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Festa di Li Tri Re a Canicattì 2027 - I Magi a cavallo dal 1870 e l'angelo con la spada sguainata
Fonte: vivasicilia.com, letta il 20/09/2026. L'anno e' dedotto e va confermato.
La Festa di Li Tri Re si celebra a Canicattì, in provincia di Agrigento, ogni 6 gennaio. Al mattino gli zampognari girano per il quartiere Borgalino, e nel pomeriggio i tre Magi a cavallo partono da tre chiese diverse e convergono in Piazza Roma, fino alla grotta della Natività. La rappresentazione nacque nel 1870.
Un maniscalco tornato dal militare, nel 1870
Le sue origini risalgono al 1870, quando Luigi Antinoro, maniscalco del posto, tornò dal servizio militare con l'idea di rappresentare l'adorazione dei Magi.
Non la mise in piedi da solo. Insieme agli amici Nunzio Lo Brutto, Giuseppe Tardino e ai fratelli Russo, e con la guida del sacerdote Gaspare De Caro per la parte di teatro sacro, diede vita a una rappresentazione che ha attraversato oltre un secolo e mezzo di storia. Tornando dal militare «portò con sé un'immagine dell'adorazione dei magi», e per fare una festa di «grido» formò un comitato presso il convento Santo Spirito.
Il quartiere in cui è nata è ancora il suo. La festa è nata nel 1870 nel quartiere Borgalino, e oggi è organizzata dall'Associazione Li Tri Re: uno degli appuntamenti identitari più forti del calendario cittadino, capace di richiamare nel Borgalino canicattinesi e visitatori da tutta la zona.
Le ciaramedde girano dal mattino
Il 6 gennaio, a Canicattì, comincia con un suono che gira per le strade prima che si veda qualsiasi cosa. Fin dal mattino le vie del Borgalino si riempiono del suono delle ciaramedde e degli zampognari, che girano per la città raccogliendo le offerte.
È il quartiere della festa a dare la sveglia a tutti gli altri: al mattino il Quartiere Borgalino è il primo a svegliarsi con il suono soave delle cornamuse (ciaramedde) che attraversano il paese.
La rappresentazione vera e propria, invece, si vede solo dopo pranzo: la giornata si apre al mattino con il giro degli zampognari e culmina nel pomeriggio con il corteo storico e il presepe vivente.
Tre chiese di partenza, una piazza di incontro
I Magi non partono insieme: si mettono in strada da tre punti diversi della città e si trovano per via. In sella ai loro cavalli Li Tri Re partono dalle chiese di San Francesco, Santa Lucia e San Domenico, anticipati da zampognari (ciaramiddrara), scudieri e soldati in foggia orientale, che convergono tutti in Piazza Roma.
È questo il momento centrale della giornata. Melchiorre, Baldassarre e Gaspare attraversano la città in sella ai loro cavalli, preceduti da zampognari, scudieri e soldati in foggia orientale, vestiti con preziosi abiti orientali.
Il percorso tocca i luoghi che la città riconosce: dalla Villa Comunale alle piazze del centro, fino alla scena della Natività allestita accanto alla chiesa di Santo Spirito, edificata nel 1782, nello storico quartiere Borgalino e in Piazza Roma, cuore antico della cittadina.
La reggia di Erode su un palco
Fra la partenza e la grotta c'è una tappa che nel racconto evangelico è la più pericolosa, e qui viene costruita in legno. I Magi, che vanno diretti alla grotta di Betlemme, passano dalla fittizia reggia di Erode ricostruita su un palco in Piazza IV Novembre, poi tornano in Piazza Roma, dove svetta la Stella Cometa che segnala la presenza del Presepe, posto nel sagrato della Chiesa Spirito Santo.
All'arrivo si mette in scena l'adorazione. Li Tri Re si prostrano innanzi alla figura di Gesù Bambino, offrendo i loro doni: oro, incenso e mirra, simboli di regalità, divinità e passione.
L'angelo con la spada sguainata, e la fuga in Egitto
La festa non finisce con i doni: continua con la parte cupa del racconto, e ha un personaggio che a Canicattì è diventato il più riconoscibile. Nel ritorno compare il personaggio dell'Angelo alato dalla spada sguainata che li mette in guardia da Erode, per poi recarsi da Giuseppe e riferire sulla strage degli innocenti.
Il racconto prosegue con la fuga: l'apparizione dell'angelo con la spada insanguinata che consiglia a Maria e Giuseppe di fuggire in Egitto perché Erode cerca il bambino per ucciderlo.
E la fuga si recita davvero, per le stesse strade. Segue la rievocazione drammatizzata della Fuga in Egitto con Giuseppe e Maria sull'asino con il Bambinello in braccio, l'accompagnamento musicale delle zampogne e l'allegro squillo delle campane.
È il punto in cui questa Epifania si allontana dal testo: la tradizione ha fornito «una narrazione alternativa rispetto al Nuovo Testamento», tenendo insieme in una sola giornata l'adorazione, l'avvertimento e la fuga.
Come arrivare alla festa
Farsi avvolgere dalle atmosfere della Festa di Li Tri Re, a Canicattì, è alla portata di tutti. Chi viaggia su rotaia trova la stazione ferroviaria di Canicattì a un passo dal centro, un chilometro dai luoghi della manifestazione. In automobile si esce allo svincolo di Canicattì, e da lì restano 5,0 chilometri e 10 minuti.
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