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Rievocazione Storica della Grancia a Brindisi Montagna 2026 - Spettacolo teatrale sul brigantaggio con 300 figuranti
Questa e' l'ultima edizione di cui abbiamo notizia: le date della prossima non sono ancora state annunciate.
Fonte: comune.brindisimontagna.pz.it, letta il 19/09/2026.
La Rievocazione Storica della Grancia va in scena a Brindisi Montagna, in provincia di Potenza, in Basilicata, nella stagione estiva, fra luglio e settembre. Lo spettacolo si chiama «La Storia Bandita» e racconta il brigantaggio postunitario in Basilicata: due ore di narrazione animata da 300 figuranti su un'area di scena di oltre 25mila metri quadri, con 500 effetti pirotecnici, 400 fari teatrali e cinematografici e un impianto sonoro immersivo multitraccia con 12 sorgenti. La sede è il Parco della Grancia, il primo Parco storico rurale e ambientale d'Italia.
Un palcoscenico di venticinquemila metri quadri
Quello che va in scena alla Grancia non sta dentro un teatro: sta dentro un bosco, e il bosco è la scenografia.
Una narrazione spettacolare della durata di 2 ore, animata da 300 figuranti che interagiscono su un'area di scena di oltre 25mila metri quadri, con 500 effetti pirotecnici, 400 fari teatrali e cinematografici, un impianto sonoro immersivo multitraccia con 12 sorgenti, proiezioni di grandi immagini sulla roccia e su schermo d'acqua, oltre a numerosi altri effetti speciali in scena.
La scena è un anfiteatro naturale: un'area scenica di 25.000 m² costituita dall'anfiteatro naturale della foresta Grancia, descritta anche come un teatro su un dorso di montagna incantevole che ha per scenografia la vegetazione e per sipario la notte.
Il più grande cinespettacolo d'Italia
Il nome dello spettacolo è «La Storia Bandita», e la definizione che gli danno è sempre superlativa.
Al Parco della Grancia va in scena «La Storia Bandita», il più grande spettacolo di teatro popolare d'Italia. È manifestazione di natura multimediale in cui si fondono teatro, musica, danza e proiezioni cinematografiche; è il più grande cinespettacolo a livello nazionale, e il Cinespettacolo «La Storia Bandita», sinergico connubio tra musical, cinema e teatro, costituisce la prima grande opera di teatro popolare realizzata nel Mezzogiorno.
La forma teatrale è dichiarata: la messa in scena si avvale di una particolare forma di teatro, frutto della contaminazione tra cinema, musical, teatro e danza.
Non è una novità recente: da oltre un quarto di secolo porta in scena l'epopea del brigantaggio.
Cinquanta ettari alle spalle del paese
Lo spettacolo è il perno di un parco che esiste tutto l'anno e che ha un primato suo.
La Grancia è il primo Parco Storico Rurale e Ambientale di Basilicata, immerso in uno scenario naturale di rara bellezza e suggestione, e si estende su una superficie di 50 ettari alle spalle di Brindisi Montagna, borgo storico della Basilicata, a pochi minuti dal capoluogo Potenza e a un'ora di auto da Matera.
È il primo Parco storico rurale e ambientale d'Italia, e nel suo territorio oggi si svolgono le vicende del cinespettacolo «La storia bandita», il più grande parco storico dell'Italia meridionale. Il cinespettacolo, dal canto suo, è un tassello particolarmente pregiato del mosaico «Parco della Grancia», concepito per rappresentare in chiave moderna la dimensione sociale, culturale e storica della civiltà rurale.
La storia raccontata dalla parte dei vinti
Il punto di vista è dichiarato fin dall'inizio, ed è quello di chi ha perso.
Uno spettacolo per far rivivere il fenomeno del Brigantaggio attraverso le ragioni e le storie dei vinti, per rivivere da un altro punto di vista gli avvenimenti di una delle pagine più oscure e affascinanti della storia dell'Italia post-unitaria, mai del tutto compresa, con la scoperta del mondo rurale lucano e delle sue inconfondibili radici.
L'arco temporale è ampio: una vicenda, quella della Basilicata e del Mezzogiorno d'Italia tra il 1799 e il 1861, raccontata senza nostalgie o rancori, e La storia bandita è una rappresentazione sul brigantaggio postunitario in Basilicata, organizzata annualmente a Brindisi Montagna, provincia di Potenza, nella stagione estiva, tra luglio e settembre.
