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Festa Bella ad Arquata del Tronto 2027 - Rievocazione della battaglia di Lepanto
Questa e' l'ultima edizione di cui abbiamo notizia: le date della prossima non sono ancora state annunciate.
Fonte: arquatadeltronto.com, letta il 20/09/2026.
La Festa Bella è la rievocazione storica che si svolge ogni tre anni, per tutto il mese di agosto, a Spelonga, frazione di Arquata del Tronto, in provincia di Ascoli Piceno, e celebra la vittoria sui turchi nella Battaglia di Lepanto del 7 ottobre 1571. Un centinaio di uomini trascina a braccia, per quindici chilometri di montagna e per tre giorni, un abete di venticinque-trenta metri, che viene poi issato in piazza come albero maestro di una nave e circondato dalla sagoma di una galea fatta di rami. In cima svetta la copia di una bandiera turca, l'originale della quale è custodito nella frazione.
Una bandiera turca in chiesa
Nella Chiesa di Sant'Agata, a Spelonga, è custodita una bandiera da combattimento con stemma musulmano, che un'attendibile tradizione popolare vuole strappata da un manipolo di coraggiosi spelongani a una nave turca durante la battaglia di Lepanto, nel 1571.
Il trofeo è un drappo rosso su cui campeggiano, gialle, tre mezzelune e una stella a otto punte.
Su chi la portò a casa la tradizione è precisa: «La tradizione vuole che un eroe spelongano di nome Carlo Toscano, strappata la bandiera, la riportò sino a Spelonga, addirittura ancora macchiata di sangue.»
La provenienza vera, del resto, è ancora una questione aperta: si attende di conoscerla dagli studi in corso, in particolare da ricerche presso gli archivi vaticani.
Dopo il terremoto la bandiera ha cambiato casa due volte: è stata custodita per tre anni nella sede vescovile di Ascoli, poi riportata nella struttura polivalente della frazione in occasione della festa.
Perché c'erano proprio loro, a Lepanto
Il 7 ottobre 1571, nel golfo di Lepanto — oggi golfo di Nafpaktos, di fronte alla Grecia — si combatté la più importante battaglia della storia della marineria a remi, quella che viene definita l'ultima crociata, la tredicesima per esattezza. La flotta cristiana era stata messa insieme da papa san Pio V; quella turca era guidata da Mohamed Ali.
Contò moltissimo, e non solo militarmente: fu la prima grande vittoria di una flotta cristiana occidentale contro l'Impero Ottomano, e quindi ebbe anche un'importanza psicologica, dato che fino a quel momento i Turchi avevano vinto tutte le otto principali battaglie precedenti contro i cristiani. Vi morirono circa 40.000 soldati, con una media calcolata da uno storico statunitense di «oltre 150 musulmani e cristiani uccisi ogni minuto».
Gli uomini di montagna erano maestri d'ascia, e parteciparono sia alla fornitura del legname per la costruzione delle navi sia alla battaglia stessa, come soldati volontari. Uno storico locale lo spiega in modo più diretto: «I spelongani erano i galeotti, cioè i rematori delle galee veneziane. Il problema del tempo era armare le navi a remi di equipaggio, per questo si spingevano verso gli appennini, alla ricerca delle forti braccia dei boscaioli.»
Quanti fossero lo dice un documento: nella Biblioteca Vaticana esiste un carteggio che quantifica i reclutamenti in questo settore, e per Spelonga si parla di 148 soldati.
La vittoria fu attribuita alla particolare intercessione della Madonna, venerata con la recita del Santo Rosario — cosa che diede luogo presumibilmente all'istituzione, nel 1638 a Spelonga, della Confraternita del Santissimo Rosario.
Ogni tre anni, per tutto agosto
La Festa Bella si svolge a cadenza triennale, e dura tutto il mese di agosto. Ruota intorno a un rito solo, il taglio dell'albero.
All'inizio dell'estate un gruppo di esperti boscaioli si reca nel Bosco del Farneto, sui Monti della Laga — fino a qualche anno fa ci si spingeva nel ben più lontano Bosco di Maltese — per scegliere l'abete più alto, quello che diventerà l'albero maestro della nave: 25-30 metri di lunghezza e diverse decine di quintali di peso.
Poi l'albero viene abbattuto, ripulito di tutti i rami, squadrato alla base e preparato per il viaggio.
Il suono delle campane, a mezzogiorno, chiama a raccolta l'intera popolazione in piazza: le donne offrono cibo e vivande agli uomini che staranno in montagna per tre giorni, tutti si abbracciano e si salutano. Nei primi giorni di agosto è un centinaio di uomini di tutte le età a lasciare il paese.
