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Folklore e Rievocazioni

Corteggio Storico a Prato 2026 - La Cintola mostrata dal pulpito di Donatello

7 min di lettura · Scritto da: Rodolfo de Carvalho
Ultima edizione conosciuta
8 settembre 2026
Dove Piazza del Duomo, Prato

Questa e' l'ultima edizione di cui abbiamo notizia: le date della prossima non sono ancora state annunciate.

Fonte: festivalinitalia.it, letta il 20/09/2026.

Il Corteggio Storico si svolge l'8 settembre di ogni anno nel centro storico di Prato, e in città lo chiamano Madonna della Fiera. Il suo apice è la solenne ostensione della reliquia della Sacra Cintola dal pulpito di Donatello del Duomo di Prato: durante l'anno la Cintola viene mostrata cinque volte, ma l'8 settembre, festa della Natività di Maria, è quella solenne. Da oltre otto secoli a Prato si celebra questo giorno, e la fiera che gli dava il nome durava tre giorni.

L'8 settembre, che a Prato si chiama Madonna della Fiera

La festa ha un nome ufficiale e uno che usano tutti, e il secondo dice più del primo. Il Corteggio storico, o Madonna della Fiera, è una manifestazione della tradizione popolare laico-religiosa che si svolge l'8 settembre di ogni anno nel centro storico di Prato, il cui apice è la solenne ostensione della reliquia della Sacra Cintola dal pulpito di Donatello del Duomo di Prato.

Non è una ricorrenza recente. Da oltre otto secoli a Prato si celebra l'8 settembre, giorno della natività della Madonna, e da secoli quel giorno è meglio conosciuto in città come Madonna della Fiera. La reliquia, del resto, si mostra più volte l'anno ma non sempre allo stesso modo: durante l'anno la Sacra Cintola viene esposta al pubblico cinque volte — Natale, Pasqua, il 1º maggio, il 15 agosto e l'8 settembre — e la più solenne è quella dell'8 settembre, in concomitanza con il suggestivo Corteggio Storico.

C'è anche una sovrapposizione che spiazza chi non è di Prato: questa giornata coincide con la festa del patrono cittadino, Santo Stefano, che in realtà dovrebbe essere festeggiato il 26 dicembre, ma che in forma solenne viene celebrato proprio l'8 settembre.

Una cintura di lana verde, e il mercante che la portò qui

L'oggetto attorno a cui gira tutto è piccolo e antichissimo. Vi si conserva la Sacra Cintola, cioè la cintura che, secondo antiche tradizioni, fu donata a San Tommaso dalla Vergine durante l'Assunzione, e giunse a Prato nel XII secolo: «una sottile striscia di finissima lana di capra, di colore verde, ricamata con fili d'oro».

Il viaggio è una catena di consegne. Al momento della Sua assunzione, la Vergine Maria l'avrebbe consegnata a San Tommaso il quale, a sua volta, l'avrebbe affidata a un sacerdote, iniziando quel passaggio di consegne che la condusse, infine, a Prato attraverso il mercante Michele Dagonari. Sull'anno dell'arrivo la tradizione la vuole in città dal 1141, mentre un documento la dà donata alla pieve nel 1172.

Quella reliquia non è mai stata solo una faccenda religiosa. Dalla seconda metà del XIII secolo divenne il fulcro della vita religiosa di Prato e anche la ragione delle rivendicazioni di indipendenza politica dalle vicine Firenze e Pistoia; nei primi secoli era in custodia ai canonici della pieve, ma la sua importanza fece sì che una sommossa popolare, guidata dal Comune, la sottraesse ai religiosi: fu così istituita l'Opera della Cintola, che amministrava le rendite legate ai lasciti e alle donazioni e i cui responsabili erano scelti anticamente dal Comune stesso.

Il pulpito costruito perché la folla non ci stava

L'architettura del Duomo porta ancora i segni di quanta gente venisse a vedere la Cintola. Gli spettatori erano così numerosi che venne realizzato il pulpito esterno del Duomo per poter mostrare la reliquia a quanti più fedeli possibile, e per lo stesso motivo gli edifici che si trovavano davanti alla facciata vennero demoliti, per creare una nuova, larghissima piazza capace di ospitare la folla.

La decisione è documentata e ha una data. Nel 1329 era stato decretato che un pulpito fosse costruito per le ostensioni pubbliche — quello attuale venne eretto un secolo dopo, da Donatello e Michelozzo, fra il 1428 e il 1438 — e l'anno seguente si definirono le cerimonie da tenersi in queste occasioni. Del pulpito precedente restano i rilievi in marmo bianco del senese Niccolò del Mercia, con l'Assunta che dà la cintola a San Tommaso e la Dormitio Virginis.

