Le feste della Basilicata
Le feste della Basilicata sono più di 90, e quasi tutte nascono nei paesi: i riti arborei, le rappresentazioni sacre di Barile, le processioni di Matera e delle terre del Vulture, fra Melfi, Venosa e Lavello. Qui le trovi una per una, con quello che ognuna ha conservato di suo.
Festività Nazionali
Presepe Vivente a Barile - Le cantine scavate nel tufo dove Pasolini girò la Natività
Presepe Vivente a Lavello - I centurioni romani annunciati dai tamburi
Presepe Vivente nei Sassi di Matera - Le scenografie di Cinecittà e gli abiti cuciti dalle detenute
Presepe Vivente della Rabatana a Tursi - I figuranti nati dal presepe in pietra di Altobello Persio
Carnevali Storici
Feste Patronali
Beato Domenico Lentini e San Nicola di Bari a Lauria - Il pane con la croce rossa
Festa delle Città di San Donato ad Anzi - Sfilata con gonfaloni e preghiera collettiva
Festa di San Rocco a Castelmezzano e la processione di San Rocchicchio
Festa di San Rocco a Tolve - Processione solenne e pellegrini scalzi con i ceri
Festa di San Vito a Castelgrande e il mantello rosso della confraternita
Festa di Sant'Antuono a Pisticci con la benedizione del fuoco e degli animali
La Festa dello Spirito Santo – La Pasqua di sangue a Melfi - I corni di terracotta e le statue portate da sole donne
Fiera di San Gianuario a Marsico Nuovo - Tradizione religiosa e agricola del 26 agosto
Madonna della Bruna e Sant'Eustachio a Matera - La statua della Vergine portata su un carro trionfale
Madonna del Carmine a Laurenzana - Il giglio d'argento offerto dalla contrada che vince il Palio
Festa del Maggio ad Accettura - Il matrimonio fra il cerro e l'agrifoglio e la scalata del tronco
Maria SS. del Carmelo ad Avigliano - I castelli di candele portati a spalla su per il Monte Carmine
Maria SS. del Carmelo a Campomaggiore - Il sindaco consegna alla Vergine le chiavi del paese
Maria SS. di Costantinopoli a Barile - Il Giglio, la fiaccolata e i sette martedì della Madonna
Maria SS. della Neve ad Atella - La sosta del quadro dove sorgeva il lazzaretto
Maria SS. della Serra e San Rocco a Calciano - Le cente di candele con fiori e nastri
La Ndenna a Castelsaraceno - L'anello di ferro che tiene sposati i due alberi fino a ottobre
Pellegrinaggio alla Madonna dell'Incoronata a Lavello - La carovana di trattori addobbati
La Pitu e la Rocca a Rotonda - Il faggio maritato all'abete da 13 coppie di buoi
San Biagio di Sebaste a Maratea - Il miracolo del liquido giallastro e la benedizione della gola
San Cataldo a Brienza - Il patto di amicizia con Taranto e il vescovo venuto dall'Irlanda
San Domenico a Moliterno - Le chiavi della città al santo e la data che la Chiesa spostò
San Gerardo di Potenza - La iaccara di dodici metri portata a spalla e accesa in piazza
San Laverio a Tito - Il nastro rosso legato al braccio della statua
San Luigi Gonzaga ad Aliano - La chiave del paese consegnata al santo
San Mauro martire a Lavello e i buoi che scelsero il luogo della sepoltura
San Nicola di Bari a Rivello - La Manna del 6 dicembre e le 34 colonne della cripta
San Nicola a Brindisi di Montagna - La benedizione dei fuochi e il giuramento del 1595
San Nicola a Calvello - Il trittico di Stefano Sparano e la Madonna del latte del 1526
San Nicola a Castelluccio Inferiore con la statua restaurata
San Nicola a Picerno e le offerte di grano per portare la statua a spalla
San Rocco a Baragiano - Le cente sulla testa delle donne
San Valentino ad Abriola e la processione della statua del santo
Festa di San Vito ad Albano di Lucania e la donazione del latte
San Vito ad Avigliano e i tre giri della statua attorno alla chiesa
San Vito Martire a Banzi - La festa del patrono e i tesori dell'abbazia
Sant'Alessandro a Melfi e il nome estratto tre volte dall'urna
Sant'Antonio di Padova a Balvano - Le 22 lunette del chiostro e i tre patroni di metà giugno
Sant'Antonio di Padova a Castelsaraceno e il matrimonio tra il faggio e il pino
Festa di Sant'Egidio a Latronico e la processione della statua
Festa di Sant'Elia Profeta a Maschito e le orecchiette al ragù di gallo
Santa Lucia ad Atella - La statua liberata dalla cartapesta e la reliquia nella cintura
