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Rievocazione della Battaglia di Palestro a Palestro con il campo attendato 2027
La Rievocazione della Battaglia di Palestro si tiene a Palestro, in provincia di Pavia, in Lombardia, l'ultima domenica di maggio, dentro cinque giornate di iniziative. Le tende non si piantano in un prato qualunque, ma accanto a una casa che ha ospitato un re: il campo attendato viene allestito nei pressi della casa ove soggiornò re Vittorio Emanuele II nei giorni successivi alla battaglia.
Cinque giorni per una battaglia di due
L'appuntamento cade sempre alla fine dello stesso mese: ogni anno, l'ultima domenica di maggio, Palestro commemora fra le verdi campagne della Lomellina quello che accadde nel 1859.
Il programma si è allargato fino a occupare quasi una settimana: prevede cinque giornate dense di iniziative, «pensate non solo per ricordare un passaggio esiziale del Risorgimento italiano, ma anche per offrire nuove forme di partecipazione attiva, tra rievocazioni in costume, concerti, camminate, laboratori, momenti istituzionali e conviviali», e in quei giorni Palestro si trasforma in un vero e proprio museo a cielo aperto.
Attorno alla parte militare il programma mette anche altro: sono previsti concerti, presentazione di libri, rievocazione storica e punti gastronomici, in un insieme di iniziative tese a commemorare l'anniversario della prima grande battaglia della seconda guerra di indipendenza italiana.
A fare da guide sono i più giovani del paese: i ragazzi delle scuole medie di Palestro e Confienza accompagnano il pubblico nei luoghi simbolo della battaglia, dal Monumento al soldato al Monumento al bersagliere, fino alla sala consiliare.
Quanto ai fatti del 1859, le giornate furono due, e c'è una ragione se se ne ricorda una: la battaglia fu combattuta il 31 maggio 1859 e fu preceduta da uno scontro minore il giorno prima, e «le due battaglie, quella del 30 e quella del 31 maggio, costituiscono un unico evento bellico», ma «la storiografia definisce come battaglia di Palestro solo quella decisiva del 31».
Il 30 maggio le truppe piemontesi di Vittorio Emanuele II conquistarono Palestro e alcuni comuni vicini presso Vercelli, con uno scopo che riguardava gli alleati: coprire un'ampia manovra dell'esercito francese, comandato da Napoleone III, che si svolgeva più a nord e puntava su Milano.
Il giorno dopo arrivò il contrattacco, e fu respinto: gli austriaci del generale Friedrich Zobel tentarono di riconquistare le posizioni perdute e furono respinti presso Palestro dalla 4ª Divisione piemontese di Enrico Cialdini, efficacemente supportata dal 3º Reggimento Zuavi francese.
Per l'esercito sabaudo fu un risultato raro: è ricordata come «la prima (e forse unica) vera vittoria dell'armata sarda contro l'impero d'Austria», e si concluse «con un'azione diretta ed azzardata dello stesso re Vittorio Emanuele II». Da lì gli alleati entrarono a Milano, poi a Magenta, e raggiunsero infine le alture di San Martino e Solferino, dove a fine giugno 1859 la seconda guerra di indipendenza trovò l'epilogo.
L'attraversamento della Sesia
Uno degli appuntamenti non ha figuranti da guardare ma un percorso da fare: un gruppo di rievocatori storici dà vita all'Attraversamento della Sesia, percorso libero, aperto ai cittadini e al pubblico generico, senza limiti di età, che conduce dal centro cittadino al guado del fiume dove oggi sorge la centrale termoelettrica Edison.
Il pubblico cammina da solo, come vuole: dopo aver ricevuto alcune indicazioni può procedere in autonomia, a piedi, in bici e a cavallo, lungo il sentiero suggerito, dove sono presenti alcuni personaggi in abbigliamento d'epoca del periodo risorgimentale.
Quel tragitto non è scelto a caso: «ripercorreremo le vie e il territorio che, nel maggio 1859, furono attraversati dalle truppe piemontesi prima, da quelle francesi poi e infine furono teatro degli scontri contro l'esercito austriaco». Il fiume, allora, era una linea politica: la battaglia sbaragliò l'esercito austriaco che difendeva la zona del Sesia, allora confine tra il Regno sabaudo e l'Impero.
C'è anche una seconda camminata, che finisce in un altro paese: si parte dal Santuario della Madonna della Neve e si arriva a Vinzaglio, dove si tiene la rievocazione della presa di Vinzaglio, con l'apertura del castello e dell'ossario e la presenza di rievocatori austriaci schierati alle porte del castello.
Il campo militare, e i soldati che convivono col paese
L'associazione che cura tutto ha fatto una scelta dichiarata, e riguarda proprio la guerra: la commemorazione «ha voluto uscire un po' dai soliti schemi delle manifestazioni storiche che individuano unicamente nello scontro armato tra gli opposti schieramenti il fulcro di un'intera storia e rappresentazione».
Quello che vogliono mostrare è un'altra cosa: «ciò che noi intendiamo proporre è un contesto storico, fatto di uomini, donne, singoli avvenimenti e semplici azioni quotidiane».
Il campo militare serve a dire una frase precisa: «i soldati arrivavano in un luogo, lo occupavano, venivano accolti bene o male dagli abitanti e per un certo periodo convivevano con essi.»
