artigianale del monastero»; e c'è una gara di cucina medievale curata da un istituto alberghiero.

Sa Bèrtula, e le radici del Meilogu

Una parte della manifestazione è dedicata a un oggetto: «Sa Bèrtula», la bisaccia, «simbolo della tradizione contadina e pastorale sarda», un oggetto «utilizzato nei viaggi, nel lavoro quotidiano e nelle feste». Le si dedica «un viaggio tra esposizioni, racconti popolari, modi di dire, bèrtule da festa e da campagna, immagini e testimonianze», per dare voce a «un oggetto semplice ma profondamente legato alla memoria, all'identità e alla vita quotidiana delle comunità del Meilogu».

Dal 2011 il Comune di Borutta «investe con impegno costante per raccontare le radici del Meilogu, partendo dalla storica battaglia del 1334». Le edizioni hanno raccontato «l'antica storia della diocesi di Sorres» e «i cammini religiosi e culturali legati al territorio, con uno sguardo al nuovo itinerario Borutta-Ardara-Codrongianos». Nel frattempo la Bastida «è ora menzionata tra le rievocazioni nazionali».

Chi arriva può visitare «il museo, la cattedrale, la biblioteca e la Grotta Ulàri», mentre il piazzale della cattedrale accoglie «le centinaia di famiglie in arrivo» con giochi antichi in legno, laboratori equestri e attività per l'infanzia.

Come arrivare alla festa

Raggiungere la festa a Borutta richiede un po' di viaggio, ma l'esperienza ripaga il tragitto. Per chi sceglie il treno, la stazione ferroviaria più vicina è quella di Mores - Ittireddu, a 14 chilometri: conviene organizzarsi per coprire l'ultimo tratto. In automobile si esce allo svincolo di Torralba - Thiesi, e il tragitto è di 5,1 chilometri per 9 minuti di guida.

Che altro succede in provincia di Sassari

Altre feste di agosto nella stessa zona.

Da leggere