I protagonisti hanno nome e cognome: il racconto epico del brigantaggio post-unitario e le figure leggendarie di Carmine Crocco e Ninco Nanco hanno incantato il pubblico con effetti scenici d'impatto, coreografie spettacolari e una narrazione intensa e vibrante.
Il brigante che tenne in scacco l'esercito sabaudo
La trama segue una vita intera, e finisce con un tradimento.
L'evento narra, in forma romanzata, la storia del brigante Carmine Crocco, dalle vicende familiari che segnano la sua giovinezza sino a quando, divenuto capo dei briganti in nome di Francesco II, terrà in scacco per un certo periodo l'esercito sabaudo tra la Basilicata e l'Irpinia. Sarà il tradimento di uno dei suoi uomini a permetterne la cattura e porre così fine alla rivolta e alle speranze dei suoi seguaci.
In scena il brigante parla in prima persona: «Ma io, Carmine Donatelli Crocco, non fui ladro di ori e cavalli, volgare assassino come taluni credono... vogliono che si creda», e la chiusura allarga il discorso a tutto il Sud: il monologo finale recita «Briganti o emigranti» come destino per molti meridionali ma, nel contempo, apre alla speranza di riscatto che ogni nuova generazione porta inevitabilmente con sé.
Quel che resta, dicono, è una fiaba: «Resta sempre la fiaba, lo struggente racconto di un popolo che insorge e che aspira ancora oggi ad avere libertà», e la leggenda del temuto Carmine Crocco sposa la vita contadina di un popolo che storicamente incarna la tradizione libertaria di Lucania.
Placido, Dalla, Rambaldi
Le voci e le musiche di questo spettacolo di paese portano firme che si riconoscono.
Lo spettacolo si avvale delle voci di noti artisti come Michele Placido (brigante Carmine Crocco), Orso Maria Guerrini (generale spagnolo José Borjes), Nanni Tamma, Lina Sastri (brigantessa), Paolo Ferrari (zio Martino). Le musiche invece sono composte ed eseguite da Lucio Dalla, Antonello Venditti, Eddy Napoli e dal maestro Di Giandomenico.
Dietro il testo c'è uno storico: l'opera nasce dai testi scritti da Gianpiero Perri e Maurizio Canosa, con l'adattamento firmato da Oreste Lopomo e la rigorosa consulenza storica di Tommaso Pedio.
E c'è una firma da cinema: trecento figuranti sul palco, la regia di Gianpiero Francese, effetti speciali curati dal Premio Oscar Carlo Rambaldi, le voci dei più grandi attori italiani e un ricco programma dal mattino alla sera.
I figuranti sono i soci della Pro loco
Chi recita non arriva da fuori: abita lì, e torna ogni anno.
Duecento i figuranti coinvolti, tutti soci della Pro loco di Brindisi, e coinvolte, poi, intere famiglie. Uno di loro racconta perché ci tiene: «Da molti anni partecipo allo spettacolo della Grancia, non vedevo l'ora di ritornare a fare lo spettacolo — mi piace tanto fare la processione e poi andare sopra il carretto, e dopo lo spettacolo si mangia tutti insieme».
In scena non ci sono solo persone: la messa in scena dispone di cavalli, asini, buoi e anatre e, soprattutto, di uno scenario suggestivo tra la montagna e il bosco.
Per chi lo organizza il senso non è solo teatrale: un racconto che non è solo spettacolo, ma un atto di restituzione della memoria collettiva.
Le donne del brigantaggio
Da qualche edizione il parco ha spostato una parte della luce sulle brigantesse.
Dopo il grande successo della serie Netflix Briganti, che ha valorizzato il ruolo delle donne briganti, il Parco celebra le eroiche figure femminili del brigantaggio. La lettura che ne dà è netta: non figure di contorno, amanti o compagne silenziose, le donne del brigantaggio lucano sono state protagoniste assolute, spesso dotate di una determinazione e una ferocia persino superiori a quelle degli uomini.
Il tema entra in tutto il programma: la rinnovata attenzione verso le figure femminili del brigantaggio è evidente nelle numerose attività del parco, che mirano a mettere in luce le storie di coraggio e resilienza di queste donne eccezionali, e il contributo delle donne briganti alla storia locale viene celebrato e approfondito attraverso esposizioni, spettacoli e narrazioni, offrendo ai visitatori una nuova prospettiva su un capitolo spesso trascurato del nostro passato. C'è anche lo spettacolo delle brigantesse della Grancia.
Dalla pigiatura dell'uva alla falconeria
Il cinespettacolo è di sera: il resto della giornata ha un programma suo.