Così l'accampamento diventa il centro della giornata e la battaglia passa indietro: «l'aspetto prettamente belligerante della rievocazione passa in secondo piano a favore della viva rappresentazione della vita in un campo militare allestito nei pressi di un qualunque borgo di metà Ottocento».
L'allestimento è diviso per funzioni, come un campo vero: si distinguono l'area di comando, gli alloggiamenti di truppa, la zona per i civili militarizzati e quella dell'assistenza sanitaria, e si mostra come si muoveva e operava un reggimento di fanteria di linea, anche durante gli addestramenti formali.
Chi arriva trova i rievocatori disponibili a spiegare: sono a disposizione del pubblico e mostrano come si viveva in quei giorni del 1859, fra soldati in alta uniforme e le retrovie, con tanto di cucina da campo. A tavola si finisce davvero: si tiene la «cena del soldato» nel padiglione coperto nel cortile delle scuole elementari, e cucina il Comitato Vecchia Porta Casale di Vercelli.
Quadri viventi e gran ballo in piazza Marconi
La sera il centro storico diventa un percorso da attraversare a piedi: è organizzato un percorso guidato dove sono proposti quadri viventi, allestimenti e narrazioni con rievocatori, rievocatrici e compagnie attoriali, che aiutano a ricreare le atmosfere concitate del maggio 1859.
Una delle scene riprende quello che accadde fra le case, così come lo dipinsero all'epoca: «L'Anteprima di una battaglia» è l'occasione per riproporre gli scontri bellici avvenuti per le vie di Palestro e ampiamente illustrati in opere artistiche dell'epoca.
La serata finisce ballando: si conclude in piazza Marconi con un gran ballo risorgimentale.
Corteo all'Ossario, e «Il Silenzio»
La mattina della domenica il paese si mette in fila dietro le bandiere: il corteo parte da piazza Marconi per raggiungere l'Ossario monumentale, dove si celebra la funzione eucaristica, e vi prendono parte associazioni combattentistiche e di reduci, istituzioni civili e militari, la banda locale, i rievocatori storici e la popolazione. Tornano anche i bersaglieri con la fanfara «Enrico Toti» di Nichelino, insieme a una rappresentanza della sezione di Moncalieri.
All'Ossario si suona una cosa sola, e tutti stanno zitti: all'Ossario risuona «Il Silenzio», un gesto collettivo di raccoglimento e rispetto, che restituisce pienamente il senso di ciò che questa ricorrenza rappresenta.
Quel monumento raccoglie i morti di tutti e tre gli eserciti: negli anni 1892-1893 venne realizzato l'ossario di Palestro per raccogliere i resti dei caduti piemontesi, francesi e austriaci, e il 28 maggio 1893 fu inaugurato ufficialmente, con «una gran festa della gratitudine, con cui l'Italia consacra a eterno culto la religione di coloro che per essa son morti».
Duecento rievocatori e il colpo di cannone
Il pomeriggio della domenica si combatte al campo sportivo: al «Martani» si svolge la rievocazione storica della battaglia, cui partecipano circa duecento rievocatori storici provenienti da Piemonte, Lombardia, Liguria, Veneto, Marche, Emilia-Romagna e anche dall'estero.
Il via lo dà un pezzo d'artiglieria, con uomini in divisa d'epoca: alla simulazione degli scontri campali del 1859 è dato il via con il colpo di cannone eseguito dagli artiglieri del secondo gruppo del reggimento Artiglieria a cavallo «Voloire», anch'essi in uniforme storica.
Quello che si vede è realistico e non finisce male per nessuno: «colpi di moschetto, ordini dati ad alta voce, confusione, sudore, movimenti concitati, un faccia a faccia accuratissimo dal punto di vista storico e militare sia per le divise sia per le fasi degli scontri, ma senza alcun spargimento di sangue», e quello che si sente in tutto il paese è il rumore degli spari, incessante.
A organizzare è un'associazione vercellese con un metodo dichiarato: la Compania de le Quatr'Arme lavora con il living history, o storia vivente, e nel 2012 ha affinato costumi e accessori del periodo risorgimentale. Il primo progetto risorgimentale è del 2014: l'evento «Vita Militare e Civile nel Risorgimento Italiano», svoltosi il 24 e 25 maggio 2014, che ottenne il patrocinio del Ministero dei Beni Culturali, della Regione Piemonte, della Regione Lombardia, della Provincia di Pavia e della Provincia di Vercelli.
Come arrivare alla festa
Farsi avvolgere dalle atmosfere della Rievocazione della Battaglia, a Palestro, è alla portata di tutti. Per chi preferisce la comodità del treno, la stazione ferroviaria di Palestro si trova a 700 metri dal centro: si arriva nel cuore dell'evento con una breve passeggiata. Per chi si mette al volante, il casello di Vercelli Est dista 13 chilometri, cioè 13 minuti di strada.
Altre feste in provincia di Pavia
Qui intorno, altre feste che meritano una deviazione.
- Sagra degli Asparagi a Cilavegna — maggio
- Sant'Agostino e San Teodoro a Pavia — agosto
- Palio dl'Urmon a Robbio — agosto