Santa Margherita a Castelluccio Superiore - La patrona delle partorienti rinata dal drago
Santo Stefano e Maria Gloriosa del Bosco a Montemilone - La statua lignea del Duecento e i tre giorni di agosto
SS. Crocifisso del Monte Sacrato a Brienza - Il volo dell'angelo e i cinti portati sul capo
Via Crucis Arbëreshe a Barile - La Zingara con gli ori del paese e le trentatré fanciulle in viola
Folklore e Rievocazioni
Assedio di Atella 1496 ad Atella - A chiudere l'assedio non furono le armi ma il Mal Franzese
La battaglia di Lauria del 1806 - «Che suonino la loro morte»
Da Camarda a Bernalda - Due chilometri di corteo e l'omaggio di Carlo III di Borbone
La Cavalcata del Borbone a Montescaglioso - Il re che compì diciannove anni ospite dei benedettini
La cavalcata dei Normanni e Venuta di Papa Urbano II a Banzi - La bolla che tolse l'abbazia a ogni padrone
Alla Corte del Duca Vitale a Trecchina - Il fieno sulle strade e il campanile che brucia
Corteo Storico di Federico II a Melfi - I falconieri d'Europa e le Costituzioni del 1231
Dai Longobardi ai Normanni, storia di una Cattedrale ad Acerenza - La sfida delle quattro porte e il Follaro al posto dell'euro
Enotria Felix - La Taccariata a Pisticci - Il rapimento dei novantotto lucani del 1677
Falò di San Giuseppe a Matera e la gara tra i rioni per la catasta più grande
Falò di Sant'Antonio a Tricarico e i tre giri rituali intorno alla chiesa
Giornate Medioevali a Brindisi Montagna - L'investitura del 1268 recitata in latino volgare
L'aurora...sotto le stelle a Grumento Nova - Le uniche nozze barocche documentate in Basilicata
La Leggenda di Isabella a Bella - Il nome della ragazza tenuto segreto fino alla messa in scena
Matrimonio a Corte a Episcopia - Il cervo, il falco, il ghiro e l'istrice delle quattro contrade
Notte dei Morti a Lavello - Il lumino sul davanzale e la bacinella d'acqua
Palio della Bruna a Matera e la distruzione del carro in 3 minuti
Palio dei Tre Feudi a Lagopesole
Parata dei Turchi a Potenza - la Iaccara di 12 metri
Rievocazione del brigante Taccone a Laurenzana e la bandiera con le cinque strisce di raso
Rievocazione del Miracolo a Maratea e lo sbarco delle reliquie di San Biagio
Rievocazione Storica della Grancia a Brindisi Montagna - Spettacolo teatrale sul brigantaggio con 300 figuranti
Rionero 1502 a Rionero in Vulture e la drammatizzazione dell'incontro presso la Chiesa di Sant'Antonio Abate
La Uglia a Pignola con il trono di stoffa e il salto nel fuoco
Sagre ed Enogastronomia
Aglianico del Vulture a Venosa - Sotto le Perseidi
Gusto Nobile Basilicata a Venosa - Oltre 40 espositori
Sagra della Crapiata a Matera - Il pugno di legumi che ogni famiglia portava al pentolone
Sagra del Fagiolo a Sarconi - Il legume che cuoce a prima acqua e i venti piatti del percorso
Sagra del Pecorino di Filiano - La Mostra Mercato e l'escursione alle pitture rupestri di Carpini
Sagra del Peperone di Senise - la gara della 'nserta
Sagra della Salsiccia a Cancellara e la benedizione della gola
Sagra della Strazzata ad Avigliano e la focaccia strappata a mano
Festival e Musica
Mercatini di Natale
Tutti i Mercatini di Natale d'Italia »
Mercatini di Natale a Potenza - Gli stand di piazza Mario Pagano e il volo della Befana
Mercatini di Natale a Tito - Largo Belvedere e l'albero più grande della Basilicata
Mercatini di Natale a Venosa - Il lancio delle lanterne luminose e i fuochi silenziosi di Capodanno
I mercatini di Natale in Basilicata
I mercatini di Natale della Basilicata sono tre e stanno tutti in provincia di Potenza: il capoluogo, con gli stand di piazza Mario Pagano; Tito, dove si accende l'albero più grande della regione; Venosa, la città di Orazio, dove si lanciano le lanterne e i fuochi di Capodanno non fanno rumore. Si comincia a fine novembre e si chiude il 6 gennaio.
I tre, uno per uno
- Potenza: gli stand in piazza Mario Pagano e piazza Prefettura, con manufatti artigianali, accessori per presepi e i prodotti enogastronomici lucani; in piazza Martiri Lucani si aggiungono gli stand «I Sapori di Natale», e altri mercatini stanno al rione Cocuzzo e al Parco Baden Powell.
