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Folklore e Rievocazioni

La Contesa di Sant'Eliano a Benevento 2027 - Le gare che decidono chi custodisce le reliquie per un anno

6 min di lettura · Scritto da: Rodolfo de Carvalho
Quando
dal 19 al 20 ottobre 2026
Dove Teatro Romano, Benevento

Fonte: ntr24.tv, letta il 20/09/2026.

La Contesa di Sant'Eliano si tiene a giugno a Benevento: le quattro Fare della città si sfidano in gare di destrezza, forza, abilità e coraggio, e quella che vince custodisce per un anno le reliquie di Sant'Eliano, portate in corteo dall'Arco di Traiano fino a Piazza Castello. La rievocazione ricorda il 763, l'anno in cui le reliquie del martire arrivarono a Benevento per volere del duca Arechi II. Organizza l'Associazione Culturale Benevento Longobarda.

Non una coppa, ma un santo

Quello che passa di mano ogni anno è una cassa di reliquie: traslate a Benevento, le reliquie furono contese dalle Fare cittadine, ognuna delle quali voleva godere del privilegio della loro custodia, che avrebbe garantito prosperità e benessere.

La soluzione trovata allora è la stessa che si applica oggi: al fine di regolare la Contesa, secondo la tradizione, le Fare devono sfidarsi in gare di destrezza, forza, abilità e coraggio.

E il premio è esattamente quello di allora: la Fara che avrà ottenuto il maggior numero di vittorie godrà del privilegio di custodire le reliquie del santo per un anno, fino alla prossima contesa.

In un'edizione, al ritmo del flauto e dei tamburi da guerra, le reliquie di Sant'Eliano sono state portate in processione dalla fara del Diacono, vincitrice dell'ultima contesa.

Un gastaldo mandato a Costantinopoli

Nell'anno del Signore 763, su ordine di Arechi II Duca di Benevento, il prode gastaldo Gualtari si recò a Costantinopoli, dove ricevette dalle mani dell'imperatore dei romani le Sacre Reliquie di Sant'Eliano, uno dei Santi Quaranta Martiri di Sebaste.

Il viaggio non era solo religioso: il gastaldo era stato inviato dal duca Arechi II a Costantinopoli per compiere una missione diplomatica. Il santo, per parte sua, veniva da molto lontano: era il martire di Sebaste, nell'attuale Armenia.

Chi ordinò quella missione è il personaggio attorno a cui ruota tutta la manifestazione: Arechi II, ultimo Duca e primo Principe longobardo di Benevento, a cui si deve la fondazione del complesso di Santa Sofia, facente parte del sito seriale Unesco «Italia Langobardorum». E i longobardi non furono di passaggio: governarono la città e gran parte del Sud Italia dal 570/71 fino al 1077.

Cinque pali, e i punti

I nomi delle gare sono questi: il palio dei servanti, cioè la gara di tiro alla fune; il palio dei Cavalieri, con gare di destrezza a cavallo; il palio degli Arimanni, torneo d'arme con spade e scudo; e poi i pali degli arcieri e dei balestrieri.

Il regolamento assegna i punti gara per gara: il Torneo di Tiro con l'Arco darà 5 punti alla prima Fara classificata, 2 punti alla seconda e 1 punto alla terza; lo stesso vale per il tiro alla fune. Il Torneo di Kubb darà 3 punti alla prima Fara classificata e 1 punto alla seconda, mentre il Torneo d'Arme con Spada e Scudo darà 3 punti a ogni campione vincitore di ogni singolo duello, per un totale di 6 duelli, ovvero 3 duelli per ogni Fara.

La gara che pesa di più è quella con l'arma più comune fra i longobardi: il Torneo d'Arma con la Lancia, che era l'arma più diffusa nell'esercito longobardo, e al quale parteciperanno due campioni per ogni Fara, fornirà 8 punti al campione primo classificato, 5 punti al secondo e 2 punti al terzo.

