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Palio di Buti 2027 - Corsa di cavalli e sfilata storica con il Cencio
Il giorno esatto cambia ogni anno e non e' ancora stato reso noto.
Fonte: rievocazionistoriche.cultura.gov.it, letta il 30/08/2026.
Il Palio delle Contrade di Buti si corre a Buti, in provincia di Pisa, sulle pendici del Monte Serra, nella domenica successiva al 17 gennaio, giorno di Sant'Antonio Abate protettore degli animali. Le sette contrade del paese affittano cavalli e fantini professionisti e si sfidano lungo la «Via Nuova», la principale strada di accesso al borgo, in tre batterie da tre cavalli più una finale. Al fantino vincitore viene consegnato il Palio, detto anche Cencio, un drappo dipinto di anno in anno da un artista di fama riconosciuta; accanto alla corsa, negli ultimi anni, è stata aggiunta anche una sfilata storica in costume.
Le stalle benedette il 17 gennaio
Il Palio affonda le sue radici nel XVII secolo, quando la benedizione delle stalle e dei cavalli del paese il 17 di gennaio, giorno in cui si celebra Sant'Antonio Abate protettore degli animali, rappresentava un'importante cerimonia religiosa, andata avanti fino al 1979.
I cavalli che partecipavano al Palio erano quelli che durante la settimana lavoravano a fianco dei contadini butesi e che, in quell'occasione, venivano condotti sul sagrato della Pieve per ricevere la loro benedizione. Nel XIX secolo i cavalli venivano condotti sul sagrato della Chiesa parrocchiale di San Giovanni Battista, e agli inizi del XX secolo risalgono testimonianze certe sullo svolgimento dei palii con corse a premi ai quali potevano partecipare anche cavalli e cavallai forestieri.
Si ha notizia di una festa di Sant'Antonio con banda, cavalli e con un comitato di festaioli, datata 14 gennaio 1805. Con l'appellativo di «Festaioli di sant'Antonio» essi sono menzionati in un documento del 1805, il più vecchio finora rintracciato, con il quale il comune di Vicopisano, di cui Buti ha fatto parte dal 1776 al 1867, concedeva loro di organizzare la festa. La prima testimonianza di corsa di «cavalli di prima forza a Fantino e con premio al vincitore di Zecchini dodici» porta invece la data del 13 settembre 1848.
Le cronache del tempo riportano di sfide epiche tra i cavallai, «con i loro cavalli tirati a lustro», che avevano quale scenario «la via che dalla piazza porta verso il monte» — le famose corse «su per il leccio», dal nome di una strada ancora oggi così denominata. Anche il percorso subì una modifica, che determina una delle caratteristiche ancora attuali di questo Palio, che per tale motivo viene definito alla Romana, o Palio lungo, cioè con punto di arrivo diverso da quello di partenza.
Il Seggio, il 1960 e le sette contrade
Negli anni Cinquanta venne costituito il Seggio della Congregazione di Sant'Antonio, composto da un Correttore, cioè il Pievano; un Custode, cioè il Cappellano; un Camarlingo, cioè il cassiere-amministratore; e un certo numero di Consiglieri. L'organismo era presieduto, come ancora oggi, dal Pievano, animatore e guida spirituale attorno al quale ruotava tutta l'organizzazione. Nel gennaio del 1960 si svolse il primo Palio di Buti secondo regole e principi stabiliti dal Seggio, tra i cui componenti fu convocato anche il sindaco, presenza insostituibile ancora oggi. La prima edizione ufficiale del Palio risale al 1961, e da allora si svolge secondo quelle regole, sotto il Seggio di Sant'Antonio, di cui fanno parte il Sindaco, il Pievano, i rappresentanti delle sette contrade e i componenti del Seggio.
Nel dicembre del 1960 il Seggio prese la decisione di suddividere il paese in sei contrade, ognuna circoscritta attorno a una delle sette chiese presenti in paese, da cui assunse anche il nome; la settima contrada fu ammessa al Palio solo dopo molti anni. Con un'affissione del 15 dicembre 1960 fu pubblicata la nascita di Pievania, in cui si trova la Pieve del paese, San Francesco, San Rocco, Ascensione, San Nicolao e Case Popolari.
