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Folklore e Rievocazioni

La Scamiciata a Fasano e la consegna delle chiavi della città alla Madonna 2027

7 min di lettura · Scritto da: Rodolfo de Carvalho
Periodo
ogni anno l’intero mese di giugno
Dove Piazza Ciaia, Fasano

Il giorno esatto cambia ogni anno e non e' ancora stato reso noto.

Fonte: puglia.info, letta il 21/09/2026.

La Scamiciata è la rievocazione storica che si tiene ogni giugno a Fasano, in provincia di Brindisi, in Puglia, in memoria della vittoria ottenuta dai fasanesi sui Turchi il 2 giugno 1678. Circa 400 figuranti in costume — sbandieratori, famiglie nobili, autorità civili e militari in carrozza, armigeri, Turchi e scamiciati — attraversano le vie della città fino a Piazza Ciaia, dove il giovane che impersona il General Sindaco offre alla Madonna le chiavi della Città. Il Comitato Giugno Fasanese la ripropone dal 1978, sullo schema ricostruito attraverso le fonti storiche dei Cabrei, gli scritti del Sampietro e la tradizione orale.

La notte del 2 giugno 1678

Quattrocento musulmani si accordarono, salparono da Santa Maria a Lepanto in cinque barcacce da pirati e approdarono, inaspettatamente, sui lidi di Fasano, vicino ai Fiumi, il giorno due del sesto mese dell'anno 1678. Cento restarono a guardia delle barche; gli altri trecento discesero alla spiaggia.

Entrarono tra il silenzio della notte, al chiarore della luna, dove il nuovo borgo era sfornito di muraglia. Non presero solo il borgo: presero anche la piazza maggiore e la Vecchia Terra. I cittadini si svegliarono al fragore delle armi, all'infrangersi delle porte, e si rianimarono alla difesa: si batterono dai tetti delle case e dalle finestre, altri con gli schioppi, altri con pietre.

Poi i Turchi finsero di fuggire. I fasanesi li inseguirono nella sottoposta vallata, e lì, per un'intera ora, si combatté a corpo a corpo, incerti nell'esito. Caddero ventuno di quegli uomini, molti altri rimasero feriti, e il resto si abbandonò a precipitosa fuga verso le barche. Più che al proprio valore, i cittadini attribuirono la vittoria all'aiuto possente della Vergine SS. Immacolata e dei Titolari della Terra, San Giovanni Battista e Santo Stefano.

Gli scamiciati, quelli senza corazza

Il nome della festa viene da come erano vestiti quelli che vinsero: senza corazza e con la sola camicia, si gettarono nella mischia a difesa della città. Scamiciati.

Non erano del tutto impreparati, però. Balio di Santo Stefano, in quell'anno, era Fra Giovanni Battista Brancaccio, prima Generale delle artiglierie del Regno e poi Generale supremo dell'intero esercito. Suo luogotenente nel Baliaggio era il Commendatore Fra Silvio Zurla, di Crema, cavaliere valoroso e vigilante che, prevedendo l'aggressione, addestrò i cittadini alle armi e li diresse; una tradizione gli attribuisce anche la guida dei cittadini alla vittoria sui Turchi. E la città aveva già pagato: nel 1670 il sindaco Giuseppe Brandi era stato fatto prigioniero e reso schiavo dai Turchi che assediavano Fasano, e da allora la città si era preparata a difesa sotto la guida degli ufficiali del Balì.

La protettrice a cui i fasanesi attribuirono lo scampato pericolo ha un nome che viene da uno scavo. Alcuni operai, aprendo un pozzo, trovarono una grotta con un'immagine della Madonna sullo sfondo: da lì il nome di Madonna del Pozzo, e la Sacra Immagine si trova oggi all'ingresso del Santuario di Pozzo Faceto. Secondo la leggenda fu la sua intercessione a determinare la sconfitta dei Turchi.

Dal torneo popolare al Comitato del 1978

Nei secoli passati la memoria di quella vittoria si celebrava con un torneo popolare, in occasione della festa della Protettrice e secondo un preciso rituale. Sul loggiato del Comune si innalzava un drappo con l'immagine della Vergine, e sotto quel drappo si arruolavano numerosi giovani della Città, come una Crociata. Dopo il pellegrinaggio al santuario, quasi una veglia d'armi, nel giorno della Solennità e verso sera, in Largo Fogge si metteva in scena la battaglia fra Turchi e Fasanesi. I vincitori trascinavano i nemici in catene sotto la bandiera della Vergine e sfilavano per le vie: quel corteo si chiamava La Scamiciata.