- Tito: le casette a Largo Belvedere, con decine di artigiani e commercianti del paese, da dicembre al 6 gennaio.
- Venosa: le casette di legno in piazza Umberto I dal 30 novembre, con commercianti, artigiani, hobbisti e produttori, e un cartellone di ventuno appuntamenti.
L'albero che si accende su una torre
A Tito l'albero non sta in piazza: illumina il versante nord della Torre di Satriano, e l'accensione viene teleattivata da Largo Belvedere, cioè dal punto dove stanno le casette del mercatino. È l'albero di Natale più grande della Basilicata, lo cura l'Associazione Anspi Carità del paese, l'energia per illuminarlo è fornita gratuitamente da un'azienda del settore, e una volta accesso resta illuminato fino al mattino del 6 gennaio. Non è un vanto locale e basta: rientra fra le tradizioni titesi riconosciute come «Patrimonio culturale intangibile della Basilicata», insieme ai Fuochi di San Giuseppe e ai Riti Mariani.
Le lanterne, e i fuochi che non spaventano gli animali
A Venosa il cielo conta quanto la piazza. Fra le iniziative c'è il lancio delle lanterne luminose, per illuminare la notte «con speranze e desideri», e accanto ci sono l'osservazione delle stelle al telescopio e due parate per le vie. Il cartellone si divide in due: «Circo in Piazza», con clowneria, ventriloquismo, teatro dei piedi e arti circensi, e «Suoni dal Mondo!», con blues, flamenco, manouche, gospel e funky. Il concerto di Capodanno del 31 dicembre è accompagnato da fuochi d'artificio silenziosi, «a misura di animali», sincronizzati con la musica.
La Befana che vola dal teatro
A Potenza la festa non finisce col Natale: si chiude il 6 gennaio con la Motobefana e con l'acrobatico volo della Befana dal Teatro Stabile. A Venosa, nelle stesse ore, c'è il raduno delle Befane, la tombolata venosina e il quizzone. È il terzo movimento verso l'alto di questo Natale, dopo l'albero sulla torre e le lanterne.
I presepi stanno dentro la pietra
Se i mercatini guardano in su, i presepi lucani vanno sotto. A Barile il presepe vivente si svolge nelle cantine scavate nel tufo del Parco Urbano delle Cantine — le stesse dove Pier Paolo Pasolini girò la Natività del Vangelo secondo Matteo — con oltre duecentoquaranta figuranti che rifanno i mestieri del borgo. Nei Sassi di Matera, patrimonio dell'Umanità dal 1993, il presepe riproduce la Giudea di duemila anni fa con le scenografie di Cinecittà: prima la Roma antica con vestali e gladiatori, poi la grotta della Natività nel Sasso Caveoso, dove Maria arriva su un asinello. A Tursi, dal 26 al 28 dicembre, oltre cento figuranti riportano in vita i personaggi del presepe in pietra scolpito da Altobello Persio nella cripta di Santa Maria Maggiore, e rianimano la Rabatana, il quartiere che il resto dell'anno è quasi vuoto. A Lavello, la sera del 24, i centurioni romani sfilano per le strade annunciati dai tamburi.
E a Potenza i presepi sono sparsi per la città
Nel capoluogo ce n'è uno per quartiere. Un presepe napoletano nell'atrio del Cine Teatro Due Torri; un presepe vivente sulla Nave del Serpentone, al rione Cocuzzo; in piazza Matteotti, dall'Immacolata, la Natività realizzata nei settori riabilitativi dell'Istituto Don Uva, dentro una capanna della Pro Loco; alla Cappella dei Celestini la mostra d'arte presepiale «La notte luminosa». E alle porte della città, a contrada Cavalieri ai Piani del Mattino, un presepe vivente che va avanti da trentacinque anni con una settantina di figuranti che sono gli abitanti stessi della contrada: lo cominciò nel 1989 Nicola Lovallo, e la contrada lo continua.
Domande frequenti
Quali sono i mercatini di Natale in Basilicata?
Sono tre, tutti in provincia di Potenza: Potenza, con gli stand di piazza Mario Pagano; Tito, a Largo Belvedere; Venosa, in piazza Umberto I.
Dov'è l'albero di Natale più grande della Basilicata?
A Tito: illumina il versante nord della Torre di Satriano, e l'accensione viene teleattivata da Largo Belvedere, dove stanno le casette del mercatino.
Che cosa sono i fuochi silenziosi di Venosa?
Sono i fuochi d'artificio del 31 dicembre, scelti «a misura di animali» perché non fanno rumore, e sincronizzati con la musica del concerto di Capodanno.
Dove Pasolini girò la Natività?
Nelle cantine scavate nel tufo di Barile, che oggi ospitano il presepe vivente del paese: sono le stesse dove girò la Natività del Vangelo secondo Matteo.