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Folklore e Rievocazioni

Alla Corte di Federico II ad Apricena 2026 - Il Palio assegnato con un torneo di scacchi

5 min di lettura · Scritto da: Rodolfo de Carvalho
Ultima edizione conosciuta
dall'11 agosto al 6 settembre 2026
Dove Castel Fiorentino, il centro storico Codacchio e altri luoghi simbolici di Torremaggiore, Apricena

Questa e' l'ultima edizione di cui abbiamo notizia: le date della prossima non sono ancora state annunciate.

Fonte: civico93.it, letta il 20/09/2026.

«Alla Corte di Federico II» si tiene in ottobre ad Apricena, in provincia di Foggia, dura una settimana e chiude la lunga stagione estiva del comune dell'Alto Tavoliere. L'assegnazione del Palio al Rione vincitore è decretata attraverso un Torneo di Scacchi, e a giocarselo sono le tre contrade della città. La chiusura delle manifestazioni è lo spettacolare incendio del Castello.

Tre contrade e una partita di scacchi viventi

A giocarsela sono le tre contrade ricche di storia della Città di Apricena: Contrada Tratturo Imperatore, Contrada San Giovanni in Piano e Contrada Castel Pagano, che si sfidano in giochi e tornei medievali.

In Piazza Federico II si tengono sia il torneo di scacchi sia la partita di scacchi viventi, con le pedine in carne e ossa. Il torneo che assegna il Palio è realizzato in collaborazione con l'Amministrazione Comunale, l'Istituto Federico II, l'Associazione Dilettantistica Scacchi di Foggia, l'A.S.D. Cerignola Scacchi e il Circolo Cacciatori Apricena.

Il castello che brucia alla fine

A chiusura delle manifestazioni si tiene lo spettacolare incendio del Castello.

In un'edizione l'ordine delle cose è andato dall'accampamento medievale al volo del falco, dal Corteo per le vie cittadine all'incendio del Castello. Il corteo storico federiciano passa per le vie del centro, mentre le altre attività si tengono in diversi luoghi simbolici della città, tra cui il Palazzo della Cultura e Piazza Federico II.

Il cinghiale che, si dice, ha dato il nome al paese

La tradizione vuole che Federico II frequentasse queste zone per praticare la caccia, poiché ricche di boschi e selvaggina. In una faticosa partita di caccia uccise un grosso cinghiale, e alla sera il cinghiale venne preparato per la cena — apri cena — e da questo episodio avrebbe preso il nome il paese.

L'episodio è ricordato dallo stemma comunale: un cinghiale trafitto da una freccia; e un'antica lapide inserita nella Torre dell'orologio riportava coena dat et aper nomen tibi Apricoena, una frase che la tradizione vuole dettata dallo stesso Federico.

Al di là dell'aneddoto, la tradizione testimonia comunque la frequentazione del luogo da parte di Federico II.

Tredici volte in città, e il mercato del mercoledì

È attestata la venuta di Federico II in questa città per ben tredici volte, e tutte le volte i soggiorni sono stati talmente lunghi da giustificare la ristrutturazione e, per quanto possibile, l'ampliamento del preesistente castello, quello che oggi chiamiamo Palazzo Baronale o Torrione, adattandolo alle esigenze di ospitalità.

Federico II rese Apricena parte del proprio demanio, svincolandola peraltro da ogni tipo di servitù, e nel 1222 riconobbe ai cittadini di Apricena e del suo territorio l'esercizio degli Usi Civici nei territori di Sannicandro, Castelpagano e Civitate. Con lo stesso atto veniva riconosciuto alla città il diritto di tenere mercato il mercoledì di ogni settimana, con il relativo sgravio di ogni tassazione. Il periodo di maggior splendore della cittadina fu proprio quello svevo.

Ad Apricena venne preparata l'alleanza tra Federico II e i ghibellini della famiglia degli Ezzellino da Vicenza e, con ogni probabilità, qui si cominciò a discutere delle nozze tra Selvaggia di Svevia, figlia di Federico II, e Romano degli Ezzellino.

I saraceni del castello e la colonia di Lucera

Nel castello che fece edificare, Federico sistemò un certo numero di suoi Saraceni per meglio controllare il territorio. A Castelpagano si verificarono incursioni musulmane con la formazione di piccoli insediamenti islamici in tutto il Medioevo: prima con piccoli contingenti nell'VIII e IX secolo, che battevano il Gargano, poi anche nel periodo svevo, con la deportazione di un piccolo contingente islamico dalla Sicilia, sempre a opera di Federico II.

Erano un manipolo di musulmani voluti dall'imperatore, paralleli e funzionali alla colonia di Lucera: Federico riconosceva ai suoi pretoriani musulmani un controllo strategico delle aree collinari in Capitanata.

Una settimana per tenere insieme la città

La manifestazione — il nome completo è «Le giornate Medioevali alla Corte di Federico II» — è promossa dall'Associazione Culturale «Apricena Medievale» in collaborazione con l'Amministrazione Comunale. Lo scopo è dichiarato doppio: non solo la celebrazione della venuta di Federico II, ma anche rafforzare il senso di comunità della città e di centralità della cultura autoctona, rievocando il passato con autenticità storica.

Per i bambini ci sono laboratori di lettura e pratico-artistici dedicati alla scoperta del Medioevo e della figura di Federico II. Da fuori arrivano gruppi storici e associazioni, fra cui Puer Apuliae Lucera, il Gruppo Florentinum di Torremaggiore, Millennio e il Gruppo Storico Polifunzionale di Altamura.

L'associazione di casa, il resto dell'anno, si pone come scopo la riscoperta, il ripristino, il mantenimento, la valorizzazione e la diffusione degli aspetti culturali, sociali, gastronomici e spettacolari legati al passato della città, e la diffusione della cultura, della musica, dei costumi e dell'arte medioevale cittadina.

Come arrivare alla festa

Arrivare ad Apricena per la festa non è complicato. Per chi sceglie i mezzi pubblici la stazione ferroviaria di Apricena Città è a 1,2 chilometri dal centro, cioè a pochissima distanza dal cuore della festa. Se invece si preferisce l'automobile, l'uscita di riferimento è lo svincolo di Apricena: da lì bastano 11 minuti di guida (9,0 chilometri) per immergersi nei festeggiamenti.

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