Di palmo in palmo con i ginocchi
Tutti i presenti, guidati da un caposquadra, si dispongono a coppie lungo i due lati del fusto; ogni coppia fissa in profondità, sulla linea dorsale del tronco, un elemento metallico detto «lu crucche», inserito in un anello di ferro dove si infila una corda molto corta, a sua volta legata a un paletto di legno, «la stanghetta», posto trasversalmente all'asse dell'albero. Il gancio, in origine, serviva a permettere il traino agli animali da soma; per la Festa Bella sono solo gli uomini a curare il trasporto.
Le coppie stanno a circa 50 centimetri l'una dall'altra, e l'azione contemporanea delle sole braccia di tutti gli uomini sulle stanghette, ritmata dal grido di «oh forza!» del caposquadra, fa sì che l'albero avanzi. Il percorso è di 15 chilometri, secondo un rituale codificato.
Una cronaca d'epoca lo racconta così:
> «Giovani ed adulti si avviano per gli impervi luoghi e con inauditi sacrifici cominciano a muovere il grosso tronco. I muscoli si tendono, i piedi si piantano con vigorosa tenacia; ad intervalli regolarissimi nel profondo silenzio di ogni voce risuona il grido di "A forza!" del caposquadra. In certi punti è impossibile procedere con modi usuali. Sono pendii, sono paurosi scoscendimenti in cui è necessario aggrapparsi all'arida erba e andare avanti di palmo in palmo con i ginocchi: un momento di disattenzione potrebbe costituire qualche serio pericolo. Dopo tre giorni di faticoso lavoro si arriva in vista delle prime case; momento di emozioni profonde. Tutti coloro che sono rimasti nel paese corrono incontro esultanti portando cibo e bevande e acclamando i valorosi così come fecero, circa 428 anni fa, gli antenati al ritorno dei superstiti da Lepanto…»
Dopo tre giorni, sempre a mezzogiorno e col suono a distesa delle campane, l'albero entra trionfalmente a Spelonga.
L'alzata, e la galea di rami
Sempre a braccia, con il solo ausilio di funi con funzione di tiranti e di scale poste a sostegno e spinta, l'albero viene issato al centro della piazza con la cosiddetta «alzata». In cima si issa la copia della bandiera turca.
Intorno all'albero maestro viene poi allestita, con legno e rami di abete, la sagoma di una galea — un'antica imbarcazione da guerra — che ricorderà lo storico evento fino alla prima domenica di ottobre. Tutto il paese, nel frattempo, si addobba con decorazioni fatte principalmente di rami di abete, e di settimana in settimana si vede la composizione crescere.
Il canto a braccio
Alzato l'albero e allestita la galea, comincia il resto: celebrazioni eucaristiche, rievocazioni, incontri culturali, rassegne e mostre, degustazioni, spettacoli, la gara podistica, il palio dei rioni, serate musicali e culinarie, sagre ed escursioni.
Ci sono poi le esibizioni di «canto a braccio», la ormai rarissima e preziosa declamazione di poesie improvvisate in ottava, recitate in pubblico da poeti popolari.
La devozione accompagna tutto il mese e culmina nella festa in onore della Madonna della Salute, con la Santa Messa e la tradizionale processione per le vie del centro.
Che la festa sia antica lo documenta anche un articolo comparso sul settimanale cattolico «La Vita Picena» nel settembre del 1936. Negli anni è diventata il simbolo della resilienza di un paese che, nonostante le ferite del terremoto del 2016, non ha mai smesso di credere nelle proprie tradizioni.
Come arrivare alla festa
Raggiungere la Festa Bella ad Arquata del Tronto richiede un po' di viaggio, ma l'esperienza ripaga il tragitto. Chi viaggia su rotaia scende alla stazione ferroviaria di Ascoli Piceno, a 32 chilometri da Arquata del Tronto, e per l'ultimo tratto serve un mezzo. Il mezzo più comodo è l'automobile: chi esce allo svincolo di Tufo - Pescara del Tronto ha davanti un percorso di 4,2 chilometri che in 5 minuti porta a destinazione.
Eventi nei dintorni
In provincia di Ascoli Piceno si festeggia anche cosi'.
- Fiera del Primo Maggio ad Arquata del Tronto — maggio
- Sponsalia ad Acquaviva Picena — agosto
- Templaria Festival a Castignano — agosto