Home » Folklore e Rievocazioni
Corteo Storico rievocativo Città di Tramonti 2027 - Rievocazione della fedeltà alla Casa Reale d'Aragona
Il giorno esatto cambia ogni anno e non e' ancora stato reso noto.
Fonte: rievocazionistoriche.cultura.gov.it, letta il 20/09/2026.
Il Corteo Storico rievocativo Città di Tramonti si tiene a Tramonti, in provincia di Salerno, in luglio, su tre giornate: un convegno, il Palio fra le frazioni e il corteo in abiti d'epoca, che rievoca la fedeltà dei tramontani a re Ferrante d'Aragona. Sulla parete della chiesa parrocchiale di San Giovanni Battista, a Polvica, c'è una lapide che si può leggere ancora oggi, e dice così: «A Dio Ottimo Massimo. Qui i Nobili Uomini di Tramonti, come re Ferdinando li dichiarò e decorò, si radunano e siedono per gli affari della patria. Anno Domini 1461». Ogni anno, al termine del corteo, quella lapide viene scoperta e il privilegio che la motiva viene letto in pubblico.
Tre giorni: un convegno, un palio, un corteo
La manifestazione si distribuisce su tre giornate. Il primo giorno c'è un convegno, il secondo il Palio, il terzo il Corteo.
Il convegno viene organizzato ogni anno in un luogo diverso fra le tredici frazioni, possibilmente nelle chiese o nei locali parrocchiali, e vi partecipano professori e studiosi dell'Università degli Studi di Salerno o della Federico II di Napoli, con cui si concordano il tema e i dibattiti; il tema ricorrente è «Ferrante e il suo tempo». Ci sono anche presentazioni di libri.
Il corteo
Il corteo parte dal Convento di San Francesco e arriva alla chiesa parrocchiale di Polvica, sfilando lungo un percorso che ruota intorno all'antica sede del Sedile del Popolo di Tramonti, dove un tempo aveva la residenza la municipalità tramontana. Vi sfilano i figuranti dei tredici casali, insieme a cavalieri, dame, cortigiani e popolani, che seguono l'ingresso scenografico del re.
Lungo il percorso sono previste alcune tappe — fra cui una sotto il palazzo comunale — dove vengono rappresentate scene rinascimentali, letti editti, o fatte dimostrazioni di combattimenti e di antichi mestieri. Fra questi ci sono l'intrecciatura del foraggio, antica tecnica di conservazione per il consumo degli animali durante l'inverno, e la realizzazione di ceste fatte con rami di castagno, per la raccolta della frutta e in particolar modo delle castagne.
Prima dell'arrivo in piazza il corteo sosta davanti al Municipio, il Re saluta il pubblico e procede all'investitura dei cavalieri; poi, davanti alla chiesa, c'è lo scoprimento della lapide commemorativa e la lettura, da parte del banditore, del Privilegium con cui Re Ferrante proclamò i tramontani «Nobiles Viri». Il sabato si tengono la presentazione del corteo, l'investitura e una rappresentazione teatrale; la domenica sfila il corteo in abiti d'epoca.
Il 7 luglio 1460, e cinquecento uomini che arrivano dai monti
Il fatto rievocato comincia con una guerra di successione: per la conquista del Regno di Napoli, preteso dagli Angioini e dagli Aragonesi, si svolse un'accanita lotta, che divise le città del Regno.
Tramonti apparteneva al Ducato di Amalfi, affidato a Raimondo Orsini, marito di Eleonora d'Aragona, che ebbe molto a cuore quella terra: ne rinforzò le difese, edificò la torre di Chiunzi e il castello di Santa Maria la Nova, detto di «Particelle». Alla sua morte, nel 1459, Eleonora divenne reggente del Ducato, e amava risiedere spesso a Tramonti, proprio nel castello di Particelle.
Fu la sua presa di posizione filo angioina a spaccare il territorio. Amalfi, Atrani, Scala, Agerola, Conca e la fortezza di Cesarano di Tramonti si schierarono con la duchessa; Maiori, Ravello e Tramonti rimasero fedeli al re Ferrante — con la sola eccezione, appunto, della fortezza di Cesarano.
I due schieramenti si affrontarono nella piana di Sarno il 7 luglio 1460. L'armata aragonese, grazie all'effetto sorpresa, ottenne un momentaneo successo; ma mentre le milizie si davano al saccheggio dell'accampamento nemico, un contrattacco angioino inflisse una sonora sconfitta all'esercito di Ferrante, che si trovò a un passo dalla cattura. L'avversario era Giovanni d'Angiò.