Nel 1978, per il terzo centenario della vittoria, alcuni cittadini quasi tutti giovani — con l'esperienza fatta nel gruppo folcloristico «I Canti del Faso» e nel Centro Turistico Giovanile — ripresero la tradizione e costituirono il «Comitato Giugno Fasanese». Lo schema è stato ricostruito attraverso le fonti storiche dei Cabrei, gli scritti di Giuseppe Sampietro e la tradizione orale, e il Comitato ha voluto farne anche occasione di studio, di ricerca storica e di riflessione culturale su un'epoca decisiva per Fasano: il Seicento. Dal 2017 la ricorrenza è fissata al 2 giugno.

Il vessillo sulla torre dell'orologio

La festa coinvolge tre centri: Pozzo Faceto, dove sorge il santuario della Protettrice; Pezze di Greco, che sta sull'antica via che da Fasano porta al santuario; e Fasano centro.

Si apre con l'esposizione solenne del vessillo della Protettrice sulla torre civica dell'orologio, il Palazzo dell'Orologio in piazza Ciaia. L'antico stemma civico lascia per un mese il testimone al drappo bianco con l'immagine della Madonna del Pozzo. Con l'esposizione si tiene il Palio di San Lorenzo, a cui partecipano i quartieri di Fasano.

La domenica precedente al corteo i figuranti si mettono in costume e vanno in pellegrinaggio al santuario, a rendere omaggio all'icona della Vergine. Là vengono benedetti i labari di Santo Stefano, di San Giovanni e della Madonna di Pozzo Faceto, i Patroni della terra di Fasano, e si canta una supplica perché la Vergine protegga la comunità. Dopo una breve sosta in piazza del Miracolo, il corteo rientra a Fasano attraversando Pezze di Greco.

Sbandieratori, carrozze e barca del trionfo

Il sabato va in scena La Scamiciata. I figuranti sono circa 400, e diventano il doppio con i cortei storici delle città ospiti, che aprono la sfilata muovendo dal viale della Resistenza.

Davanti a tutti va il banditore: legge le parole della lapide del 1678, ricorda la battaglia e il valore dei fasanesi che, pur colti di sorpresa e impreparati alla difesa, sconfissero gli invasori con «l'aiuto possente dei Titolari della Terra», e invita il popolo alle solenni celebrazioni per ricordare il valore dei Padri.

Poi comincia la fila. Aprono gli sbandieratori con trombe, tamburi e bandiere. Seguono i gruppi delle famiglie nobili dell'epoca, ciascuno preceduto dallo stendardo con lo stemma della propria casata, e giovani in costume a cavallo. Vengono le autorità civili, religiose e militari del tempo, nelle loro uniformi, a bordo di carrozze d'epoca trainate da cavalli: la bandiera del Baliaggio di Santo Stefano precede la carrozza del luogotenente Zurla, accompagnato dal sindaco Pompeo Mignozza, e la bandiera del Balì di Malta precede quella di Brancaccio. Sfilano lo stendardo dell'Universitas, la dama con le chiavi della Città e i dignitari.

Dietro arrivano gli armati e gli alabardieri, e in mezzo a loro avanzano i Turchi; il loro capo è scortato da armigeri e precede gli scamiciati. Chiude il popolo, che canta e balla la tradizione pugliese e napoletana intorno alla barca del trionfo, un grande carro sul quale gli scamiciati issano i labari dei Santi Patroni. Per tutto il percorso la battaglia viene drammatizzata: la rabbia dei vinti e l'esultanza dei vincitori, il suono delle chiarine, il rullo dei tamburi, lo sventolio delle bandiere.

Le chiavi della città alla Madonna

Il corteo attraversa le vie principali e si ferma in Piazza Ciaia. Lì, davanti alla sacra immagine esposta in piazza, il giovane che impersona il General Sindaco compie il gesto che tiene insieme tutta la giornata: offre alla Madonna le chiavi della Città. Con le chiavi viene consegnata anche la spada, ai Santi Patroni.

Finite le sfilate, la stessa piazza diventa un palcoscenico: ospita il festival internazionale di musica folk «Ritmi e Suoni dal Mediterraneo», con gruppi che portano canti e danze della tradizione pugliese, meridionale e mediterranea. La Scamiciata è organizzata dal Comitato Giugno Fasanese con il sostegno del Comune di Fasano.

Come arrivare alla festa

Raggiungere la festa a Fasano richiede un po' di viaggio, ma l'esperienza ripaga il tragitto. Per chi sceglie il treno, la stazione ferroviaria più vicina è quella di Fasano, a 3,5 chilometri: conviene organizzarsi per coprire l'ultimo tratto. In automobile si esce allo svincolo di Savelletri, e il tragitto è di 1,4 chilometri per 2 minuti di guida.

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