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Torneo dei Rioni a Oria 2027 - Le cinque prove dei quattro rioni per il Palio
Questa e' l'ultima edizione di cui abbiamo notizia: le date della prossima non sono ancora state annunciate.
Fonte: festivalinitalia.it, letta il 19/09/2026.
Il Torneo dei Rioni si corre a Oria, in provincia di Brindisi, nel secondo fine settimana di agosto: è la giornata conclusiva del Palio di Oria e si tiene la domenica, il giorno dopo il Corteo Storico di Federico II. I quattro rioni della città, Castello, Judea, Lama e Santo Basilio, si sfidano in cinque prove collettive ispirate al Medioevo: l'ariete, il ponte, la botte, la cascia e la pertica. Il Palio va al rione che totalizza il punteggio più alto sommando tutte cinque le gare; la manifestazione si tiene dal 1967 ed è organizzata dalla Pro Loco di Oria APS con il coinvolgimento dei quattro comitati di rione.
Quattro quartieri, cinque gare, un drappo
Il Torneamento è una sfida tra i quattro rioni di Oria: Castello, Judea, Lama e Santo Basilio.
Sul campo del Torneo atleti e cavalieri si cimentano in durissime prove di stampo medievale per conquistare l'ambito Palio: il campo è quello dei Padri Rogazionisti dell'istituto Antoniano, «che è anche il punto di partenza del Corteo».
Si comincia con alcuni spettacoli medievali, con sbandieratori e mangiafuoco, «della durata di un'ora circa»; dalla seconda ora inizia la gara vera e propria. Il Palio è vinto dal Rione che totalizza il punteggio più alto sommando tutte cinque le gare.
L'ariete contro il portone
Un ariete di 85 chili viene trasportato dalle squadre rionali formate da due atleti ciascuna per 65 metri fino a sfondare un portone, e a quel punto «uno dei due atleti deve raccogliere una bandierina posta oltre il portone e tornare al punto di partenza».
Il ponte, la botte, il forziere, la pertica
La prova del Ponte è un vero e proprio percorso a ostacoli: gli atleti devono percorrere circa 200 metri incontrando scalinate, ponti, e assi di equilibrio e, al termine, salire una scala e recuperare la bandierina posta in cima.
Nella prova denominata La Botte, gli atleti devono compiere un percorso di 95 metri, attraversare una botte, raccogliere una bandierina e tornare di corsa al punto di partenza.
«La quarta prova si chiama La Cascia (il forziere): gli atleti devono raggiungere un forziere di 80 chili e trascinarlo per 60 metri con una corda»; devono poi aprirlo, prendere la bandierina all'interno e correre nel punto in cui devono issarla.
L'ultima prova è La Pertica: dopo un tratto di corsa di 50 metri, gli atleti devono salire su una corda, raccogliere una bandierina e portarla in cima a una scala.
I cavalieri alla Singolar Tenzone
Si sfidano a «Singolar Tenzone» i cavalieri in arme dei quattro rioni, nelle prove con la picca, la spada, lo scudo e la mazza ferrata.
Spettacoli di bandiere, danza e fuoco intrattengono il pubblico e i tifosi assiepati sugli spalti, e prima delle prove gli spettatori assistono a uno spettacolo coreografico suggestivo cui partecipano gli storici gruppi di sbandieratori e musici di Oria: il Rione Lama, il Città di Oria e il San Basilio. La giornata si chiude «all'imbrunire», dopo «la cerimonia di consegna» del Palio.
Colori, stemmi e un ghetto ebraico
Castello – rosso e azzurro, con la torre coronata; Judea – bianco e celeste, con la menorah; Lama – verde e oro, con l'albero d'arancio e il pozzo; Santo Basilio – oro e nero, con la croce greca dorata.
Judea prende il nome dall'antico ghetto ebraico che ha reso Oria uno dei centri spirituali ebraici più importanti della Puglia medievale.
