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Rievocazione Storica della Congiura dei Baroni a Teggiano e l'Assalto al Castello 2027
Questa e' l'ultima edizione di cui abbiamo notizia: le date della prossima non sono ancora state annunciate.
Fonte: comune.teggiano.sa.it, letta il 19/09/2026.
La Rievocazione Storica della Congiura dei Baroni si tiene a Teggiano, in provincia di Salerno, in Campania, nei giorni 11, 12 e 13 agosto di ogni anno, con il nome di «Alla tavola della Principessa Costanza». Circa 600 figuranti sfilano in corteo dal Castello Macchiaroli al Seggio, i sei Comuni che componevano lo Stato di Diano si contendono il Palio della «Giostra dei Ceri», e ogni sera il castello viene incendiato e preso d'assalto. La manifestazione è sorta nel 1994 a opera della Pro Loco di Teggiano.
Centocinquanta trombonieri sotto le mura
Il momento più atteso resta l'Assalto al Castello, vero culmine della festa. Ogni sera, nel cuore della notte, lo spettacolo mette in scena le vicende legate alla Congiura dei Baroni e alla storia dei Sanseverino, con una scenografia mozzafiato arricchita da luci, suoni e fuochi d'artificio.
Circa 150 trombonieri e figuranti rappresentano perfettamente l'assalto con armi dell'epoca e spettacoli pirotecnici che rendono viva la battaglia in ogni dettaglio, e durante la rievocazione il castello viene incendiato e preso d'assalto dai figuranti.
Nei giorni 11, 12 e 13 agosto di ogni anno il Castello di Teggiano viene letteralmente preso d'assalto da figuranti armati fino ai denti.
Due mesi d'assedio senza espugnazione
Si tratta della rievocazione storica dell'assedio che il castello dovette affrontare nel 1497. Qui, infatti, Antonello Sanseverino scelse di difendersi dopo aver ordito una congiura contro il re di Napoli, Federico d'Aragona. Di fronte a un esercito di ventimila fanti e cavalieri, Castello Sanseverino, oggi Macchiaroli, resistette per oltre due mesi, senza mai essere espugnato.
La Congiura dei Baroni capitolò in seguito a un trattato di pace firmato dai Sanseverino in seguito all'arrivo di nuove truppe giunte a dar manforte all'esercito reale. Lo scontro si concluse inaspettatamente con la resa concessa dal Re; ai Sanseverino e a tutti i cittadini fu concesso l'indulto regio che li esentava da condanne, obbligando però il principe a cedergli tutti i suoi beni.
La sommossa fiscale dei baroni
Nel 1485, sotto la guida del Principe Antonello Sanseverino, i Baroni della zona, stanchi di contribuire in maniera sempre crescente alle spese militari del Re, si ribellarono riunendosi a Diano. Lì Antonello Sanseverino, Principe di Salerno e signore dello Stato di Diano, insieme a molti altri feudatari della zona, ordì la Congiura dei baroni, una sorta di sommossa fiscale contro il re di Napoli Ferdinando I d'Aragona, detto Ferrante, conclusa nel 1487 con l'accordo fra le parti.
La Congiura fu una ribellione contro l'intervento degli Aragonesi che intendevano ridurre il potere baronale a vantaggio della nuova classe della borghesia mercantile, e la prospettiva dell'abolizione dei feudi e di concessione di maggiori poteri di gestione dei comuni, mal digerita dai baroni, portò a una serie di scontri.
La Congiura fu ordita nel 1485, quando si riunirono a Melfi i baroni favorevoli agli Angioini, tra cui spiccavano, oltre ai Sanseverino, i Caracciolo (principi di Melfi), i Gesualdo (marchesi di Caggiano), i Balzo (principi di Altamura) e altri duchi, conti e baroni. L'11 settembre 1486 i baroni giurarono di scacciare gli Aragonesi.
I signori locali, infatti, avevano dalla loro il papato, appoggio che avrebbe potuto creare non poche difficoltà a Ferrante. Se il primo tentativo di sovvertire l'ordine monarchico si risolse in una netta vittoria del re, il secondo costrinse il sovrano aragonese a una più scaltra macchinazione per venirne a capo, e la questione si risolse con la cattura degli insorti nel castello di Miglionico (detto del Malconsiglio), che assieme al castello di Teggiano rimarrà nella storia del Sud Italia.
Il matrimonio del 1480
L'occasione è la rievocazione delle nozze principesche celebrate nel 1480 tra Antonello Sanseverino, Principe di Salerno e Signore di Diano, e Costanza di Montefeltro, figlia del celebre Federico da Montefeltro, Duca di Urbino. Nel 1480 Antonello Sanseverino sposò Costanza, figlia del Duca di Urbino Federico da Montefeltro; l'anno dopo gli sposi si recarono in visita a Diano, dove l'intero feudo contribuì ad organizzare grandiosi festeggiamenti in loro onore.
L'evento de «Alla tavola della Principessa Costanza» inizia con la rievocazione storica della visita avvenuta nell'agosto del 1481 di Costanza da Montefeltro, figlia di Federico, Duca di Urbino.
Nelle vesti degli sposi protagonisti tornano «a furor di popolo» gli stessi due interpreti delle precedenti edizioni.
