Home » Minoranze » Franco-provenzali
Le feste franco-provenzali fra Valle d'Aosta, Piemonte e Puglia
Il franco-provenzale si parla in Italia in tre aree: la Valle d'Aosta, le valli piemontesi e i due paesi pugliesi di Faeto e Celle di San Vito. Le feste che lo tengono vivo sono le veillà valdostane, la festa del patois e le sagre dei Monti Dauni.
Faeto e Celle di San Vito formano la Capitanata arpitana, unica isola linguistica franco-provenzale dell'Italia peninsulare.
Le veillà, dalla stalla alla festa
In franco-provenzale veillà significa «veglia», e il termine indicava le lunghe serate invernali trascorse nella stalla con i familiari e con gli amici. Nelle piccole comunità della Valle d'Aosta era il modo di stare insieme quando il lavoro nei campi si fermava.
Dentro la stalla ognuno aveva il suo compito. Si chiacchierava e si giocava a carte, si intagliava il legno, si facevano i lavori di manutenzione degli attrezzi agricoli; le donne filavano o facevano la maglia. Si scambiavano le ultime notizie e si ascoltavano gli anziani narrare storie e leggende del paese.
Le veillà sono feste che rievocano quella vita, e mostrano mestieri antichi e attività proprie del mondo contadino.
La notte di Sant'Orso ad Aosta
Ad Aosta la veillà si svolge nella notte fra il 30 e il 31 gennaio, in occasione della Fiera di Sant'Orso. Le vie del centro storico sono stracolme di gente e migliaia di persone prendono parte al giro delle crotte, cioè delle cantine del centro storico, dove ci si riscalda bevendo un bicchiere di vin brulé in compagnia.
Altre veillà si tengono d'estate in diverse località della Valle d'Aosta, fra cui Cogne, Etroubles e La Magdeleine.
La festa del patois
La festa del patois è il raduno dei franco-provenzali dei tre Stati in cui la lingua è ancora parlata. È una manifestazione itinerante: cambia sede ogni anno, ospitata a turno dalla Svizzera romanda, dalla Savoia, dalle valli piemontesi e dalla Valle d'Aosta, che la riceve così ogni quattro anni.
Il turno valdostano occupa due giornate di inizio settembre, con un programma fitto di appuntamenti culturali e musicali. La domenica, nella cattedrale di Aosta, si celebra la messa in patois, accompagnata da Je te salue, antico canto mariano valdostano.
In Piemonte la festa è passata per Ronco Canavese, Ala di Stura, Coazze, Pont Canavese, Giaglione, Ceres, Ceresole Reale e Carema.
Le valli piemontesi
I comuni piemontesi che appartengono storicamente all'area franco-provenzale sono cinquantadue, e quarantatré hanno deliberato l'appartenenza alla minoranza secondo la legge 482 del 1999, che riconosce dodici minoranze linguistiche storiche.
Da quella legge sono nati corsi di lingua, pubblicazioni e gruppi musicali e teatrali, che animano le feste e gli eventi principali di ciascuna comunità.
Faeto e Celle di San Vito, in Puglia
Sui Monti Dauni due comuni parlano una lingua diversa dall'italiano: a Faeto e nella vicina Celle di San Vito si parla il faetar, variante franco-provenzale. Nella zona erano assai diffusi i canti e i balli in questa lingua.
La Fete de lu Cajun
La Sagra del Maiale di Faeto, chiamata anche Fete de lu Cajun, si colloca fra la fine di gennaio e l'inizio di marzo e celebra il rito della lavorazione della carne suina. Durante la sagra si tengono dimostrazioni della pulizia del maiale secondo i metodi di una volta, si ascolta musica popolare e si aprono laboratori del gusto e stand di salumi.
L'anno di Celle di San Vito
A Celle di San Vito il calendario delle feste è fitto e ruota attorno alla tavola e al patrono.
- la Sagra dell'Agnello, il 25 aprile, appuntamento gastronomico del paese;
- i Cicatelli, il 18 agosto, dedicati alla pasta fatta in casa;
- la Festa del Vicino, quando per le vie del borgo si snodano tavolate conviviali e ognuno porta qualcosa;
- la benedizione degli animali, il 15 giugno, durante la festività di San Vito, protettore del paese.
Alle feste civili si affiancano quelle religiose: la processione della Domenica delle Palme, in cui i fedeli esibiscono ramoscelli di ulivo intrecciati, e il periodo natalizio, che trasforma l'intero borgo in un villaggio del Natale.
La lingua scritta
In Valle d'Aosta il franco-provenzale ha una sua produzione a stampa, fatta soprattutto di commedie e canti. Il nome maggiore è quello dell'abbé Cerlogne, fra i massimi rappresentanti della scrittura in patois nella seconda metà dell'Ottocento: autore di canti natalizi, pubblicò un fortunato Almanacco che uscì per anni.
Domande frequenti
Dove si parla il franco-provenzale in Italia
Il franco-provenzale si parla in Valle d'Aosta, in una quarantina di comuni delle valli piemontesi e nei due comuni pugliesi di Faeto e Celle di San Vito, sui Monti Dauni.
Che cos'è una veillà
La veillà è la veglia serale che in Valle d'Aosta si teneva d'inverno nella stalla. Nella forma attuale è una festa che rievoca quella vita e mostra i mestieri di un tempo.
Quando si tiene la veillà di Aosta
La veillà di Aosta si tiene nella notte fra il 30 e il 31 gennaio, durante la Fiera di Sant'Orso, e comprende il giro delle crotte.
Ogni quanto torna la festa del patois in Valle d'Aosta
La festa del patois torna in Valle d'Aosta ogni quattro anni, perché la sede ruota fra Svizzera romanda, Savoia, valli piemontesi e Valle d'Aosta.