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Festa della Pace 1559 a Teramo 2027 - Rievocazione storica con i quattro quartieri e sbandieratori
Ricorrenza a data mobile, calcolata sulla Pasqua.
La Festa della Pace si tiene ogni anno a Teramo, in Abruzzo, nella Domenica in Albis, ultimo giorno dell'Ottava di Pasqua, e celebra la pacificazione della città nel 1559. I quattro quartieri storici sfilano in corteo per le vie del centro fino al Santuario della Madonna delle Grazie, dove le quattro Paciere donano il cero della Pace nelle mani del Priore. L'associazione Teramo Nostra l'ha riscoperta e riproposta a partire dal 1993. Nel marzo del 1559 le nobildonne teramane «si recarono nelle abitazioni di coloro che avevano subito le perdite per convincerli a non rispondere alle provocazioni con altro sangue, invitandoli dunque a non proseguire con inutili vendette, che avrebbero decimato ancor di più la città».
Melatini contro Antonelli
Le nobildonne teramane volevano fermare le lotte intestine tra Melatini e Antonelli, una «secolare guerra fratricida» fra fazioni cittadine.
Erano «sostenute dal vescovo Giacomo Silveri Piccolomini (1553-1581), e implorando l'intercessione di Maria Vergine e di san Berardo, decisero di intraprendere un'azione di pace, per porre fine alla violenza e alle lotte intestine nella città».
«Nel marzo 1559 per ordine di Fernando Álvarez de Toledo, viceré del Regno di Napoli, grazie alle sollecitazioni del vescovo Giacomo Silveri Piccolomini, alla presenza del governatore della provincia, Ferdinando Figueron, e di quello cittadino, Cristobal Santo-Stefano, e del popolo, venne istituita la Festa della Pace», che «avrebbe dovuto essere inviolabile e mantenuta nei secoli».
La pace, riferiscono gli storici antichi il Muzii e il Palma, fu stipulata fuori dalla chiesa della Madonna delle Grazie, «per ringraziare Maria Santissima e San Berardo della ritrovata concordia».
Un incarico, non un costume
Le Paciere non erano figuranti: erano una carica pubblica con un lavoro da fare tutto l'anno.
«Durante la metà della Quaresima, il magistrato eleggeva per ciascun quartiere due donne e due uomini che venivano chiamati, rispettivamente, Paciere e Pacieri, poiché avevano il compito sia di andare in giro per la città a raccogliere denaro per le funzioni in suffragio dei defunti, sia per pacificare quelle famiglie che durante l'anno avevano avuto delle controversie.»
Alla Messa solenne «gli uomini e le donne incaricate della pace, in processione e sontuosamente vestiti, offrivano al Vescovo i ceri a san Berardo da Pagliara».
«Dopo i Vespri, le donne, rappresentanti delle quarantotto famiglie teramane più importanti, si riunivano nella Chiesa di San Giovanni per poi recarsi in corteo al Santuario della Madonna delle Grazie, seguite dai rispettivi servitori che portavano i ceri da offrire al Padre Guardiano, che le accoglieva davanti la Croce della Pace con una speciale benedizione e poi ricambiava il dono con un rinfresco in sacrestia.»
Il governo dei quarantotto
«Questa manifestazione segnò il trionfo dell'aristocrazia cittadina, la quale assunse la guida del Parlamento, composto dalle quarantotto famiglie più importanti dei quartieri che avevano diritto a partecipare al governo comunale della città.»
«Il governo, denominato del "quarantottismo", garantì lo svolgimento annuale della festa, che da allora ebbe inizio e venne interrotta solo con la salita al trono di Ferdinando I di Borbone (1751-1825) sul trono del Regno di Napoli, poiché, volendo accentrare il potere nelle sue mani, pose fine all'autonomia del "Governo dei quarantotto" e di conseguenza alla Festa della Pace.»
La tradizione venne continuata fino al 1767, anno in cui vennero aboliti i Pacieri e la processione pomeridiana. Rimase comunque «la cerimonia del mattino e la consegna del cero da parte del Sindaco al Padre Guardiano del convento, durante la Messa solenne».
Una croce più vecchia della pace
Come spiega l'architetto Raffaella Devangelio, «vari storici locali documentano che la croce esisteva prima della metà del '500, quando fu scelta come riferimento e punto d'incontro presso cui fu stipulata e celebrata la pace cittadina con l'istituzione della Festa della Pace.»
Nel Cinquecento «dinanzi alla chiesa della Madonna delle Grazie si tenevano cerimonie pubbliche di pacificazione».
E ancora oggi, proprio presso la Croce, le quattro Paciere rinnovano nelle mani del Priore del sacro convento francescano, con il «tortizio di cera», l'offerta di pace.
Riscoperta nel 1993
«Teramo Nostra, l'associazione che cura l'organizzazione della rievocazione, riscoprì la Festa della Pace dopo attente ricerche e nel 1993 la fece tornare a nuova vita.»
Da allora i quattro quartieri storici — San Giorgio, San Leonardo, Santo Spirito e Santa Maria a Bitetto, «che dal 1559 custodiscono la tradizione» — si uniscono ogni anno per la rievocazione.
Come si svolge oggi
La festa cade nella Domenica in Albis, l'ultimo giorno dell'Ottava di Pasqua.
Si comincia con la Santa Messa in Concattedrale di Santa Maria Assunta, celebrata dal Vescovo della Diocesi di Teramo-Atri, con la lettura del messaggio della Pace da parte delle Paciere.
Nel pomeriggio il corteo dei quartieri storici, con i figuranti in costume d'epoca, muove da piazza Verdi e si snoda lungo le vie del centro fino al Santuario della Madonna delle Grazie. Ad accompagnarlo ci sono i tamburini e gli sbandieratori della Quintana di Ascoli Piceno.
L'incontro simbolico tra i Quartieri avviene a Corso De Michetti e Corso Cerulli, con la consegna del messaggio di pace, riflessioni, letture e musica.
All'arrivo, davanti all'obelisco della Pace, le quattro Paciere — una per ciascun quartiere storico — donano il cero della Pace alla Madonna delle Grazie, consegnandolo nelle mani del Priore del Santuario.
«La prima Festa della Pace in assoluto, cinque secoli prima di Paolo VI», ricorda mons. Seccia.
Come arrivare alla festa
Partecipare alla Festa della Pace a Teramo è davvero semplice. Per chi preferisce la comodità del treno, la stazione ferroviaria di Teramo si trova a 2,3 chilometri dal centro: si arriva nel cuore dell'evento con una breve passeggiata. Per chi si mette al volante, lo svincolo di Teramo Est dista 4,4 chilometri, cioè 5 minuti di strada.
Eventi nei dintorni
A poca distanza, altre feste che vale la pena conoscere.
- San Berardo a Teramo — dicembre
- Notarisco Anno Domini 1514 a Notaresco — luglio
- San Michele a Colonnella — maggio