La prova a cavallo è quella più vistosa: i nobili Cavalieri, uno per ogni Fara concorrente, si affrontano in tre prove a difficoltà crescente quali la Corsa all'Anello, il Lancio del Giavellotto, la Corsa al Velluto, e i cavalieri devono correre per raccogliere i sette anelli disseminati lungo il percorso recintato, che parte dal Campanile di Santa Sofia e arriva a Piazza Castello.

Lo scontro conclusivo è fra i guerrieri liberi: la prova finale tra le Fare vede combattere i più nobili degli Arimanni, armati di corazza lamellare, elmo, spada e scudo, che si affrontano in duelli spettacolari ma senza spargimento di sangue.

Armi rifatte sui corredi funerari

L'Associazione ha curato la ricostruzione di corredi funerari longobardi e di armi e vestiario proveniente da iconografie: ha ricostruito gli scramasax, lo scudo, le spade, le lance e le asce presenti nel corredo esposto al Museo del Sannio di Benevento, corazze lamellari sui modelli Niederstotzingen e Nocera Umbra, elmi, lance e scudi da iconografie legate alla produzione di exultet pasquali.

Attorno al campo di gara ci sono i banchi che spiegano il resto della vita di allora: banchi didattici di archeologia sperimentale, attraverso i quali i visitatori possono approfondire le proprie conoscenze riguardo agli aspetti di vita quotidiana della società longobarda, e ancora scrittura beneventana, giochi storici con campo di kubb, tessitura, tintura, filatura della lana. I gruppi storici mostrano i vari aspetti della vita quotidiana, civile e militare dei longobardi, dall'abbigliamento all'armamento, dalla scrittura alla medicina.

Il duello giudiziario, e il processo

Fra gli spettacoli didattici ce ne sono due che riguardano il diritto longobardo: il primo è la cerimonia dello Scramasahs, il secondo è il duello giudiziario.

E c'è una scena di tribunale che non lascia spazio agli appelli: in Piazza Castello si darà vita ad un processo in stile longobardo e le condanne verranno eseguite tempestivamente.

Gli incontri di divulgazione completano il quadro: la Cartografia nel Medioevo, la Scrittura Beneventana, le armi dei longobardi, oltre alla presentazione di un volume sul Ducato longobardo di Benevento. Un contastorie racconta al pubblico le vicende che nel 763 portarono qui le reliquie di Sant'Eliano, e nei giardini della Rocca si tengono danze medievali e rinascimentali.

Il corteo, e i luoghi della città

La manifestazione comincia con la traslazione delle reliquie: il corteo parte dall'Arco di Traiano, attraversa il Corso Garibaldi, sosta in Piazza Santa Sofia e si conclude in Piazza Castello.

A sfilare sono oltre cento figuranti: musici, guerrieri, dame e reali aprono il corteo, al quale partecipano le quattro Fare della città. Le reliquie hanno una scorta d'onore: il sacro scrigno è stato scortato dalla guardia personale del duca Arechi II e della sua consorte Adelperga, e gli armigeri hanno scortato le reliquie lungo tutto il tragitto fino alla chiesa di Santa Sofia. Dopo la sosta sul sagrato della chiesa patrimonio dell'Unesco, il corteo è approdato sul campo della contesa.

La rievocazione si tiene a giugno e ha cambiato più volte sede: per anni si è svolta lontano dalla città — una volta nel Castello dell'Ettore nel Borgo di Apice Vecchio — e poi è tornata a casa, all'interno dell'Area Archeologica del Teatro Romano di Benevento, in collaborazione con la Direzione Regionale dei Musei della Campania.

Organizza l'Associazione Culturale Benevento Longobarda, che si dedica alla riscoperta e valorizzazione della civiltà materiale dei longobardi beneventani, con il sostegno del Fondo nazionale per la rievocazione storica del Ministero della Cultura.

Come arrivare alla festa

Partecipare alla Contesa di Sant'Eliano a Benevento è davvero semplice. Chi viaggia su rotaia trova la stazione ferroviaria di Benevento Appia a un passo dal centro, un chilometro dai luoghi della manifestazione. In automobile si esce allo svincolo di Benevento Libertà, e da lì restano 1,8 chilometri e 3 minuti.

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