Furono anche stabiliti i colori che da allora contraddistinguono le contrade: Pievania, azzurro crociato di bianco; San Francesco, giallo nero; San Nicolao, bianco nero; San Rocco, bianco rosso; Ascensione, verde nero; Case Popolari, poi ridenominata La Croce, rosso nero; San Michele, rosso verde. Il Seggio si preoccupò soltanto di fornire le bandiere e le casacche da distribuire a ogni contrada, stabilendo un'identificazione ufficiale e caratteristica della manifestazione. Oggi quel Seggio è il Consiglio di Amministrazione dell'Associazione Palio delle Contrade di Buti, che organizza la festa con il patrocinio della Regione Toscana, del Comune di Buti, della Provincia di Pisa e dell'Unione dei Comuni della Valdera, e che nell'atto costitutivo del 2012 si dà lo scopo di presiedere a tutte le manifestazioni in onore del Santo, «al fine di valorizzare le tradizioni religiose, storico-folcloristiche della cultura locale».
L'Ascensione si estende nel territorio che sale verso il Monte Serra, corrispondente all'antico castello di Panicale, e ha il suo fulcro nel Santuario di Santa Maria della Neve; La Croce è situata nel centro storico del borgo e ha il suo punto di riferimento nella cappella omonima; San Michele corrisponde al piccolo borgo di Castel di Nocco, dove è ubicata la chiesa da cui la contrada prende il nome.
Nel 1979 l'intenzione del Seggio di migliorare la coreografia portò alla decisione di organizzare anche un corteo storico per la mattina della Festa, durante il quale ogni contrada sfilò per le vie del paese in abiti d'epoca e con i propri colori.
Fino alla fine degli anni cinquanta erano i cavalli della zona che, dopo la benedizione, venivano lanciati in corsa dai rispettivi proprietari, mentre oggi le contrade non utilizzano più cavalli locali, ma affittano cavalli e fantini professionisti, scegliendo il meglio che possono permettersi.
Due settimane di messe e di trippa
I festeggiamenti durano due settimane, e la cena che segna l'inizio del Palio è quella del venerdì della prima settimana, dove i capi contrada e altri componenti, più di cento persone, danno l'avvio a una serie di celebrazioni e rituali.
Nella domenica che precede il Palio la Contrada vincitrice dell'ultima edizione, con un corteo che muove dalla Sede sino al Duomo, riconsegna il Drappo al Pievano che, col Presidente del Seggio, procede al sorteggio delle tre batterie.
Ogni sera una contrada celebra la messa nella propria chiesetta alle ore ventuno e dopo il rito religioso si dà inizio a un banchetto di buon auspicio, diverso per specialità, aperto a tutti i presenti: sono le cene itineranti, in cui il paese esalta la propria cucina con «i vecchi piatti butesi».
Tra le tante cene quella che riveste grande solennità è quella che precede la corsa, dove sulla tavola imbandita di piatti tipici locali la trippa fa la parte della regina. È cucinata da ogni contrada, che ne conserva gelosamente la ricetta tramandata di generazione in generazione, e accanto non manca il vino, prodotto tipico della zona insieme all'olio.
La vigilia del Palio, nel pomeriggio, si tengono le visite veterinarie ai cavalli iscritti e, nella piazza principale, la presentazione dei fantini e del mossiere; alla presenza di un notaio, la sera precedente, avviene l'estrazione con cui le contrade vengono distribuite tra le prime due batterie.
La domenica: i cavallai all'alba, la trippata, la sfilata
La «Messa dei Cavallai» era fissata per le sei di mattina; a questa seguivano altre messe fino a quella «Cantata» al termine della quale aveva luogo la benedizione degli animali.
Dopo la Santa Messa dei Cavallai, alle prime ore della domenica, nelle contrade e nelle tante osterie del borgo è usanza ritrovarsi per la tradizionale trippata: la trippa deve essere consumata rigorosamente al mattino come da tradizione, accompagnata da pecorino, noci e ponce.
