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Folklore e Rievocazioni

Palio delle Quercigliole a Ripalimosani 2027 - Il cavallo vincitore entra in chiesa e si inginocchia

5 min di lettura · Scritto da: Rodolfo de Carvalho
Ultima edizione conosciuta
dall'11 al 12 agosto 2026
Dove Contrada Quercigliole, Ripalimosani

Questa e' l'ultima edizione di cui abbiamo notizia: le date della prossima non sono ancora state annunciate.

Fonte: festivalinitalia.it, letta il 03/09/2026. L'anno e' dedotto e va confermato.

Il Palio delle Quercigliole si corre a Ripalimosani, in provincia di Campobasso, il 12 agosto, dentro la festa della Madonna della Neve dell'11 e 12 agosto. Sei cavalieri professionisti, che montano a pelo e rappresentano le sei contrade del paese, percorrono circa un chilometro lungo il tratturo Lucera-Castel di Sangro fino alla Cappella della Madonna della Neve, in Contrada Quercigliole. Il fantino vincitore entra nella cappella con il proprio cavallo e lo fa inginocchiare davanti alla statua della Madonna.

Il cavallo entra in chiesa e si inginocchia

Il fantino vincitore, accolto fra grandi applausi, riceve i complimenti della commissione e ha il privilegio di entrare nella Cappella della Madonna della Neve insieme al proprio cavallo. E lì, per tradizione, con alcuni colpettini di bacchetta il fantino fa piegare al cavallo le zampe anteriori, nell'atto di inginocchiarsi dinanzi alla statua della Madonna.

È un gesto di omaggio e di ringraziamento per la vittoria e per la protezione concessa, e lega la competizione sportiva alla festa religiosa.

Forse nacque provando i muli appena comprati

Non esiste nessun documento che attesti la nascita della corsa, ma si può fare un'ipotesi che può essere ritenuta verosimile.

Lungo il tratturo, da tempi antichissimi, si svolgeva una rinomata fiera degli animali proprio nei giorni 11 e 12 agosto, attiva fino agli anni Cinquanta del Novecento. «Nulla toglie che gli acquirenti di asini e muli abbiano voluto provare, lungo il tratturo, le peculiarità degli animali acquistati. E così, probabilmente, potrà essere nata la corsa.»

Fino a pochi decenni fa si correva così: fino agli anni Settanta del Novecento correvano cavalli e muli posseduti dai contadini ripesi, con tre corse: due batterie a eliminazione e una finale a sei — e già allora il cavallo vincente aveva il privilegio di entrare nella cappella e inginocchiarsi.

Quattro date per una sola origine

Le origini sono ancora avvolte nel dubbio, perché le testimonianze rimandano a date differenti.

Un manifesto del 1907 celebrava il centenario della corsa, facendola risalire al 1807; un altro manifesto, del 1903, celebrava il centenario in quell'anno, portando la data al 1803; un documento conservato nella biblioteca dei Frati Cappuccini della chiesa Sacro Cuore di Campobasso la fa risalire al 1765; e un documento del 1743 informa che a quella data la corsa dei cavalli già si svolgeva.

Quel che è certo è che si tratta del palio equestre più antico del Molise, e che le edizioni disputate si contano ormai oltre le duecento. Il Forum Nazionale dei Giovani lo ha dichiarato Meraviglia Italiana: un patrimonio immateriale tramandato di generazione in generazione che identifica un'intera comunità.

Un chilometro di tratturo e l'ultima salita

La gara si corre in Contrada Quercigliole, una contrada campestre a poco più di due chilometri dall'abitato, su una collinetta ombreggiata da querce che sta a 733 metri sul livello del mare, con in cima la cappella.

Il territorio è attraversato dal tratturo Lucera-Castel di Sangro, ed è proprio lungo quel tracciato che i cavalli si sfidano: circa un chilometro, quasi tutto in pianura tranne l'ultimo tratto, che è in salita fino alla chiesetta. Il fondo, in alcuni punti, viene ricoperto di terra per renderlo più uniforme.

La formula prevede tre fasi. Nel primo pomeriggio si disputano due batterie a eliminazione; ai sei cavalieri meglio piazzati vengono poi assegnate per sorteggio le sei contrade in cui è diviso il paese — Villaggi, Morgione, Piazza, San Rocco, Santa Lucia e Castello — e sono loro a disputare la finale.

I cavalli sono mezzosangue da corsa e non appartengono alle contrade, ma vengono assegnati tramite un sorteggio pubblico, e i fantini sono professionisti con esperienza in questo tipo di competizioni. E si corre a pelo, senza sella, il che rende la prova più impegnativa. Il Palio è organizzato nel massimo rispetto delle norme di tutela animale, sia nella gestione dei cavalli sia nell'allestimento del campo di gara.

La neve del 5 agosto sull'Esquilino

Tutto questo esiste perché a Ripalimosani si venera la Madonna della Neve, e il nome viene da un episodio lontanissimo.

Secondo la tradizione, la notte del 5 agosto dell'anno 352 una prodigiosa nevicata cadde a Roma, sul colle Esquilino. Papa Liberio, che quella notte avrebbe sognato la Vergine mentre gli indicava lo straordinario avvenimento, si recò sul posto e, constatato l'avverarsi del sogno, ordinò che vi fosse eretta una chiesa da dedicare a Santa Maria della Neve: l'attuale Santa Maria Maggiore.

A Ripalimosani la devozione è secolare e si esprime in tre movimenti. All'alba della prima domenica di luglio gran parte della popolazione va a piedi, dal paese e dalle contrade limitrofe, fino alla cappella delle Quercigliole, per accompagnare in processione la statua fino alla Chiesa Madre, dove resta esposta alla venerazione dei fedeli. L'11 agosto la statua rifà il percorso inverso, con la stessa intensità e partecipazione. E il 12 agosto è il giorno del palio.

Quel giorno la collinetta si riempie fin dal mattino: arrivano mercatini e venditori ambulanti, e all'ombra delle querce ripesi e gente dei paesi vicini si radunano per il tradizionale picnic, prima di riversarsi lungo il percorso per tifare la propria contrada. La sera si chiude con esibizioni artistiche e fuochi pirotecnici, e in paese tornano le famiglie e gli emigrati rientrati per l'estate.

La chiesetta, del resto, ha una storia sua: risale al XV secolo circa ed è appartenuta all'Ordine di Malta.

Come arrivare alla festa

Arrivare a Ripalimosani per il Palio delle Quercigliole chiede un po' di strada, e la strada fa parte della festa. Per chi sceglie il treno, la stazione ferroviaria più vicina è quella di Matrice-Montagano-San Giovanni in Galdo, a 4,5 chilometri: conviene organizzarsi per coprire l'ultimo tratto. In automobile si esce allo svincolo di Campobasso Nord, e il tragitto è di 2,9 chilometri per 3 minuti di guida.

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