Feste ItalianeIl magazine delle feste d'Italia

Home » Folklore e Rievocazioni

Folklore e Rievocazioni

Sfilata dei Krampus a Laives 2026 - Il gruppo Brontntol Tuifl lungo via Cairoli

5 min di lettura · Scritto da: Rodolfo de Carvalho
Periodo
fine di novembre 2026
Dove via Cairoli fino all'incrocio con via Pietralba, Naturno

Il giorno esatto cambia ogni anno e non e' ancora stato reso noto.

Fonte: festivalinitalia.it, letta il 20/09/2026. La fonte indica queste date come ancora da confermare.

La Sfilata dei Krampus si tiene a Laives (Leifers), in provincia di Bolzano, in Trentino-Alto Adige, verso la fine di novembre, in vista della festa di San Nicolò del 6 dicembre. Al calare della sera decine di figure metà uomo e metà capra, con corna imponenti, pellicce, campanacci e fruste, sfilano lungo via Cairoli fino all'incrocio con via Pietralba e via Dante, tra fuoco e fumo. La manifestazione è organizzata dal Krampusverein Brontntol Tuifl di Laives, che ospita anche gruppi provenienti da Bronzolo, Castelrotto e da altre località del Sudtirolo.

Una strada sola, e si comincia quando fa buio

A Laives la sfilata ha un percorso preciso e un'ora precisa: quella in cui cala la sera.

Ogni fine novembre le vie di Laives (Leifers), nel comune omonimo della provincia di Bolzano, si popolano di creature demoniache: è la Sfilata dei Krampus, l'appuntamento più atteso dell'inverno organizzato dal gruppo Brontntol Tuifl.

Il tracciato è sempre lo stesso: la sfilata prende il via al calare della sera lungo via Cairoli e prosegue fino all'incrocio con via Pietralba e via Dante. Le figure sfilano tra fuoco, fumo e l'entusiasmo del pubblico, che si accalca ai lati della strada per assistere allo spettacolo, un misto di timore e meraviglia.

Chi la organizza

Dietro la sfilata c'è un'associazione che porta il nome del gruppo di diavoli.

La manifestazione è organizzata dal Krampusverein Brontntol Tuifl di Laives, associazione che da anni custodisce e promuove questa tradizione sul territorio, e che ospita anche gruppi arrivati da fuori: gruppi provenienti anche da Bronzolo, Castelrotto e da altre località del Sudtirolo.

Corna, campanacci e lingua sporgente

Figure metà uomo e metà capra, con corna imponenti, campanacci e fruste, sfilano al calare della sera: creature demoniache del folklore alpino, figure metà uomo e metà capra dalle corna possenti, con la lingua sporgente, avvolte in pellicce, catene e campanacci.

Sui costumi vengono spesso legati dei campanacci per fare più rumore possibile e, nello spirito del demone che punisce, il Krampus porta con sé fruste di betulla o catene di ferro.

E il rumore arriva prima di loro: quando si diffonde un gran frastuono di pesanti campanacci lungo le strade, si sa che l'attesa non sarà lunga.

Le maschere si intagliano a mano

Le maschere, intagliate a mano nel legno, e i costumi in pelliccia rappresentano un patrimonio artigianale tramandato di generazione in generazione nelle valli sudtirolesi.

Gli interpreti dei Krampus indossano maschere di legno intagliate — famosi per queste realizzazioni sono gli intagliatori delle Valli di Tures e Aurina — e pelli di capra, che spesso non sono propriamente profumate. In alcune zone dell'Alto Adige, invece delle maschere di legno, si usano passamontagna in stoffa con lunghe lingue rosse.

Non sono diavoli: sono al seguito del santo

Il nome sudtirolese dice «diavolo», ma il ruolo che hanno nel rito è un altro.

Queste figure spaventose, in sudtirolese Tuifl che significa diavolo, non sono però dei diavoli, sono appunto figure dall'aria demoniaca che sono al seguito di San Nicolò, il benevolo portatore di regali.

La divisione dei compiti è netta: secondo la tradizione alpina, i Krampus sono le controfigure oscure di San Nicolò: mentre il santo premia i bambini buoni, i Krampus hanno il compito di spaventare e punire quelli discoli, impartendo una sorta di giustizia festiva. Secondo la leggenda sono demoni sconfitti da San Nicolò e diventati suoi servitori.

La sfilata rappresenta la vittoria del bene sul male, dove San Nicolò premia i bambini buoni con dolcetti, biscotti e frutta secca, mentre i Krampus ammoniscono i più birichini.

Il diavolo con gli zoccoli di capra

La leggenda narra che, nei periodi di carestia, i giovani di alcuni paesi di montagna si travestissero da mostri indossando pellicce e corna di animali, e così irriconoscibili andavano nei villaggi vicini a derubare le provviste.

Poi si accorsero di una cosa: tra di loro c'era un impostore: era il diavolo in persona. L'unico particolare che permetteva di riconoscerlo erano le zampe con gli zoccoli di capra. I giovani chiamarono il Vescovo Nicolò, che con un esorcismo cacciò via l'inquietante presenza, e da quel giorno, ogni anno alla vigilia di San Nicolò, i Krampus marciano al fianco del Santo.

Secondo il racconto, la notte del 5 dicembre il demone visita le case con un sacco sulle spalle per portare via i bambini che si sono comportati male.

Fine novembre, in vista del 6 dicembre

La data della sfilata di Laives anticipa quella del santo, e sta dentro una finestra precisa.

Ogni anno, verso la fine di novembre, le vie del centro si trasformano in un palcoscenico a cielo aperto dove sfilano decine di creature demoniache del folklore alpino, e quel periodo ha una ragione precisa: la loro comparsa, tra fine novembre e i primi giorni di dicembre, è legata alle celebrazioni di San Nicolò del 6 dicembre.

Il loro giorno sarebbe il 5 dicembre, ma solitamente da fine novembre fino al giorno di San Nicolò, il 6 dicembre, i Krampus imperversano in sfilate, mercatini o eventi che li vedono protagonisti.

Cinquecento anni, e forse molto di più

Questa tradizione affonda le radici a più di cinquecento anni fa e arriva dalle zone più remote del nord Europa, con protagonista il vescovo San Nicola da Bari.

Nonostante sia spesso intrecciata al folklore religioso, molto probabilmente la tradizione ha un'origine più antica e risale a usanze precristiane legate al solstizio d'inverno. Molti la ricollegano ai grandi fuochi che venivano accesi nei villaggi per scacciare le presenze demoniche nel paese e per proteggere i suoi cittadini nell'imminente inverno.

San Nicolò viene rappresentato con una folta barba bianca e vestito di rosso, e da lui fu presa ispirazione per la figura di Babbo Natale.

Come arrivare alla festa

Farsi avvolgere dalle atmosfere della festa, a Laives, è alla portata di tutti. Per chi sceglie i mezzi pubblici la stazione ferroviaria di Laives - Leifers è a 1,5 chilometri dal centro, cioè a pochissima distanza dal cuore della festa. Se invece si preferisce l'automobile, l'uscita di riferimento è lo svincolo di Egna-Ora-Termeno - Neumarkt-Auer-Tramin: da lì bastano 11 minuti di guida (11 chilometri) per immergersi nei festeggiamenti.

Altre feste in zona

A poca distanza, altre feste che vale la pena conoscere.

Da leggere