La giornata di apertura inizia al mattino con la dimostrazione della tradizionale pigiatura dell'uva. Poi tocca ai cavalieri: uno dei punti salienti della giornata è «La Contesa maritata», spettacolo a cura dell'associazione «I cavalieri di Bianca Lancia», che porta in scena vivaci scenari storici. Nel pomeriggio si culmina con uno spettacolo di falconeria che promette di essere mozzafiato, e la falconeria è una delle incursioni nelle arti nobiliari più antiche.
Il parco ricostruisce anche gli alloggiamenti dell'epoca: è possibile visitare la ricostruzione di Accampamenti che permettono al visitatore di entrare nel contesto storico culturale che ha caratterizzato il fenomeno del brigantaggio.
Per le famiglie c'è la parte didattica: sono attivi i laboratori didattici, spettacoli teatrali d'interesse storico-culturale sul tema del brigantaggio e i personaggi che animano l'immaginario del bosco, i Laboratori del Gusto, dove si impara a produrre manualmente e riconoscere gli alimenti fondamentali della tradizione lucana come miele, latte, ecc. E c'è la tavola: il Parco Storico Rurale e Ambientale è anche riproposizione di eccellenze culinarie legate alla tradizione e alla storicità di piatti presso il Borgo dei Sapori. Il parco, del resto, riserva un notevole interesse al mondo della Ruralità.
Tutti i sabati d'agosto, Ferragosto compreso
Le date non sono un weekend solo: la stagione dura mesi.
Da giugno a settembre il Parco Storico Rurale e Ambientale della Grancia riapre per offrire ai suoi numerosi visitatori il più importante Cinespettacolo che sia mai stato realizzato sulla storia del Brigantaggio nel Mezzogiorno.
Il calendario delle serate è preciso: ogni sabato di agosto, compreso il giorno di Ferragosto, e tutti i sabati di settembre, apre le porte ai visitatori, e c'è tempo fino al 21 settembre per assistere alla «Storia Bandita». In una delle stagioni ci sono state anche due giornate speciali, il 22 e 23 agosto, offrendo a visitatori di tutte le età un'esperienza unica che intreccia natura, cultura e storia.
La badia, i baroni, il Demanio
Prima di essere un parco, la Grancia è stata una proprietà monastica, e ha cambiato padrone due volte.
Soppressi gli ordini monastici dalla legge napoleonica del 1806, la Grancia fu acquistata dai baroni Blasi di Pignola e rivenduta dai loro eredi al Demanio verso il 1925.
Il carbone di San Lorenzo contro la malaria
Nella chiesetta dell'ex badia c'è una festa che non c'entra col brigantaggio, e ha una data spostata.
Ogni anno il 10 settembre la chiesetta dell'ex badia è meta di fedeli per la festa di San Lorenzo martire, bruciato vivo secondo la leggenda: fino al 1950 vi andavano i devoti del circondario per invocare il santo contro la malaria. La data non è quella del calendario: la festa di San Lorenzo ricorre il 10 agosto, ma alla Grancia, dai primi del Novecento, si celebra il 10 settembre, e fino alla seconda metà degli anni Quaranta i pellegrini, sofferenti di malaria, si mettevano in cammino dai paesi del circondario per invocare il santo.
Il gesto che facevano è rimasto nel racconto: all'uscita della statua in processione, fra il clamore dei petardi, i devoti si inginocchiavano alla ricerca di pezzetti di carbone, il quale era considerato il farmaco miracoloso contro il freddo. E il carbone si prendeva: il sacrale carbone di San Lorenzo della Grancia, ridotto in polvere, veniva bevuto con l'acqua al momento del bisogno.
Oggi quella data ha un altro significato: ogni anno, il 10 settembre, la Grancia è meta per una sagra di addio all'estate.
Come arrivare alla festa
La Rievocazione Storica della Grancia a Brindisi Montagna si raggiunge con un viaggio non brevissimo, e vale la pena affrontarlo. Per chi sceglie il treno, la stazione ferroviaria più vicina è quella di Brindisi di Montagna, a 5,1 chilometri: conviene organizzarsi per coprire l'ultimo tratto. In automobile si esce allo svincolo di Brindisi di Montagna, e il tragitto è di 4,8 chilometri per 7 minuti di guida.
Che altro succede in provincia di Potenza
Se sei in zona, poco lontano si tengono anche queste.
- Giornate Medioevali. Alla corte di Guidone a Brindisi Montagna — ottobre
- Rievocazione del brigante Taccone a Laurenzana — agosto
- La battaglia di Lauria del 1806 — agosto