I rioni sono un'invenzione della prima rievocazione, che s'incentrava «su i 4 rioni (allora del tutto inesistenti) in cui il giovane progettista aveva diviso la città»: «ispirato dal ricordo di certe rivalità vissute da piccolo tra varie zone del paese, diede identità e dignità storica a ciascuna di esse… e ne ideò gli stemmi definendo colori e araldica». I nomi vengono dal dialetto: «Sotta alla Lama divenne lo Rione Lama, sobbra a Sannuminicu lo Rione Sancto Basilio, sotta alla chiazzedda lo Rione Judea e sobbra allu castieddu, lo Rione Castello».
Il bando del 1225
L'araldo legge il bando emanato da Federico II nel 1225 per dare vita a un «Torneamento» tra i quattro rioni della Città di Oria. È lo stesso imperatore che, preceduto da danze, musiche e coreografie medievali messe in scena da mangiafuoco, giullari, giocolieri e incantatori di serpenti, presenta alla città il Palio.
Al termine del Corteo Storico che si svolge di sabato, l'Araldo proclama il Bando del Torneo che si svolge il giorno dopo, domenica, e «avvincente e spettacolare è il Torneo dei Rioni che si svolge il giorno successivo al Corteo».
Il Palio benedetto e custodito
Il Palio viene benedetto dal Vescovo della Diocesi di Oria durante un'emozionante cerimonia, alla presenza dei quattro Capitani dei Rioni e delle guardie che lo custodiscono fino alla domenica del Torneo.
La benedizione si tiene il venerdì in Cattedrale, insieme all'investitura del cavaliere: in Parco Montalbano un degno scudiero viene nominato cavaliere, come nella tradizionale cerimonia di investitura, durante la quale la benedizione delle armi, il monito a difendere i più deboli, il proprio Signore e le leggi della Cavalleria si susseguono in una suggestiva e solenne atmosfera.
Al rione vincitore viene assegnato il Palio (come in quello di Siena), presentato all'intera cittadinanza oritana la sera precedente nella piazza principale, Piazza Manfredi, al termine del corteo storico.
Un imperatore in attesa delle nozze
Il Palio di Oria si ispira a un episodio reale del 1225: quando l'imperatore Federico II di Svevia, in attesa delle nozze con Isabella (Jolanda) di Brienne, figlia del re di Gerusalemme, stabilì la sua corte nella città e istituì un torneo tra i rioni cittadini.
La promessa sposa era «Jolanda, figlia di Giovanni di Brienne, re di Gerusalemme, che sposò nella vicina Brindisi nel novembre 1225», e l'imperatore, per onorare suo suocero Giovanni di Brienne, emana il bando di un torneo fra i rioni.
Dal 1967
Da quell'antico episodio nacque, a partire dal 1967, la manifestazione che ancora oggi rappresenta l'anima turistica e identitaria di Oria, «una tradizione ormai prossima ai sessant'anni di storia».
La prima rievocazione «si ambientava nel medioevo, s'intitolava "Giostra Medievale in Oria Fumosa", si svolgeva in due giornate (sabato, il Corteo; domenica, la Giostra)».
A organizzarla è la Pro Loco di Oria APS con il coinvolgimento dei quattro comitati di rione, col patrocinio della Regione Puglia, del Comune e della Provincia. Negli anni «è stato possibile notare in Oria un notevole aumento di esercizi commerciali, di attività varie o di strade cittadine con nomi che richiamano il periodo svevo», e alla festa si è collegato anche il Gemellaggio Oria-Lorch.
Come arrivare alla festa
Farsi avvolgere dalle atmosfere della festa, a Oria, è alla portata di tutti. Per chi preferisce la comodità del treno, la stazione ferroviaria di Oria si trova a 1,8 chilometri dal centro: si arriva nel cuore dell'evento con una breve passeggiata. Per chi si mette al volante, lo svincolo di Oria dista 4,9 chilometri, cioè 9 minuti di strada.
Altre feste in zona
Altri appuntamenti in provincia di Brindisi.
- Corteo Storico di Federico II ad Oria — agosto
- Cavalcata di Sant'Oronzo ad Ostuni — agosto
- Medieval Fest a Brindisi — settembre