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Festa del Battimento ad Aidone 2027 - Il torneo storico in costume tra cavalieri cristiani e saraceni
Questa e' l'ultima edizione di cui abbiamo notizia: le date della prossima non sono ancora state annunciate.
Fonte: rievocazionistoriche.cultura.gov.it, letta il 20/09/2026.
La Festa del Battimento si tiene ad Aidone, in provincia di Enna, in Sicilia, l'8 e il 9 agosto, nei giorni che precedono la festa di San Lorenzo, patrono del paese. Un drappello di cavalieri cristiani e uno di cavalieri saraceni, in costumi d'epoca, si scontrano in due separati assalti, e alla fine muovono insieme in un unico corteo alla volta di Aidone per prendere parte alla processione della Madonna delle Grazie. La festa si celebrava ogni dieci anni fino al 1890 ed è stata ripristinata con ricorrenza annuale dal 2005.
I lombardi di Aidone e i saraceni
In dialetto la festa si chiama U batt'mìnt', il battimento. È uno spettacolo folklorico in costumi d'epoca, e quello che mette in scena è una battaglia simulata tra cristiani e saraceni.
I fratelli Altavilla, che guidarono la conquista, condussero a ripopolare il paese i lombardi che avevano contribuito all'impresa, durante la conquista della Sicilia e la cacciata degli arabi. A quella sorta di colonizzazione si fa risalire l'origine del dialetto aidonese. La contessa Adelasia diede impulso allo sviluppo del paese con la costruzione di diversi mulini sul fiume Gornalunga e con la fondazione, nel 1134, del monastero benedettino di Santa Maria Lo Plano.
L'episodio che il torneo rievoca appartiene all'epoca della conquista normanna. Al combattimento tra cavalieri cristiani e saraceni avrebbero partecipato due contingenti lombardi dell'esercito di Ruggero d'Altavilla, e lo scontro si sarebbe svolto nei pressi del cosiddetto Passo dei Giudei, l'attuale contrada Ciappino, sulla strada che conduce a Piazza Armerina, a circa due chilometri dal paese.
Il torneo in campo chiuso
Nei giorni immediatamente precedenti la festa di San Lorenzo, l'8 e il 9 agosto, la rievocazione si tiene per intero. Un drappello di cavalieri cristiani parte dalla città, un drappello di cavalieri saraceni arriva dalla parte opposta, e i due si scontrano in due separati assalti.
Il primo assalto ha esito incerto. Dopo il primo assalto i cavalieri cristiani si ritirano nelle tende a pregare e digiunare, mentre i saraceni gozzovigliano. Nel secondo assalto i saraceni vengono nettamente sconfitti e presi prigionieri.
Il torneo si conclude con una pacificazione generale, e cristiani e saraceni muovono insieme in un unico corteo alla volta di Aidone, per prendere parte alla processione della Madonna delle Grazie.
Dieci anni fra una festa e l'altra
La tradizione risaliva al XVII secolo e la festa si celebrava ogni dieci anni: se ne ha testimonianza fino al 1890, e a quell'anno la ricorrenza decennale si interrompe.
Giuseppe Pitrè lo descrisse nelle sue Feste Patronali in Sicilia del 1900: «Lo dicono 'u battimentu», scrive, ed è una specie di torneo in costume e a cavallo, nel quale in campo chiuso vengono combattendosi due fazioni nemiche dette di lombardi e di saraceni. I lombardi sono gli Aidonesi, che cercano di respingere i Musulmani infedeli. Paesani e non paesani, di Piazza, di Valguarnera, riconoscono un trionfo nazionale e religioso in questo simulacro di battaglia, che si chiude con l'affratellamento delle parti nemiche.