Seicento figuranti dal castello al Seggio
Come da tradizione, l'apertura ufficiale è affidata al Corteo Storico, che vede sfilare circa 600 figuranti dal Castello Macchiaroli al Seggio, attraversando le vie del borgo. Il corteo guidato dai figuranti di Antonello e Costanza, rigorosamente in costume, prende inizio da Castello Macchiaroli e si dirige verso l'Antico Sedile, dove si svolge la rievocazione del consiglio comunale che diede il via libera al matrimonio fra Antonello e Costanza. Con loro sfilano sbandieratori, tamburini, giocolieri e altre figure storiche.
Giunti all'antico Sedile, cioè il loggiato che viene formandosi dall'incrocio del Cardo e del Decumano, il corteo storico si arresta per un'altra rievocazione. Si tratta del consiglio del 1480, che diede il via libera al matrimonio fra Antonello e Costanza. Qui, intorno a un tavolo di pietra, viene celebrata, presieduta dai principi, la riunione delle autorità della Universitas.
Il bando che lo annuncia è in lingua d'epoca. «Mastri dell'arte e popolo dei villici, audite. At breve et imminente, nel canto della piazza maggiore, sotto lo seggio accapo della via tenersi deve lo consiglio della viamenze universitaria.»
La Giostra dei Ceri fra sei comuni
A seguire, poi, la Giostra dei Ceri e il Palio dei Casali. Si tratta di un concorso fra i Casali appartenenti allo Stato di Diano nel 1480. Ad esso prendono parte rappresentanti dei comuni di Teggiano, San Pietro al Tanagro, Sant'Arsenio, San Rufo, Sassano e Monte San Giacomo.
Nella rievocazione storica, che si svolge ogni anno nei giorni 11-12-13 agosto, i sei Comuni che componevano lo Stato di Diano (Teggiano, Sant'Arsenio, Monte San Giacomo, Sassano, San Pietro e San Rufo) si contendono il Palio della «Giostra dei Ceri».
Ducati, tarì e tornesi per pagare la cena
A Piazza San Cono è attivo il «Banco di Cambio» per l'acquisto di tarì e ducati, da utilizzare nelle numerose Taverne, dove gustare piatti tipici del territorio.
Tutti i piatti possono essere acquistati con le monete dell'epoca: il Coronato, del valore di 5 euro, il Ducato, del valore di 4 euro, il Tarì, del valore di 2 euro, e il Tornese, del valore di 1 euro.
Vengono serviti cibi tipici: tra i primi piatti, da segnalare «cavatelli e fagioli», «fusilli e ricotta»; i secondi rigorosamente a base di carne di vari animali, soprattutto ovini; tra i formaggi, «cacicavalli e ricotte»; i salumi locali sono «salsicce, prosciutti e soppressate».
Fabbri, coniatori, cordai
Durante la manifestazione, per le strade di Teggiano è possibile ritrovare le fedeli ricostruzioni della fine del Quattrocento. In uno dei comuni salernitani che meglio conservano la tradizione medievale di queste terre, è possibile ritrovare gli antichi mestieri: il fabbro, il coniatore, l'orafo, il vetraio, il cuoiaio, il cordaio, il maniscalco e molti altri ancora.
Gli spettacoli itineranti animano le strade e le piazze con artisti di altissimo livello, pronti a stupire con musica e danze medievali, sbandieratori, tamburini, giullari, acrobati, mangiafuoco, accampamenti storici e antichi mestieri.
Dal 1994, per opera della Pro Loco
Sorta nel 1994 a opera della Pro Loco di Teggiano, da oltre venti anni si svolge «Alla tavola della Principessa Costanza». L'evento, che si tiene a metà agosto, è ambientato nella magnifica cornice del comune di Teggiano e del Castello Macchiaroli.
Il programma dei tre giorni va dal corteo guidato dai figuranti di Antonello Sanseverino e Costanza, al consiglio comunale che diede il via al matrimonio fra i due, fino all'assalto al castello da parte di re Federico d'Aragona.
Attraverso la ricostruzione scenica del racconto della vita della nobile casata, fondatrice anche dell'incantevole Certosa di Padula, si entra nel vivo della Teggiano medioevale, il cui centro storico è Patrimonio UNESCO. Una delle edizioni è stata promossa e realizzata dalla Scabec Regione Campania sotto il titolo «Assalto al Castello», e la Congiura dei Baroni ha fatto anche da ponte con la Basilicata, dove nacque il movimento rivoluzionario del XV secolo, come reazione agli Aragonesi che si erano insediati sul trono di Napoli.
Come arrivare alla festa
Raggiungere la Rievocazione Storica della Congiura dei Baroni a Teggiano richiede un po' di viaggio, ma l'esperienza ripaga il tragitto. Per chi sceglie il treno, la stazione ferroviaria più vicina è quella di Sassano-Teggiano, a 8,0 chilometri: conviene organizzarsi per coprire l'ultimo tratto. In automobile si esce allo svincolo di Sala Consilina, e il tragitto è di 7,8 chilometri per 14 minuti di guida.
Che altro succede in provincia di Salerno
Altre feste di agosto nella stessa zona.
- A Chiena a Campagna — agosto
- Historiae Volceianae a Buccino — agosto
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