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Historiae Volceianae a Buccino 2027 - Il matrimonio indissolubile e il processo che esiliò la sposa a Capri
Questa e' l'ultima edizione di cui abbiamo notizia: le date della prossima non sono ancora state annunciate.
Fonte: historiaevolceianae.it, letta il 20/09/2026.
Le Historiae Volceianae si tengono in agosto a Buccino, in provincia di Salerno, e durano tre giornate: la Pro Loco mette in scena la vita quotidiana dell'antica Volcei fra il parco archeologico urbano, il Chiostro degli Eremitani e il museo archeologico. Il quadro centrale è il matrimonio dell'imperatore Commodo con la volceiana Bruttia Crispina, seguito dal processo che la condanna all'esilio a Capri e dal Convivium, il banchetto nuziale cucinato con le ricette di Apicio. L'idea del progetto è far conoscere il «Parco Archeologico Urbano dell'Antica Volcei» e il Museo Archeologico Nazionale.
Il rito che non si scioglieva
Al centro della rievocazione c'è un matrimonio imperiale celebrato a Buccino: secondo interessanti documentazioni storiche, a Volcei (ora Buccino) sarebbe stato celebrato nel 178 d.C. il matrimonio tra l'imperatore Marco Aurelio Commodo e Bruttia Crispina, bellissima figlia di Lucio Fulvio Gaio Bruttio Presente, di origine volceiana e console dell'Impero nel 153 d.C.
Il rito era quello riservato alle famiglie di rango: la cerimonia quasi sicuramente avvenne nel 178 d.C. secondo il rito «confarreato», che rendeva il matrimonio indissolubile ed era adottato di consuetudine dalle famiglie patrizie o altolocate.
La scena si svolse in casa della sposa: nella casa del padre della sposa, alla presenza di parenti, autorità ed amici si celebrò questa cerimonia festosa e tra «feliciter» e abbracci, Crispina, divenuta imperatrice, seguì il suo destino di sposa.
Il processo, e l'isola
Bruttia Crispina fu poi accusata di adulterio, e la rievocazione mette in scena anche la fine della storia: tra i vicoletti e le piazze viene ricostruito lo sfarzoso matrimonio e il processo attraverso cui Commodo, di fatto, condanna la moglie alla morte, esiliandola sull'«isola azzurra», Capri.
Attorno a quelle due scene si costruisce tutto il resto: il matrimonio è l'evento attorno al quale si ricostruisce la vita quotidiana dei romani, e al banchetto è dedicato un momento proprio — il Convivium, il banchetto nuziale, in cui si mangia alla maniera romana, seguendo le ricette di Apicio.
Un papa braccato, in fuga
Il tema cambia: in un'edizione il protagonista è stato Papa Urbano VI, un papa inseguito da avversari che tentano di catturarlo, deporlo, arrestarlo e condannarlo al rogo che trova qui rifugio, ospite del conte di Buccino della famiglia D'Alemagna.
Il contesto è quello della grande spaccatura della Chiesa: siamo in pieno scisma, con l'Italia e la Francia che si contendono la supremazia della chiesa dopo l'elezione nel 1378 di questo Papa, e la famiglia D'Alemagna aveva ricevuto Buccino da Carlo I d'Angiò.
Sarà il priore Domenico a dare il benvenuto al papa che, dopo la scomunica dell'«anticristo» Clemente VII, scrisse nella storia quella importante pagina denominata come grande «scisma».
Il papa viene accolto nel castello normanno angioino di Buccino, prima di fuggire a Genova imbarcandosi su una nave nel porto di Paestum. Le scene messe in strada seguono quel filo, una per volta: l'incontro col frate, il passaggio del corteo storico, l'arrivo alla corte D'Alemagna, l'incontro col priore.
Millecentottanta gradi col mantice di pelle
Fra le dimostrazioni di mestiere c'è la fusione del bronzo: in una buca «a cielo aperto» viene pompata aria con il mantice in pelle, strumento fondamentale ed essenziale per riuscire a portare la temperatura di un normale fuoco da campo (600°-700°) a 1180°, temperatura necessaria alla fusione del bronzo.
Da quel fuoco si ricavano non solo oggetti in bronzo, ma anche vasi di argilla o indumenti in lana e pelle.
I rievocatori del gruppo «Militia Buxenti» animano le strade, dove si incontrano legionari e artigiani intenti a eseguire tecniche di fusione e di lavorazione litica per la realizzazione dei manufatti in epoca protostorica; accanto ci sono i laboratori di tessuti, per la manifattura del gladio, del bronzo, di gioielli arcaici, degli archi, degli antichi profumi, del vetro, dell'argilla, della pelle e del cuoio, dei giocattoli.