La trippa alla butese è un piatto tipico a base di trippa di manzo cotta con salsicce, carote, fagioli e pomodoro, accompagnata da vino rosso e acquavite — quest'ultima, però, solo a chi non doveva montare a cavallo.
A metà mattina tutte le Contrade sfilano per il paese fino a raggiungere il sagrato del Duomo, dove, consegnati ai fantini giubba e berretta, vengono benedetti i cavalli che correranno il Palio; si benedicono i cavalli non solo del palio ma di tutta la zona, come avveniva secoli fa. Lì il fantino riceve la nomina ufficiale di cavaliere della contrada, con la consegna della casacca e del berretto dei rispettivi colori.
Oggi, oltre alla sfilata, ogni contrada propone la rievocazione storica di un periodo o di un fatto appartenente alla memoria di Buti. Le rievocazioni si mettono in scena sul sagrato, con costumi e suppellettili preparati apposta, e una giuria di esperti, nominata di anno in anno, ha il compito di valutarle assegnando una votazione in base a parametri definiti dal Seggio. L'elaborazione finale dei risultati determina poi la contrada vincitrice, e al termine la Benedizione Solenne congeda i figuranti.
La Via Nuova, il canapo, tre batterie e la finale
Le contrade si sfidano correndo lungo la «Via Nuova», la principale strada di accesso al paese, provenendo dalla vicina frazione di Cascine, su un tracciato stretto e tecnico.
Il percorso è abbastanza lineare, in salita, e appare dall'alto come una «S» allungata e rovesciata di circa 750 metri che per l'occasione viene ricoperta da uno strato di 40 centimetri di terra battuta, composta principalmente da una miscela di tufo e sabbia.
La gara si disputa in tre distinte partenze, denominate «batterie», ovvero singole gare alle quali partecipano tre cavalli per volta, più una finale: i vincitori delle prime due batterie accedono direttamente alla finale, mentre la settima contrada, detta «la signora», corre nella terza batteria sfidando i cavalli che sono arrivati secondi durante le gare precedenti. In tutto sono quattro corse, ognuna di tre cavalli, e i cavalli vengono sellati.
Il Mossiere, figura storica nominata ogni anno dal Seggio, ha il compito principale di «dare la partenza», in gergo definita «mossa», una volta verificato l'allineamento dei cavalli al canapo, la linea di partenza. Deve inoltre verificare la correttezza comportamentale dei fantini per tutta la durata della manifestazione, punendo le eventuali scorrettezze, se necessario anche con la squalifica in accordo con il Presidente del Seggio.
La fase di partenza è limitata a venti minuti: i tre cavalli devono essere allineati e rivolti in avanti, e se allo scadere del tempo non sono perfettamente in linea la partenza viene comunque data.
Nel primo pomeriggio tutto il paese si dispone lungo il percorso in leggera salita, sventolando le sciarpe e le bandiere della propria contrada, e si dà inizio alle corse; poiché a gennaio fa buio presto, l'ultima corsa si conclude prima che scenda la sera.
L'anno successivo, durante una Messa celebrata la settimana prima della nuova gara, il Palio verrà restituito al Seggio, che lo custodirà fino alla nuova consegna. Alla contrada vincitrice va anche un premio in denaro, che servirà per sostenere le spese per la sfida successiva, alla quale i contradaioli iniziano ben presto a lavorare.
Come arrivare alla festa
Raggiungere il Palio a Buti richiede un po' di viaggio, ma l'esperienza ripaga il tragitto. Per chi sceglie il treno, la stazione ferroviaria più vicina è quella di Cascina, a 10 chilometri: conviene organizzarsi per coprire l'ultimo tratto. In automobile si esce allo svincolo di Cascina, e il tragitto è di 11 chilometri per 14 minuti di guida.
Altre feste in zona
Nei paesi della provincia di Pisa, altre tradizioni.
- Palio di San Valentino a Bientina — luglio
- Gioco del Ponte a Pisa — giugno
- Beata Cristiana a Santa Croce sull'Arno — gennaio