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Che cos'era la mezzadria e quando è finita
La mezzadria era il contratto con cui proprietario e contadino dividevano a metà prodotti e utili di un podere. Durò dal Medioevo al Novecento: nel 1964 fu vietato stipularne di nuovi, nel 1982 i contratti esistenti furono convertiti in affitto.
È il contratto che sta dietro alla festa di san Martino.
Come funzionava
Il patto era fra due figure: il concedente, cioè il proprietario, e il mezzadro.
Il concedente assegnava al colono un podere già dotato di abitazione. Il mezzadro lo coltivava con il contributo di tutta la famiglia, partecipava alle spese di gestione e riceveva la metà dei prodotti e degli utili.
Il contratto durava un anno, rinnovabile, e il mezzadro era il capo di una famiglia colonica. Fu la forma più compiuta di impegno globale della famiglia contadina: non lavorava un uomo, lavorava un nucleo intero.
La parola
Mezzadro viene dal latino medietarius, e significa alla lettera «colui che divide a metà».
Le tappe
La mezzadria non nasce in un giorno: si stratifica per secoli.
- IX secolo — in Italia risale a questo periodo il primo contratto accertato.
- X secolo — è attestata in Toscana; le prime forme si moltiplicano attorno all'anno Mille.
- XII secolo — diventa largamente prevalente nella Pianura Padana e nell'area tosco-umbro-marchigiana.
- XIII-XV secolo — è la fase in cui il sistema si struttura, nell'Italia comunale in piena espansione urbana; dopo la crisi del Trecento la conduzione indiretta della terra prende stabilmente questa forma, e nel XIV secolo la crescita è rapida.
- 1865 — il Codice Civile unitario fissa i principi su mezzadria, colonia e masseria, ribadendo la divisione in parti uguali dei prodotti e il tacito rinnovo annuale.
- 1933 — la Carta della Mezzadria la regolamenta in modo definitivo.
Perché nacque
In Europa la mezzadria si diffonde dal Basso Medioevo, sospinta da tre cambiamenti che vanno insieme: l'abolizione della servitù della gleba, l'erosione dell'economia curtense e la crescita delle città.
In Italia ha una funzione precisa: nasce come strumento di controllo delle città sulle campagne e come modo per assicurare ai proprietari urbani rendite regolari.
Dove
Il nucleo più compatto stava fra Toscana, Marche ed Emilia-Romagna, con una diffusione ampia dal Veneto all'Umbria.
Altrove, nelle zone collinari delle altre regioni centrosettentrionali, restò minoritaria.
Il Settecento toscano
Che il sistema fosse fragile lo dicono i numeri della regione dove era più radicato: a metà Settecento l'80% dei poderi toscani non garantiva la sussistenza alla famiglia che li lavorava.
Nel 1785 arrivarono le riforme del granduca Pietro Leopoldo.
Come è finita
La decadenza comincia nel dopoguerra, e le ragioni sono sociali prima che giuridiche: industrializzazione, emigrazione, disgregazione della famiglia patriarcale che quel contratto richiedeva.
I numeri del Bolognese mostrano la curva: la superficie a mezzadria passa dal 43% al 34% dopo la guerra, e scende al 13,8% nel 1970.
Poi arrivano le due leggi.
- Legge 756 del 15 settembre 1964 — vieta di stipulare nuovi contratti di mezzadria.
- Legge 203 del 3 maggio 1982 — impone la conversione dei contratti esistenti in affitto, riconducendo i fondi rustici alla disciplina dell'affitto.
Nel 1990 la conduzione mezzadrile era praticamente estinta, e la figura del mezzadro era scomparsa.
Domande frequenti
Che cos'era la mezzadria?
Un contratto agrario in cui proprietario e coltivatore dividevano normalmente a metà prodotti e utili del podere. Il proprietario forniva la terra e la casa, il mezzadro il lavoro di tutta la famiglia.
Da quando esiste?
Il primo contratto accertato in Italia risale al IX secolo, in Toscana è attestata dal X, e nel XII era prevalente in Pianura Padana e nell'area tosco-umbro-marchigiana. Come sistema si struttura fra XIII e XV secolo.
Quando è finita?
Nel 1964 la legge 756 vietò nuovi contratti; nel 1982 la legge 203 trasformò quelli esistenti in affitto. Nel 1990 la mezzadria era praticamente estinta.
Perché il mezzadro si chiama così?
Dal latino medietarius, «colui che divide a metà», perché a metà si dividevano i prodotti del podere.