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Le feste degli occitani delle valli piemontesi

4 min di lettura · Scritto da: Rodolfo de Carvalho

La festa più nota delle valli occitane piemontesi è la Baìo di Sampeyre, in Val Varaita, che si celebra ogni cinque anni a carnevale. Accanto a lei il calendario occitano conta le Baìe annuali delle altre valli, il Natale con il «Cantar la stella» e la Festa della Ghironda.

Il nome viene dall'occitano baìo, che significa abbadia.

La Baìo di Sampeyre

È descritta come una delle celebrazioni tradizionali più complesse dell'arco alpino, e ha cadenza quinquennale.

Il termine baìo significa abbadia, non però in senso religioso, ma nel senso di associazione popolare di tipo militare, molto diffusa nei secoli passati in queste valli.

La festa ricorda la rivolta popolare che, attorno al 975-980, avrebbe cacciato i saraceni dalle vallate piemontesi.

La struttura è quadripartita: la Baìo si compone di quattro cortei, uno per il capoluogo di Sampeyre e uno per ciascuna delle tre frazioni — Rore, Calchesio e Villar.

A sfilare sono ammessi solamente gli uomini di ogni borgata, che indossano complessi costumi realizzati dalle donne e interpretano anche i ruoli femminili.

Nel corteo compaiono gli Sposi, i Vecchi, i Turchi e gli Alum, guidati dagli Abà.

Lungo il percorso vengono poste barriere formate da tronchi di legno, poi distrutte a colpi d'ascia.

Alla radice c'è una festa antica legata a riti di rinascita e fertilità, sulla quale nel corso dei secoli si è sovrapposto il ricordo della cacciata dei saraceni.

Le altre Baìe delle valli

A Sampeyre e Bellino la Baía ha conservato il proprio valore profano originario; in Val Varaita, a Bellino, è detta Bèo.

Altrove ha cadenza annuale e date fisse, quasi tutte estive.

Il Natale occitano

A Sampeyre, in Val Varaita, il Natale occitano è soprattutto il «Cantar la stella»: percorrere le strade del paese con una stella natalizia, cantando nenie tipiche per scambiarsi gli auguri.

È una tradizione molto sentita, di cui bambini e ragazzi sono grandi protagonisti, insieme ai sarvanot, gli omini selvatici del folclore alpino occitano.

I sunadur suonano fisarmoniche, organetti e altri strumenti della tradizione.

I canti natalizi occitani si chiamano Nouvè e risalgono all'incirca al XVI secolo.

I tredici dolci della Vigilia

La cena della Vigilia ha una regola aritmetica: i tredici dolci richiamano Cristo e i dodici apostoli.

Vanno serviti tutti insieme, e ogni invitato deve assaggiarli tutti per portare fortuna.

Fra questi:

Ventiquattro danze, tutte più antiche del valzer

In Val Varaita si contano almeno 24 danze tradizionali diverse, tutte precedenti l'arrivo del valzer, della polka e della mazurka.

La bandiera e l'inno

Nelle valli occitane italiane numerosi comuni organizzano una cerimonia per la posa della bandiera occitana, durante la quale un testo viene letto in occitano e in italiano.

La canzone «Se Chanto» è considerata l'inno occitano.

La Festa della Ghironda

Dal 1982 si tiene ogni anno a Pragelato la Festa della Ghironda, interamente dedicata allo strumento omonimo.

Il calendario della Valle Grana

In Valle Grana le tradizioni occitane rivivono attraverso feste e manifestazioni sia religiose che laiche, comprese la musica e il teatro.

Molte festività nascono dalla tradizione religiosa legata ai santi patroni delle varie comunità e si svolgono da giugno fino a fine settembre.

Altre sono legate a riti della cultura contadina, per favorire la prosperità della stagione agricola.

Le date fisse della valle sono quattro.

Domande frequenti

Che cos'è la Baìo di Sampeyre?

Una festa di carnevale a cadenza quinquennale in Val Varaita. Ricorda la rivolta popolare che attorno al 975-980 avrebbe cacciato i saraceni, e vi sfilano solo uomini, in costumi cuciti dalle donne.

Ogni quanto si celebra la Baìo?

A Sampeyre ogni cinque anni. In altre valli la Baía è annuale: a Castelmagno il 19 agosto, a Canosio la prima domenica di agosto, a Limone Piemonte l'ultima domenica di agosto.

Come si festeggia il Natale nelle valli occitane?

Con il «Cantar la stella»: si percorrono le strade del paese portando una stella natalizia e cantando nenie di auguri. Alla Vigilia si servono i tredici dolci, che richiamano Cristo e i dodici apostoli.

Qual è l'inno degli occitani?

La canzone «Se Chanto», considerata l'inno occitano. Viene cantata anche nelle cerimonie per la posa della bandiera occitana.

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