Il ritorno è del luglio del 2005, con il primo corteo storico, e da allora la ricorrenza è annuale. A proporlo ogni anno è l'associazione Contessa Adelasia, ex FIDAPA sezione di Aidone, che ha ricostruito la «festa grande» celebrata ogni dieci anni in onore della Madonna delle Grazie fino all'interruzione del 1890. Il corteo storico è composto dalla Contessa Adelasia Drengot Altavilla e dalla sua corte, con costumi arabi, normanni e turchi rigorosamente fedeli alla prima metà del XII secolo, e attraversa le antiche vie cittadine accompagnato da sbandieratori, mangiafuoco, trampolieri, armigeri turchi e normanni che rievocano il duello e la sancita pace.
L'invito alla festa si legge ancora in lingua antica. «Audite… Audite… gentili madonne et amabili messeri, donzelle gratiose et garzoni valenti», comincia il bando rivolto a chi abita le campagne circonvicine di Aidone: la festività solenne del glorioso santo patrono San Lorenzo e l'immenso amore per la Santissima Vergine Maria invitano a ridestare da lo seculare oblio le antique costumanze et cerimonie, quelle che fino al 1890 tutto il popolo celebrava con ardore grandissimo, presenti anche i cavalieri e le madonne delle castella vicine. Sfileranno per le strade della città i colorati pennoni e drappi, al suono di trombe, piffari e tamburi, per accompagnare i campioni più valorosi della schiatta normanna e i cavalieri turchi; e al seguito del combattimento già avvenuto al passo dei giudei, si contenderanno la vittoria il più valoroso guerriero normanno e quello turco.
San Lorenzo, patrono per voto
Sul motivo per cui San Lorenzo è diventato patrono di Aidone, per volere della famiglia Gioieni, esistono due versioni.
Secondo una, Giantommaso Gioieni introdusse nel 1531 la venerazione per il santo martire in ringraziamento per la salvezza del figlio Lorenzo dalla pestilenza, e ne fece il santo patrono della città al posto di san Leone. Secondo l'altra, Isabella Gioieni, nella seconda metà del Seicento, sposata a Marco Antonio Colonna al quale aveva portato in dote il feudo di Aidone, non riusciva ad avere figli: promise in voto al santo di farlo diventare patrono del paese se le avesse dato un figlio; la grazia fu concessa, e quando nacque il figlio Lorenzo mantenne la promessa.
Della devozione al santo restano le testimonianze conservate nel Museo Parrocchiale della chiesa omonima: una tela secentesca che rappresenta il suo cruento martirio, una pergamena del Cinquecento che attesta la veridicità della reliquia custodita in un braccio d'argento, e altri oggetti del culto tradizionale.
La notte delle stelle cadenti
La festa cade nel periodo più fecondo per una società contadina qual era quella aidonese, al tempo del raccolto, quando finalmente ci si poteva permettere di fare festa. Oggi è dedicata anche agli emigrati, e coincide con le tradizionali manifestazioni estive del paese: tornei, esibizioni musicali e bandistiche.
Il 10 agosto è il giorno del patrono. Si svolgono la solenne Celebrazione Eucaristica e la processione del simulacro di San Lorenzo per le vie del centro storico, e la giornata si chiude con lo spettacolo pirotecnico. I fuochi d'artificio, i più attesi dell'estate aidonese, iniziano a mezzanotte del 10, in coincidenza con la pioggia di stelle.
Come arrivare alla festa
Arrivare ad Aidone per la Festa del Battimento chiede un po' di strada, e la strada fa parte della festa. Chi viaggia su rotaia scende alla stazione ferroviaria di Dittaino, a 30 chilometri da Aidone, e per l'ultimo tratto serve un mezzo. Il mezzo più comodo è l'automobile: chi esce allo svincolo di Agira ha davanti un percorso di 27 chilometri che in 31 minuti porta a destinazione.
Feste vicine, in altri paesi
Qui intorno, nello stesso periodo, si festeggia anche cosi'.
- Palio dei Normanni a Piazza Armerina — agosto
- Corteo Storico Carlo V a Nicosia — ottobre
- Corteo di Federico II ad Enna — maggio