Si ricostruiscono anche edifici e oggetti: un antico thermopolium, un luogo di ristoro dove era possibile acquistare cibi pronti per il consumo, modellini di armi d'assedio, la farmacopea-erborista, il vasaio, piccoli mosaici e affreschi, e perfino le calzature.
La moneta ribattuta in diretta
Buccino, in epoca antica, coniava moneta propria, e la festa la rifà davanti al pubblico: all'interno dei percorsi con gli Artigiani della Materia è possibile accaparrarsi un'antica moneta, quella che batteva l'antica Volcei, fedelmente riprodotta «in diretta», nel corso della manifestazione.
La moneta riproduce quella coniata quando Volcei era una vera e propria città-Stato; in epoca romana Buccino-Volcei oltre a battere moneta era una sede amministrativa del circondario, importante anche per la posizione, che le fa dominare tutta la piana.
Il percorso enogastronomico segue la stessa logica: accanto alla cucina locale si portano in tavola ricette di età romana, e una pietanza porta perfino il nome dell'imperatore — la «conchiglia di piselli secondo Commodo», ricavata dal ricettario di Apicio.
La parte gastronomica non nasce con la rievocazione: la manifestazione nasce dalla fusione della sagra della pasta, rinomatissima, con la rievocazione storica, e la sagra della pasta fatta in casa è stata inglobata nella manifestazione. La sezione gastronomica evidenzia la varietà del patrimonio enogastronomico dell'Antica Volcei ponendo particolare attenzione alla pasta e all'olio.
Le tre giornate, e i luoghi
La rievocazione ha tre sezioni: Storia, Rivisitazione storica, Gastronomica e ricreativa. E ciascuna ha i suoi luoghi: la storia si materializza nel Chiostro degli Eremitani e nel museo, mentre le rievocazioni sono nei luoghi della città antica.
Le tre giornate si distribuiscono su tutto il paese — dal chiostro degli Eremitani al centro storico fino al castello medievale — con gli eventi della storia e i quadri organizzati in una sceneggiatura scritta appositamente per le Historiae. Il programma inizia già dal mattino con visite guidate al museo, per concludersi a tarda sera.
Nei 1600 metri quadrati del Museo Nazionale «Marcello Gigante» si ripercorre la vita della cittadina dalla preistoria fino al I secolo dopo Cristo, con pezzi come la tomba degli ori (III secolo a.C.), il pavimento di mosaico a tessere (risalente al IV secolo a.C.), il cratere raffigurante la parodia del «Ratto di Cassandra» firmato dal ceramografo pestano Assteas, le sepolture dei bambini e l'armatura del guerriero dove è evidente il taglio della spada che, probabilmente, lo uccise.
Per strada si incontrano gruppi di rievocatori che recitano scene brevi: i legionari della IX Legio mettono in scena attimi della vita romana, dando vita a una «rissa in taverna», a una «caccia al ladro», a un «duello» e a una «scaramuccia», mentre altrove ci sono l'accampamento medievale con armi e macchine storiche, gli sbandieratori, le musiche medievali itineranti e, l'ultima sera, una notte bianca.
Per i più piccoli ci sono laboratori di creta, insieme a esposizioni artistiche e agli sbandieratori; la manifestazione è realizzata dalla Pro Loco in collaborazione con l'associazione culturale Agorà e il forum dei Giovani di Buccino, patrocinata dal Comune e dal consorzio delle pro loco Alto Medio Sele e Tanagro, con il sostegno della banca di credito cooperativo locale.
La rievocazione è anche riconosciuta a livello nazionale: rientra tra quelle mappate dal Progetto «Mappatura delle rievocazioni storiche» ideato dal Servizio VI della Direzione Generale Archeologia Belle Arti e Paesaggio (DG ABAP) e dall'Istituto Centrale per il Patrimonio Immateriale (ICPI) del MiC.
Come arrivare alla festa
La festa a Buccino si raggiunge con un viaggio non brevissimo, e vale la pena affrontarlo. Per chi sceglie il treno, la stazione ferroviaria più vicina è quella di Ponte San Cono, a 4,8 chilometri: conviene organizzarsi per coprire l'ultimo tratto. In automobile si esce allo svincolo di Buccino, e il tragitto è di 4,5 chilometri per 8 minuti di guida.
Che altro succede in provincia di Salerno
Altre feste di agosto nella stessa zona.
- A Chiena a Campagna — agosto
- Rievocazione Storica della Congiura dei Baroni a Teggiano — agosto
- Lo Sbarco di Pisacane a Sapri — agosto