All'improvviso e inaspettatamente, un'armata di 500 militi cavesi — fra i quali probabilmente anche dei Tramontani — al comando dei fratelli Giosuè e Marino Longo, irruppe dai monti di Foce di Sarno, rompendo l'accerchiamento del campo aragonese. Ferrante poté così sfuggire alla cattura e riparare verso i monti Lattari e, come vuole la tradizione, presso la fedele terra di Tramonti, dove la popolazione lo aiutò a trovare rifugio nelle case dei cittadini; da lì tornò indenne a Napoli.
La regina Isabella di Chiaramonte, consorte di Ferrante e nipote del principe di Taranto, riuscì a ricostruire una nuova armata, e nella battaglia di Troja, il 18 agosto 1462, Ferrante sconfisse definitivamente l'avversario angioino, grazie anche all'aiuto di Giorgio Castriota Skanderbeg, condottiero albanese.
Che cosa ottenne Tramonti
Il re volle gratificare i Tramontani che gli avevano salvato la vita, e lo fece in tre modi. Dichiarò la popolazione «Uomini Nobili», in latino «Nobiles Viri»; stabilì che nel Sedile del Popolo di Napoli il sindaco di Tramonti dovesse avere la prima voce nell'elezione dell'Eletto del Popolo napoletano; e concesse il Privilegium, un documento d'immunità per i mercati del Regno, valido sia sulla terraferma sia sul mare, alla pari della città di Cava de' Tirreni.
Grazie al privilegio la popolazione ascese a un'elevata posizione sociale, formando un'agiata borghesia sia terriera sia artigianale, in modo tale da potersi fregiare e assumere titoli nobiliari e onorifici. E l'immunità permise a molte famiglie di lasciare Tramonti portando la propria arte in altre parti del Regno: l'arte della lana, quella della bambagia, del bottaio — altrove indicata come arte del legno — delle ceste e delle sporte, dello speziale e del ceraiolo, e il notariato.
La lapide che ricorda tutto questo porta la data del 1461, ma fu murata molto dopo: nel Settecento i Tramontani applicarono una lapide commemorativa sulla parete della parrocchiale chiesa di San Giovanni Battista di Polvica.
Il gonfalone, e gli stemmi che sono un'invenzione dichiarata
Il premio del Palio è un gonfalone con al centro lo stemma del Comune, circondato dagli stemmi delle frazioni che compongono l'Università di Tramonti, e la frazione vincitrice lo ospita per tutto l'anno.
Non possedendo elementi certi di quelle raffigurazioni, chi ha ideato la manifestazione ha usato i simboli iconografici dei santi protettori delle frazioni, il loro nome parlante o specifiche caratteristiche locali; le raffigurazioni araldiche delle frazioni, si legge, «sono un prodotto nuovo», e richiamano il nome della frazione attraverso il culto dei santi, i monumenti storici o l'etimologia.
La gara che assegna il gonfalone è il tiro alla fune, fra squadre formate dalle frazioni: si basa su tre tiri consecutivi a eliminazione diretta, e si aggiudica il Palio la squadra che riesce a eliminare tutte le altre. L'associazione che organizza ha redatto un regolamento e realizzato i corpetti per ciascuna squadra.
C'è infine un giuramento. All'inizio delle celebrazioni il Palio viene portato nella chiesa di una frazione, dove si tiene il convegno, e lì viene benedetto: contemporaneamente e solennemente, i capitani delle squadre giurano di conservare e custodire il Palio con tutti gli onori, pena la squalifica della loro frazione dalle successive edizioni. Poi il gonfalone resta per un anno in una sede idonea — un circolo, una sede associativa o parrocchiale — e viene riconsegnato al Comitato promotore all'inizio della celebrazione successiva.
Come arrivare alla festa
Arrivare a Tramonti per il Corteo Storico rievocativo Città chiede un po' di strada, e la strada fa parte della festa. Chi viaggia su rotaia scende alla stazione ferroviaria di Pagani, a 19 chilometri da Tramonti, e per l'ultimo tratto serve un mezzo. Il mezzo più comodo è l'automobile: chi esce al casello di Angri sud - Sant'Egidio del Monte Albino ha davanti un percorso di 17 chilometri che in 27 minuti porta a destinazione.
Altre feste in provincia di Salerno
A luglio, nei paesi vicini, ci sono anche queste feste.
- A Chiena a Campagna — agosto
- Historiae Volceianae a Buccino — agosto
- Rievocazione Storica della Congiura dei Baroni a Teggiano — agosto