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San Martino · Storia e origini

Che cos'era la mezzadria e quando è finita

3 min di lettura · Scritto da: Rodolfo de Carvalho

La mezzadria era il contratto con cui proprietario e contadino dividevano a metà prodotti e utili di un podere. Durò dal Medioevo al Novecento: nel 1964 fu vietato stipularne di nuovi, nel 1982 i contratti esistenti furono convertiti in affitto.

È il contratto che sta dietro alla festa di san Martino.

Come funzionava

Il patto era fra due figure: il concedente, cioè il proprietario, e il mezzadro.

Il concedente assegnava al colono un podere già dotato di abitazione. Il mezzadro lo coltivava con il contributo di tutta la famiglia, partecipava alle spese di gestione e riceveva la metà dei prodotti e degli utili.

Il contratto durava un anno, rinnovabile, e il mezzadro era il capo di una famiglia colonica. Fu la forma più compiuta di impegno globale della famiglia contadina: non lavorava un uomo, lavorava un nucleo intero.

La parola

Mezzadro viene dal latino medietarius, e significa alla lettera «colui che divide a metà».

Le tappe

La mezzadria non nasce in un giorno: si stratifica per secoli.

Perché nacque

In Europa la mezzadria si diffonde dal Basso Medioevo, sospinta da tre cambiamenti che vanno insieme: l'abolizione della servitù della gleba, l'erosione dell'economia curtense e la crescita delle città.

In Italia ha una funzione precisa: nasce come strumento di controllo delle città sulle campagne e come modo per assicurare ai proprietari urbani rendite regolari.

Dove

Il nucleo più compatto stava fra Toscana, Marche ed Emilia-Romagna, con una diffusione ampia dal Veneto all'Umbria.

Altrove, nelle zone collinari delle altre regioni centrosettentrionali, restò minoritaria.

Il Settecento toscano

Che il sistema fosse fragile lo dicono i numeri della regione dove era più radicato: a metà Settecento l'80% dei poderi toscani non garantiva la sussistenza alla famiglia che li lavorava.

Nel 1785 arrivarono le riforme del granduca Pietro Leopoldo.

Come è finita

La decadenza comincia nel dopoguerra, e le ragioni sono sociali prima che giuridiche: industrializzazione, emigrazione, disgregazione della famiglia patriarcale che quel contratto richiedeva.

I numeri del Bolognese mostrano la curva: la superficie a mezzadria passa dal 43% al 34% dopo la guerra, e scende al 13,8% nel 1970.

Poi arrivano le due leggi.

Nel 1990 la conduzione mezzadrile era praticamente estinta, e la figura del mezzadro era scomparsa.

Domande frequenti

Che cos'era la mezzadria?

Un contratto agrario in cui proprietario e coltivatore dividevano normalmente a metà prodotti e utili del podere. Il proprietario forniva la terra e la casa, il mezzadro il lavoro di tutta la famiglia.

Da quando esiste?

Il primo contratto accertato in Italia risale al IX secolo, in Toscana è attestata dal X, e nel XII era prevalente in Pianura Padana e nell'area tosco-umbro-marchigiana. Come sistema si struttura fra XIII e XV secolo.

Quando è finita?

Nel 1964 la legge 756 vietò nuovi contratti; nel 1982 la legge 203 trasformò quelli esistenti in affitto. Nel 1990 la mezzadria era praticamente estinta.

Perché il mezzadro si chiama così?

Dal latino medietarius, «colui che divide a metà», perché a metà si dividevano i prodotti del podere.

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