Anche il gesto dell'ostensione ha una spiegazione pratica: la tradizione di mostrare per tre volte la reliquia, entrando e uscendo dalle porte del pulpito di Donatello, deriva dall'uso di mostrare più volte la reliquia ai fedeli raccolti dentro e fuori della chiesa, affacciandosi rispettivamente all'esterno e all'interno dell'antico pulpito precedente, che si trovava sulla facciata laterale in prossimità del campanile. E il contatto con la reliquia era regolato per legge: gli statuti del 1297 vietavano di avvicinarsi a meno di tre braccia dal prelato che portava la Sacra Cintola durante l'ostensione, e stabilivano la presenza delle massime magistrature cittadine all'estrazione della reliquia dall'altare e alla sua ostensione, dimostrando in questo modo l'inscindibilità dell'aspetto civile e religioso.

Cinquecento figuranti, e le chiarine suonate dal pulpito

Il corteo di oggi ha un ordine di marcia preciso. Il corteggio storico viene aperto dagli Armati di Città e dal Corpo dei Valletti Comunali, dopo i quali sfilano oltre cinquecento figuranti provenienti da tutta Italia che, con i loro costumi d'epoca e i loro intrattenimenti, attraversano le vie del centro di Prato fino ad arrivare in piazza Duomo.

Il raduno avviene in piazza del Comune, con il Gonfalone, i Valletti comunali, le autorità, le rappresentanze delle città gemellate e amiche e i gruppi storici; i Valletti del Comune di Prato suonano le chiarine dal pulpito di Donatello del Duomo. Ad aprire il corteo c'è anche un tratto della bandiera della pace, la più grande del mondo: una tela lunga un chilometro e larga tredici metri, realizzata originariamente a Prato nel 2003 dal circolo «I Risorti» per essere srotolata sulla Calvana in occasione della manifestazione contro la guerra in Iraq.

Poi la scena si sposta sul sagrato e dentro la cattedrale. Il Vescovo Diocesano e un rappresentante del Comune di Prato, con il clero officiante e i testimoni, dopo aver assistito al corteggio dal sagrato del Duomo, entrano in cattedrale per l'ostensione della Sacra Cintola: il momento religioso più solenne della giornata. La giornata comprende anche il Solenne Pontificale nella Cattedrale di Santo Stefano e la tradizionale cerimonia sul sagrato per la consegna dei Ceri del Comune alla Cappella della Sacra Cintola; dal pulpito posto sulla facciata principale la reliquia viene mostrata dal Vescovo accompagnato dal Sindaco.

La fiera di piazza Mercatale, e i carcerati liberati

Il nome «Madonna della Fiera» viene da un mercato, e il mercato ha un luogo. Piazza Mercatale, fin dal 1100, al tempo un'indefinita distesa erbosa libera da costruzioni, era dedicata al mercato quindicinale e alla «Fiera di Santa Maria» che si svolgeva per tre giorni a settembre in concomitanza con la mostra della reliquia mariana.

Come si allestiva quella fiera è raccontato nei dettagli. In questa occasione il Comune predisponeva un padiglione ampio e ricco di panneggiamenti, sormontato da un'asta alla quale era applicato il simbolo della città: un milite armato a cavallo e i gigli d'oro; e veniva anche edificata una «trabocca», una sorta di baracca di legno che serviva per riparare dal sole o dalla pioggia il saggiatore delle monete e gli ufficiali addetti al buon andamento della fiera. Musici e artisti arrivavano a Prato da tutta la Toscana, e in onore della Vergine venivano liberati in questa occasione alcuni carcerati.

Il cerimoniale cominciava il giorno prima ed era lungo: fin dalla vigilia, dopo il vespro, si muoveva verso la cattedrale una grande processione formata dal clero, i suonatori dei Comuni, le corporazioni artigiane, il gonfaloniere, il Podestà e altri magistrati, a cui si aggiunsero col tempo tre baldacchini con reliquie di Santo Stefano, Sant'Anna e del legno della Croce; il Camarlingo del Comune portava un'offerta sull'altare della Sacra Cintola, mentre le Corporazioni delle Arti, i sindaci dei quartieri e le ville del contado facevano donazioni in denaro e cera — già dal XIV secolo era stabilito che quartieri, corporazioni artigianali, villaggi del contado e maggiori cariche cittadine dovessero fare oblazioni in denaro e sotto forma di grossi ceri. L'ostensione, poi, fu per molti anni ripetuta sino a tre volte lo stesso giorno e talvolta anche il giorno dopo, per accontentare i numerosi fedeli. Nel XVI secolo libri e documenti ne parlavano come di una delle più importanti manifestazioni della Toscana.

Come arrivare alla festa

Partecipare al Corteggio Storico a Prato è davvero semplice. Per chi sceglie i mezzi pubblici la stazione ferroviaria di Prato Centrale è a 1,3 chilometri dal centro, cioè a pochissima distanza dal cuore della festa. Se invece si preferisce l'automobile, l'uscita di riferimento è il casello di Prato Est: da lì bastano 7 minuti di guida (4,8 chilometri) per immergersi nei festeggiamenti.

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