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La Notte delle Streghe a Castel del Monte 2027 - Il rito delle sette sporte e i panni bruciati al crocevia
Il giorno esatto cambia ogni anno e non e' ancora stato reso noto.
Fonte: csvabruzzo.it, letta il 21/09/2026.
La Notte delle Streghe — ru rite de' re sette sporte è uno spettacolo teatrale itinerante che si svolge ogni anno, il 17 agosto, nel borgo medievale di Castel del Monte, in provincia dell'Aquila, piccolo borgo fortificato alle pendici del Gran Sasso d'Italia, sulla strada per Campo Imperatore. Il pubblico, suddiviso in gruppi, attraversa a piedi vicoli, piazzette e scalinate illuminati dalle torce e assiste scena dopo scena alla rievocazione del rito delle sette sporte, con cui fino agli anni Cinquanta si cercava di strappare alle streghe un neonato malato. Lo spettacolo è nato nel 1996, si recita in dialetto castellano ed è portato in scena dagli abitanti del paese, tutti volontari.
Che cosa si faceva davvero, quando un bambino si ammalava
Prima di essere uno spettacolo, il «ru rite de' re sette sporte» era una cosa che si faceva. Un antichissimo rito che si è svolto fino agli anni Cinquanta del Novecento, esclusivamente a Castel del Monte, piccolo borgo fortificato alle pendici del Gran Sasso d'Italia.
Il presupposto era una credenza: un neonato che si ammalava e deperiva senza spiegazione era vittima delle streghe, che lo «succhiavano» fino a togliergli la vita, entrando in casa dal buco della chiave o dal tetto. E quando il medico non ci capiva nulla e non c'era medicina per guarirlo, restava un'ultima strada.
I parenti, gli amici e i vicini tenevano subito consiglio e si deliberava che si doveva fare il giro del paese di notte e passare sotto i sette sporti. Gli sporti sono gli archi sotto le case all'interno del paese, caratteristiche gallerie ricavate nella roccia.
Nove notti di veglia, e poi il fuoco
Nella forma più diffusa, si vegliava il bambino malato per nove notti, senza mai cambiargli i vestiti; dopo le quali venivano presi i suoi panni e portati in muta processione lungo le vie del paese. La mamma del bambino, la comare di battesimo e altre donne, parenti e vicine di casa fidate, passavano di notte e in totale silenzio sotto sette sporti, e giunte a un crocevia si fermavano, battevano con forza i panni del bambino e infine li bruciavano. Si diceva che ogni bastonata sui vestiti venisse sentita dalla strega sulla sua schiena.
Nei quaderni di Francesco Giuliani il giro si faceva verso la mezzanotte, quando le vie erano deserte: la comare del battesimo doveva portare in braccio la creatura, seguita da altre donne in silenzio, e se pure si incontrava qualcuno, non si doveva fare una parola.
Si faceva anche in un altro modo: si vegliava la creatura per otto o dieci notti e, nell'ultima notte a ora tarda, si prendevano i panni della creatura, si andava fuori dal paese dove due strade si incrociavano, lì si mettevano i panni sopra un pezzo di legno, si battevano forte e poi si bruciavano.
Il pastore che scriveva
Questo rito si è tramandato oralmente per secoli ed esistono pochissime fonti documentarie certe. La principale porta un nome: Francesco Giuliani, poeta pastore che alla sua vita solitaria associava una grande passione per i libri e la letteratura. Nei suoi scritti si trovano numerosi accenni al «rito de' re sette sporte», ma soprattutto alle condizioni di vita precarie del tempo, vera causa della malattia che coglieva i bambini piccoli, succubi della miseria e delle scarse condizioni igieniche.
È lui a lasciare anche la frase che spiega perché la credenza non morisse: «Qualche volta capitava che la creatura si guariva, e questo rafforzava la credenza nelle streghe.»
Le «streghe» erano donne sole, povere ed emarginate che l'ignoranza portava ad additare come tali: la superstizione nasceva dalla miseria e dal pregiudizio.
Dal 1996, il paese si mette in scena
Da questa antica credenza, nel 1996 è nato uno spettacolo teatrale itinerante che si svolge ogni anno, il 17 agosto, all'interno del borgo medievale di Castel del Monte. Gli scritti di Francesco Giuliani hanno fornito all'Associazione Culturale «La Notte delle Streghe» gli unici e fondamentali indizi documentari per mettere in scena la rappresentazione.
La recita è in dialetto castellano, e ha per palcoscenico gli sporti, le piazzette e le scalinate del centro storico. Gli interpreti sono in gran parte nativi o discendenti di Castel del Monte, abitanti del paese rigorosamente volontari, affiancati da musicisti della tradizione popolare abruzzese che accompagnano dal vivo le scene con canti, tamburi e organetti. Come dice una delle attrici, «quelli che recitiamo sono discorsi che abbiamo sentito davvero dai nostri genitori e dai nostri nonni».
Come si guarda: a piedi, in gruppi, con le torce
Il pubblico entra tra le mura del centro storico a partire dall'imbrunire e, suddiviso in gruppi accompagnati, segue un percorso a tappe che consente di assistere a tutte le scene, guidato negli angoli più suggestivi del borgo medievale illuminati dalle torce. Si organizzano decine di turni da oltre cento persone, guidati dagli organizzatori — che, come gli attori, sono tutti del paese.
La particolarità dello spettacolo è l'interazione tra pubblico e teatranti: non è la scenografia a muoversi, ma lo spettatore che attraversa fisicamente le scene, dentro le particolarità architettoniche di uno dei borghi più belli d'Italia. Ogni anno la storia principale è accompagnata da «divagazioni» fantastiche narrate in forme diverse.
Il paese vestito a festa
Già dal 16 agosto tutto il paese si veste a festa: fuori dal borgo medievale, che è la sede propria dello spettacolo, il resto del borgo si anima di volti stregati, di spettacoli di intrattenimento, concerti, stand gastronomici con i prodotti tipici del territorio. Nei giorni precedenti c'è il Mercatino delle Streghe, una fiera di artigiani, produttori tipici ed espositori allestita ai margini del centro storico, con oggettistica a tema.
E poi ci sono i dettagli che si vedono camminando. Passeggiando per il paese oggi si vedono scope appese, vassoi di lenticchie dietro le porte — che la strega deve contare una per una prima di poter entrare in casa, così come i rametti delle scope — e ragazze con i classici cappelli a punta.
L'evento si svolge all'interno del Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga, tra vicoli in pietra, archi e piazzette che diventano scene naturali della rappresentazione, e richiama ogni anno migliaia di visitatori sull'altopiano del Gran Sasso.
Come arrivare alla festa
Raggiungere la Notte delle Streghe a Castel del Monte richiede un po' di viaggio, ma l'esperienza ripaga il tragitto. Per chi sceglie il treno, la stazione ferroviaria più vicina è quella di San Demetrio de' Vestini, a 28 chilometri: conviene organizzarsi per coprire l'ultimo tratto. In automobile si esce allo svincolo di San Pio delle Camere, e il tragitto è di 22 chilometri per 23 minuti di guida.
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